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La Senatrice Rita Levi Montalcini compie oggi 100 anni
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22/04/2009

La Rappresentanza in Italia della Commissione europea partecipa e si unisce ai festeggiamenti per i 100 anni della senatrice Levi Montalcini, ambasciatrice dell'Unione europea per l'Anno europeo 2009 della creatività e dell'innovazione, esempio di impegno scientifico e morale per l'umanità. Con mille auguri!

 

    La Senatrice Rita Levi Montalcini compie oggi 100 anni

    Messaggio del Commissario europeo Jàn Figel, responsabile per l'Istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù

    Stimata Professoressa Levi-Montalcini,

    Lei che ha trascorso decenni a indagare i sistemi nervosi, il supporto materiale della mente, sa meglio di chiunque altro che la creatività è una caratteristica essenzialmente umana. La capacità dell'essere umano di creare e innovare – capacità innata in ciascuno di noi – è fondamentale per progredire in qualsiasi campo, che sia la cultura, la società, l'economia o la relazione che intratteniamo con l'ambiente fisico circostante.

    La Commissione europea è onorata che Lei abbia accettato il mio invito a ricoprire l'incarico di ambasciatore dell'anno europeo della creatività e dell'innovazione 2009 giacché il Suo esempio serve da modello ispiratore per la gioventù di oggi.

    Il logo disegnato per l'Anno europeo 2009 è volutamente ambiguo, suggerisce alla mente di chi lo guarda le scintille della creatività, ma anche sinapsi che simboleggiano le connessioni tra le persone e le idee e che ci permettono – insieme – di creare qualcosa di più grande. A mio avviso, quello che chiamiamo un atto creativo non è solo il risultato della scintilla di una mente brillante, ma anche di un'attitudine a mettere in discussione tutto ciò che è obsoleto e a far fronte con coraggio alle sfide della contemporaneità. In questo senso, la Sua vita è stata esemplare, quando ottant'anni fa – in un'epoca in cui non era prassi comunemente accettata che una donna entrasse all'università – ha seguito il Suo cammino, senza cedere alle consuetudini.

    Sappiamo che il cammino che ha percorso non è stato facile, ma Lei nutriva fede nella Sua giusta causa, ha lottato e trovato alleati. Un autore nato nella mia patria una volta ha scritto: "... vivere è lottare e la lotta stessa è lo scopo dell'umanità". È un messaggio importante e una conferma per l'attuale e le future generazioni che le circostanze storiche avverse o persino ostili non possono fermare un talento incipiente per chi è determinato a imparare, a perseguire risolutamente i propri obiettivi e può contare sul sostegno della famiglia e degli amici.

    Le auguro la forza di continuare a lavorare per il bene della scienza e di tutti noi.

    Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla Cerimonia per il genetliaco della

    Senatrice Rita Levi-Montalcini - Palazzo del Quirinale - 20 aprile 2009

     Cara professoressa, senatrice Rita Levi-Montalcini, siamo qui – e saluto, i Presidenti Scalfaro e Ciampi, i rappresentanti del Parlamento e del governo, il Presidente della Corte Costituzionale, i Sindaci di Torino e di Roma, una folta rappresentanza delle nostre istituzioni culturali e del mondo della ricerca, i Premi Nobel professori Rubbia e Ciechanoviev, e ancora, colleghi e collaboratori a lei cari – siamo qui per festeggiarla e onorarla : innanzitutto, cara amica, per rivolgerle auguri ammirati e affettuosi. Ammirati anche per il traguardo che lei ha raggiunto e per il modo in cui l’ha raggiunto : perché questo non è stato un puro dono della natura e della Provvidenza, ma il frutto del suo invincibile amore per la vita e della sua disciplina di vita, della sua ininterrotta operosità, della molteplicità e del fervore dei suoi interessi scientifici, culturali, sociali.

    Quando nel 2001 il Presidente Ciampi fece la scelta che gli era consentita nominandola senatore a vita, apparve a tutti evidente come per la cittadina Rita Levi-Montalcini risultasse pienamente appropriato il riferimento dell’art. 59 della nostra Costituzione all’avere illustrato la Patria per altissimi meriti non solo nel campo scientifico ma in quello sociale e in altri ancora.

    La nostra festeggiata è, in primo luogo, certo, per universale riconoscimento, ben oltre i confini dell’Italia, una grande donna di scienza, e mi rammarico grandemente in questo momento di non potere, per i limiti della mia formazione, per la povertà delle mie conoscenze scientifiche, dire di più su quel che Rita Levi-Montalcini rappresenta nella storia e nell’evoluzione, ancora in pieno svolgimento delle neuroscienze, della neurobiologia, delle ricerche sul cervello. Ma di ciò si è detto puntualmente ancora in questi giorni, nei luoghi giusti e con competenza, come anche qui poc’anzi.

    Vorrei piuttosto sottolineare come nel chiamarla grande donna di scienza, si voglia mettere in evidenza il fatto essenziale che Rita Levi-Montalcini, nell’ingaggiare ancora giovanissima la battaglia per la ricerca della verità scientifica abbia nello stesso tempo ingaggiato quella per l’emancipazione e la valorizzazione della donna. Ella è divenuta un esempio non solo per la comunità scientifica ma per il mondo femminile. E una proiezione altamente significativa di questa dimensione del suo impegno è d’altronde rappresentata dalla scelta di dedicare risorse e passione – attraverso la Fondazione che porta il suo nome – alla causa dell’accesso delle donne all’istruzione e del loro avanzamento civile nei paesi emergenti e segnatamente nel continente africano.

    Ma di “altissimi meriti nel campo sociale” si deve parlare anche in rapporto ad altro. In rapporto – non è superfluo ricordarlo – alle sue virtù civili : al coraggio civile con cui reagì appena trentenne alla violenza delle leggi razziali del fascismo, opponendovi la serena, stoica fermezza del non lasciarsi annullare come ricercatrice di talento, del continuare tra le mura di casa, mirabilmente, il perseguimento del suo progetto scientifico. Fu uno degli esempi della forza intellettuale e morale insopprimibile degli uomini e delle donne che impersonavano il patrimonio della cultura e dei valori dell’ebraismo.

    Rita Levi-Montalcini mostrò il suo profondo attaccamento all’Italia, alla libertà, alla democrazia, resistendo alla dittatura, sottraendosi al destino dell’esilio, accogliendo dopo la Liberazione dell’Italia l’occasione che le fu offerta nel più grande paeseamico, presidio di vita democratica e di progresso scientifico, gli Stati Uniti d’America, per portare più avanti le sue ricerche. Ma volle e seppe tornare a casa, tornare da noi e trasmettere al nostro paese il suo sapere, la sua esperienza, il suo magistero morale.

    Vorrei egualmente ricordare oggi qui quale lezione ella ci abbia dato di senso delle istituzioni e dei doveri istituzionali dedicando il suo tempo, le sue energie, le sue risorse di modestia e di pazienza, alla presenza e all’impegno sui banchi del Senato. Anche  di questo è giusto ringraziarla, e voglio personalmente ringraziarla.

    Non sembri infine fuori luogo il riferimento alla sua operosità e ai suoi meriti nel campo letterario. Rita Levi-Montalcini ha scritto molto, in special modo negli ultimi 10 anni, trasmettendoci con i suoi libri messaggi umani e di pensiero ricchi ed intensi, mettendo a fuoco temi fondamentali come quello del rapporto tra scienza ed etica, e anche assumendosi un compito di divulgazione – specie in rapporto al suo campo di ricerca – e di diffusione in generale dell’interesse per la scienza, sempre importante in un paese nel quale il limite di una formazione strettamente umanistica pesa su intere generazioni, compresa la mia.

    Cara amica, le auguriamo di tutto cuore buon lavoro, e successo : successo per il suo progetto di ricerca, successo per le sue creature, la Fondazione Levi-Montalcini e l’EBRI, un istituto al quale sono certo che i poteri pubblici, se necessario lo stesso Parlamento, non faranno mancare le risorse indispensabili per conseguire risultati importanti. E le auguriamo successo anche nella sua battaglia per lo sviluppo in Italia della ricerca scientifica, per la valorizzazione dei talenti e della passione in special modo delle giovani generazioni di ricercatori. E’ questa una causa di vitale importanza per il nostro paese : contiamo su di lei per l’apporto che ancora una volta vorrà darvi nell’interesse generale.

    E per tutti gli apporti che lei ha già dato alle cause più nobili, vorrei rimetterle ora, con grande rispetto ed affetto, un piccolo segno del nostro comune riconoscimento.

               

    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina