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Servizi finanziari: la Commissione propone di rafforzare la vigilanza finanziaria in Europa
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27/05/2009

La Commissione europea ha adottato una comunicazione sulla vigilanza finanziaria in Europa, che propone una radicale riforma dell’attuale architettura dei comitati incaricati dei servizi finanziari. La comunicazione introduce un nuovo organismo, il Consiglio europeo per i rischi sistemici (CERS), e istituisce un sistema europeo di sorveglianza finanziaria (SESF), di cui farebbero parte le nuove autorità di vigilanza europee. Faranno seguito, nel prossimo autunno, concrete proposte legislative. La Commissione invita tutte le parti interessate a trasmettere commenti e osservazioni entro il 15 luglio.

    Servizi finanziari: la Commissione propone di rafforzare la vigilanza finanziaria in Europa

    José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha dichiarato a questo proposito: “Motivi sia etici sia economici impongono una migliore vigilanza dei mercati finanziari transfrontalieri. A tal fine ho incaricato Jacques de Larosière e il gruppo che presiede di elaborare una relazione. La Commissione presenta oggi proposte per contribuire a ristabilire la fiducia, evitare le crisi future, garantire la crescita e proteggere l’occupazione. Il nuovo sistema aiuterà l’UE e i suoi Stati membri a far fronte nello stesso tempo al rischio sistemico accumulato e ai problemi con gli istituti transfrontalieri. Mi compiaccio del sostegno che gli Stati membri hanno voluto dimostrare alla relazione de Larosière in occasione del Consiglio europeo di primavera. Invito ora i capi di Stato e di governo dell’UE ad approvare, nel Consiglio europeo di giugno, le misure concrete e progressive che presentiamo oggi, nella speranza che la nuova architettura diventi operativa fin dal 2010.”

    Charlie McCreevy, commissario europeo incaricato del mercato interno e dei servizi, ha dichiarato: “La vigilanza finanziaria in Europa non ha tenuto il passo dell’integrazione dei mercati. La crisi ha mostrato che il sistema attuale non è sufficientemente reattivo e che non è adattato a un mercato unico dei servizi finanziari. Il nuovo sistema consentirà di combinare la competenza di tutti i responsabili della vigilanza sulla stabilità finanziaria, grazie al coordinamento di forti organismi europei. Con questa iniziativa la Commissione intende rimediare alle debolezze che la crisi ha messo in evidenza, nonché rispondere all’appello del G-20 di agire a favore di un sistema di regolamentazione e vigilanza dei servizi finanziari più solido e armonizzato a livello internazionale.”

    Per Joaquín Almunia, commissario incaricato degli affari economici e monetari: “Il settore finanziario è stato uno dei principali motori della crescita dalla creazione del mercato finanziario all’inizio degli anni 1990, ma è anche stato all’origine della grave crisi che ha quasi bloccato l’economia alla fine dell’anno scorso. Le riforme proposte oggi sono intese ad istituire un nuovo organismo europeo, il Consiglio europeo per i rischi sistemici, con il compito di analizzare i rischi per la stabilità derivanti dalle evoluzioni macroeconomiche e del sistema finanziario nel suo insieme. Sulla base delle proprie analisi, tale organismo potrebbe mettere tempestivamente in guardia contro possibili rischi sistemici e, all’occorrenza, raccomandare l’adozione di provvedimenti per affrontarli, creando in tal modo per la prima volta un sistema di vigilanza macro-prudenziale per l’UE.”

     

     

     

     

    l pacchetto sulla vigilanza finanziaria proposto nella comunicazione comprende due elementi chiave:

    •       un consiglio europeo per i rischi sistemici (CERS), incaricato di monitorare e valutare i rischi che incombono sulla stabilità del sistema finanziario nel suo complesso (vigilanza macroprudenziale). Il CERS emetterà allarmi preventivi in caso di possibile rischio sistemico e, se necessario, formulerà raccomandazioni quanto alle misure da adottare per farvi fronte. La creazione del CERS permetterebbe di rimediare ad una delle debolezze fondamentali evidenziate dall’attuale crisi, vale a dire l’esposizione del sistema finanziario a rischi sistemici, settoriali e trans-settoriali, che sono complessi ed interconnessi;

    •       un sistema europeo di sorveglianza finanziaria (SESF) per vigilare sui singoli istituti finanziari (vigilanza microprudenziale), costituito da una robusta rete di autorità nazionali di vigilanza finanziaria che lavori in collaborazione con le nuove autorità europee risultanti dalla trasformazione dei comitati che attualmente vigilano sui settori bancario, mobiliare, assicurativo e pensionistico. Il SESF dovrebbe essere fondato sul principio di competenze condivise che si rafforzano reciprocamente e combinerebbe la sorveglianza delle imprese a livello nazionale con alcuni specifici compiti da svolgere a livello europeo. Il sistema sarà volto a favorire l’armonizzazione delle norme e a rendere più coerenti le prassi e l’applicazione delle norme in materia di sorveglianza. Questa rete, basata sui principi di partenariato, flessibilità e sussidiarietà, dovrebbe essere diretta ad accrescere la fiducia tra le amministrazioni nazionali garantendo che le autorità di vigilanza dei Paesi ospiti siano sufficientemente coinvolte nell’elaborazione delle politiche di stabilità finanziaria e di protezione degli investitori, in modo da lottare più efficacemente contro i rischi transfrontalieri.

    L’attuazione dei provvedimenti sopra descritti dovrà essere monitorata e occorrerà valutarne accuratamente l’efficacia. Al massimo tre anni dopo l’entrata in funzione del CERS e del SESF, e al più tardi nel 2013, dovrebbe essere effettuato un riesame completo del quadro europeo di vigilanza finanziaria proposto nella comunicazione. Tale riesame servirà a stabilire se siano necessarie misure supplementari per rafforzare il CERS e il SESF.

    La Commissione invita tutte le parti interessate a esprimere il loro parere sulle proposte contenute nella comunicazione. I contributi dovranno essere inviati entro il 15 luglio utilizzando il formulario disponibile al seguente indirizzo web:

    http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2009/fin_supervision_may_en.htm

     

    Contesto

    Nel settore dei servizi finanziari esistono attualmente, a livello dell’UE, tre comitati che vigilano sui singoli istituti finanziari (cosiddetta “vigilanza microprudenziale”), i quali hanno soltanto un ruolo consultivo: il comitato delle autorità europee di vigilanza bancaria (CEBS), il comitato delle autorità europee di vigilanza delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali (CEIOPS) e il comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (CESR), conosciuti anche come “comitati Lamfalussy di livello 3”. Tuttavia, in Europa non esiste un organismo incaricato di vigilare sui rischi sistemici, vale a dire sui rischi che minacciano la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso (cosiddetta “vigilanza macroprudenziale”).

    Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha incaricato un gruppo di esperti, guidato da Jacques de Larosière (ex governatore della Banca di Francia ed ex direttore generale del Fondo monetario internazionale), di studiare la questione della vigilanza finanziaria in Europa. Il 25 febbraio 2009 il gruppo di esperti ha pubblicato una relazione in cui ha proposto di rafforzare il quadro europeo di vigilanza finanziaria sulla base di due nuovi elementi portanti: il SESF e il CERS.

     

    Il comunicato della Commissione

    Sito della Commissione europea dedicato alla vigilanza dei servizi finanziari

    Il testo della comunicazione “ Vigilanza finanziaria europea”  

    La relazione del Gruppo ad alto livello (Gruppo de Larosière) sulla vigilanza dei sistemi finanziari nellUE.

     

    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina