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Recessione grave nell'UE, ma la fine è in vista
La recessione iniziata nel secondo trimestre del 2008 si è aggravata verso la fine dell'anno, con una flessione del PIL, sia dell'UE che dell'area dell'euro, di circa l'1½% nell'ultimo trimestre (rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente). Indagini e dati concreti indicano un ulteriore peggioramento nel primo trimestre di quest'anno.
Tutti gli Stati membri sono colpiti dalla recessione, anche se le loro prospettive variano in funzione dell'esposizione relativa alla crisi finanziaria, delle dinamiche del mercato immobiliare e del grado di apertura.
Con lo stabilizzarsi dei mercati finanziari, la rinascita della fiducia degli investitori e una graduale ripresa dell'attività reale favorita dal sostegno fiscale e dall'allentamento monetario, la flessione del PIL dovrebbe stabilizzarsi verso la fine di quest'anno e i tassi di crescita dovrebbero registrare un modesto incremento positivo nel corso del 2010.
La recessione interessa non solo tutti gli Stati membri, ma anche quasi tutte le componenti della domanda. Il settore degli investimenti privati risulta particolarmente colpito a seguito delle ridotte previsioni della domanda, di una diminuzione netta dello sfruttamento delle capacità e di condizioni di finanziamento ancora ristrette. Analogamente, le esportazioni hanno subito una forte contrazione a causa del calo considerevole del commercio mondiale. Mentre i consumi privati resistono ancora relativamente bene, grazie al calo dei prezzi del petrolio e all'inflazione più bassa, il reddito reale disponibile probabilmente diminuirà a seguito del progressivo deterioramento del mercato del lavoro. Quest'anno solo i consumi statali e gli investimenti pubblici contribuiranno positivamente alla crescita, grazie in parte alle misure di stimolo finanziario adottate nell'ambito del piano di ripresa economica dell'UE.
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