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Conferenza stampa del Presidente Barroso in apertura del vertice G8
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08/07/2009

L'Aquila, 8 luglio 2009

Sono molto felice di rappresentare l'Unione europea al vertice del G8 assieme al primo ministro Reinfeldt, Presidente in questo semestre del Consiglio europeo.

In questa sede, a L'Aquila, l'Europa desidera offrire una guida e la sua capacità propositiva nell'affrontare le sfide attuali, che vanno dalla vigilanza dei mercati finanziari e le politiche ambientali sostenibili al commercio mondiale.

    Conferenza stampa del Presidente Barroso in apertura del vertice G8

    Questo vertice costituisce l'occasione per un rinnovato impegno. Dobbiamo attuare in tempi rapidi la riforma del sistema finanziario mondiale. Dobbiamo intervenire con decisione nella lotta ai cambiamenti climatici; dobbiamo ribadire e onorare i nostri impegni nei confronti dei poveri del mondo – in uno spirito di responsabilità e solidarietà globale.

    Quest'anno il G8 ha luogo in un periodo caratterizzato da difficoltà particolarmente gravi.

    I miei parametri di successo sono i seguenti:

    Dobbiamo progredire in modo significativo nel settore della lotta ai cambiamenti climatici. Ci dividono solo 150 giorni dalla conferenza di Copenaghen. Non dobbiamo dimenticare che sono necessari progressi ora per poter sottoscrivere un accordo a Copenaghen.

    Insisteremo sulla necessità di rispettare l'obiettivo dei 2°C. Ribadiremo la necessità del conseguimento, a livello mondiale, dell'obiettivo di ridurre di almeno il 50% le emissioni mondiali di gas serra entro il 2050. Ciò significa, a sua volta, che i paesi industrializzati devono ridurre le loro emissioni di almeno 80% nello stesso periodo e sostenere questi sforzi con riduzioni ingenti e comparabili nel medio termine.

    Un elemento chiave della soluzione sarà il finanziamento della lotta contro i cambiamenti climatici: l'Unione europea avanzerà presto proposte relative ai finanziamenti e siamo pronti a fare pienamente la nostra parte.

    Avendo contribuito in modo più massiccio alle emissioni di gas a effetto serra in passato, i paesi industrializzati hanno una specifica responsabilità a essere  in prima linea anche nella lotta ai loro effetti. Ma non sarà sufficiente. Anche le economie emergenti, ad esempio, che registrano una rapidissima crescita di emissioni, devono associarsi a questo sforzo. Dobbiamo fare tutti la nostra parte, nel rispetto del principio delle responsabilità comuni, anche se differenziate, e delle rispettive capacità.

    La via che percorre l'Unione europea è quella che porta a Copenaghen. Auspichiamo che i nostri partner delle altre regioni del mondo si associno a noi su questa strada verso una nuova era di maggiore sicurezza energetica e una crescita economica sostenibile e rispettosa dell'ambiente.

    Anche la sicurezza alimentare deve uscire rafforzata da questo incontro: la crisi colpisce maggiormente i paesi più fragili. I 150 milioni di persone che si sono affrancate dalla povertà dall'inizio del millennio rischiano di scivolare nuovamente in una condizione di indigenza. Oltre 1 miliardo di persone soffrono la fame.

    Non dobbiamo e non possiamo addurre la recessione come pretesto per infrangere le promesse di aiuti allo sviluppo, e non lo faremo.

    L'Unione europea si impegna a mantenere le promesse fatte in relazione agli aiuti da fornire: l'UE è già di gran lunga il principale donatore mondiale di aiuti e manteniamo questa posizione nonostante la crisi: l'UE ha erogato 49 miliardi di euro nel 2008, quasi il 60% di tutta l'assistenza fornita a livello mondiale per gli aiuti allo sviluppo.

    L'anno scorso a Toyako abbiamo convenuto di adottare tutte le misure possibili e i leader si sono impegnati a mobilitare 10 miliardi di USD di aiuti alimentari e in sostegno della produzione agricola.

    La sola UE ha versato oltre 4 miliardi di USD e si è impegnata per oltre 6 miliardi di USD in assistenza alimentare e produzione agricola tra gennaio 2008 e luglio 2009. Inoltre, per mia iniziativa, abbiamo approvato e stiamo dando attuazione a uno strumento alimentare, per 1 miliardi di euro, finalizzato a sostenere l'agricoltura nei paesi in via di sviluppo.

    Ma possiamo fare di più e deciderlo qui a L'Aquila – mi aspetto che ci accorderemo su una dichiarazione comune sulla sicurezza alimentare mondiale, corredato di un'agenda da attuare negli anni futuri a livello globale. Sono lieto di vedere che i leader del mondo si associano all'approccio che auspicavo un anno fa: passare dagli aiuti alimentari alla sicurezza alimentare.

    Dal punto di vista dell'UE ribadiamo l'impegno alla sicurezza alimentare, che si tradurrà in circa 1 miliardo in più all'anno fino al 2011 almeno.

    Dobbiamo avanzare anche nel campo di un sistema di regole finanziarie: Il G8 deve ribadire gli impegni assunti dal G20 a Washington e London, riesaminare i progressi fatti in termini di effettiva attuazione e avviare i preparativi del G20 che si terrà a Pittsburgh in settembre. Anche qui, l'UE ha dimostrato di saper progredire efficacemente indennizzando i danni e attuando una completa revisione del nostro sistema finanziario.

    Anche nel settore commerciale dobbiamo andare avanti. Mi auguro verso una conclusione equilibrata e complessiva dell'agenda di Doha per lo sviluppo. A tal fine sarebbe fondamentale definire un programma con scadenze chiaramente stabilite. Per me, ciò significa 2010. Sarebbe un obiettivo realisticamente raggiungibile.

    La disoccupazione e la lotta alla povertà sono problemi che dobbiamo affrontare: questi due fenomeni sono in crescita ovunque. È praticamente sicuro che l'impatto sociale della crisi durerà più a lungo della stessa crisi finanziaria ed economica.

    Invito quindi i leader del mondo a "mettere le persone al primo posto" e ad agire di conseguenza.

    Dobbiamo elaborare politiche sociali e occupazionali capaci di proteggere le persone e i posti di lavoro, e al contempo promuovere la ripresa economica e stabilire un sistema mondiale nuovo, equo e aperto.

    La crisi globale rende evidente a tutti che il mondo è uno solo. Mai prima d'ora si è avvertita la necessità che i leader mondiali si coalizzino nel trovare soluzioni a livello globale. Confido che faremo importanti progressi a L'Aquila.

     

    Press conference L'Aquila, 8 July 2009

    I am pleased to represent the European Union at a G8 summit – this time alongside PM Reinfeldt as President in office of the European Council.

    Here in L'Aquila Europe wishes to offer leadership and inspiration in tackling challenges ranging from financial markets supervision to sustainable climate policies to world trade.

    This summit is the moment for further engagement and commitment. We must quickly implement the reform of the global financial system. We must take decisive action to counter climate change. And we must reaffirm and make good on our commitments to the poorest of the world – in a spirit of global responsibility and solidarity.

    This year's G 8 summit takes place in particularly difficult times.

    My benchmarks for success are the following:

    We must make decisive progress on climate change.

    We are only some 150 days away from Copenhagen. We should not forget that we have to make progress now to enable us to seal the deal there in Copenhagen.

    We will insist on the need to respect the 2° C target. We will reiterate the need for a global goal of achieving at least a 50% reduction of global emissions by 2050. This in turn means that developed countries must reduce emissions by at least 80% in the same period and underpin these efforts through robust and comparable mid-term reductions.

    A key part of the solution will be financing of the fight against climate change: the EU will come forward with proposals in good time on financing, and we are ready to play our full part.

    As the largest contributors to past emissions, developed countries have a special responsibility to take the lead. But this is not going to be enough. The emerging economies, for example, where growth in emissions is surging, must also join in the effort. We must all do our part, in line with the principle of common but differentiated responsibilities and respective capabilities.

    The road of the European Union is the road to Copenhagen. We want our global partners to join us on this road to a new era of stronger energy security and green sustainable growth.

    We must also deliver progress on food security:

    The crisis strikes hardest those countries which are the most fragile.

    The 150 million people lifted out of poverty since the start of the millennium risk to slip back into poverty.

    More than 1 billion people have not enough to eat.

    We should not, cannot and will not let recession be an excuse for breaking promises on development aid.

    The EU is committed to keep its promises on aid: The EU is by far the biggest aid donor in the world already. This position is maintained despite the crisis, with the EU delivering €49 billion in 2008, almost 60% of global development assistance.

    We have agreed in Toyako last year to take all possible measures, and leaders committed to mobilise $10 billion for food aid and support to agricultural production.


    The EU alone has disbursed more than $ 4 billion and committed more than $6 billion for food assistance and agricultural production between January 2008 and July 2009. In addition, upon my initiative, we have agreed and are implementing 1 billion EUR of food facility for agriculture in developing countries.

    But we can move further in L'Aquila – I expect us to agree on a Joint Statement on Global Food Security, setting out an agenda for the coming years at the global level. I am happy to see world leaders joining the approach I advocated one year ago: Moving from food aid to food security.

    From the EU side we remain committed to food security and this will translate to around additional 1 billion EUR per year up until 2011 at least.

    We must deliver progress on financial regulation: The G8 must reaffirm the commitments made by the G20 in Washington and London, review the progress in terms of implementing them and advance the preparations of the G20 in Pittsburgh in September. Again, the EU has shown considerable progress in establishing a complete reparation and overhaul of our financial system.

    We must also deliver progress on trade: I hope we can make progress towards a balanced and comprehensive conclusion of the Doha Development Agenda. A clearly defined time-table for this would be essential. For me, this means 2010. It is a realistic target to achieve the Doha Development Agenda.

    And we must also deliver progress on employment and poverty: Unemployment and poverty are rising everywhere. It is almost sure that the social impact of this crisis is going to last longer than the financial and economic crisis itself.

    I therefore call on world leaders to "put people first" and take action.

    We must devise social and employment policies that help protecting people and jobs with a view to promoting economic recovery and the establishment of a new, equitable, open global framework.

    The global crisis makes it obvious to all that the world is one. It has never been more necessary for world leaders to team up to find global solutions. I am confident that we will make important progress in L'Aquila.

     

    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina