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Il voto odierno riguardava la Commissione nel suo insieme, composta da
ventisei membri e dal presidente Barroso. Dopo l’approvazione del Parlamento,
la Commissione, per potere cominciare a lavorare, dovrà attendere solo la
nomina formale da parte del Consiglio europeo.
Tra le principali novità del Barroso II – la prima Commissione dopo
l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – c’è la creazione di una serie di
nuovi portafogli: Azione per il clima; Affari interni; Giustizia, diritti
fondamentali e cittadinanza. Altri portafogli sono invece stati riorganizzati:
Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù; Salute e politica dei
consumatori; Industria e imprenditoria; Ricerca e innovazione; Cooperazione
internazionale, aiuti umanitari e risposta alle crisi. L’Agenda digitale
riceverà una rinnovata attenzione e sarà dato nuovo risalto all’integrazione
nel quadro del portafoglio Occupazione, affari sociali e integrazione.
Il nuovo Collegio avrà sette vicepresidenti, compresa la baronessa Catherine
Ashton che rivestirà la carica di Alto rappresentante dell’Unione per gli
Affari esteri e la politica di sicurezza, nuova figura prevista dal Trattato di
Lisbona entrato in vigore il 1° dicembre scorso. Tre vicepresidenti saranno
donne. La nuova Commissione sarà formata da ventisette membri, uno per Stato
membro, tra cui il presidente Barroso, e comprenderà nove donne. I membri del
Collegio provengono da diverse famiglie politiche, in particolare dal Partito
popolare europeo (PPE), dall’Alleanza progressista dei socialisti e dei
democratici (S&D) e dall’Alleanza dei liberali e dei democratici per
l’Europa (ALDE). Quattordici membri, tra cui lo stesso presidente, facevano già
parte del Collegio uscente.
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