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L'aumento delle previsioni poggia sulle migliori prospettive per l'economia mondiale e su una maggiore fiducia delle imprese. La ripresa dovrebbe essere sostenuta dalla domanda interna. L'incertezza resta elevata ma la situazione varia da un paese all'altro. La Commissione ha rivisto al rialzo le previsioni d'inflazione per il 2011 a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime. I prezzi dovrebbero aumentare del 2,5% nell'UE e del 2,2% nella zona euro.
Olli Rehn, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha detto: «Benché sia rallentata nel secondo semestre dell'anno scorso, la crescita nell'UE dovrebbe ripartire quest'anno. Le esportazioni dovrebbero continuare a sostenere la ripresa, e il riequilibrio della crescita verso la domanda interna previsto nel 2011 dovrebbe dar luogo a una crescita più sostenibile. Tuttavia, la ripresa economica è irregolare e molti Stati membri attraversano un difficile periodo di adattamento. Inoltre, nonostante la relativa calma tornata da poco su alcuni mercati finanziari la situazione non si è ancora normalizzata. Per consolidare la ripresa, dobbiamo adottare un ambizioso programma di risanamento fiscale e riforme strutturali, come sottolineato dalla Commissione nella sua valutazione annuale della crescita.»
Le previsioni di crescita per l'UE e la zona euro riviste leggermente al rialzo
Per il 2011 le previsioni di crescita del PIL reale sono dell'1,8% per l'UE e dell'1,6% per l'area dell'euro a motivo delle migliorate prospettive per l'economia globale e il clima di ottimismo che si riscontra nell'UE. Entrambe le zone beneficiano quindi di un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto alle previsioni autunnali del 29 novembre 2010. Tali dati aggregati si basano su previsioni aggiornate per Germania, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito, che insieme rappresentano circa l'80% del PIL UE. I dati individuali segnalano un andamento disuguale nei diversi Stati membri. Nella zona euro, la Germania dovrebbe essere il motore della ripresa economica con una crescita del PIL stimato al 2,4%, seguita da Francia (1,7%); la Spagna invece ottiene dei risultati limitati (0,8%). Al di fuori dell'area dell'euro, la crescita prevista è del 4,1% per la Polonia e del 2,0% per il Regno Unito.
Dopo una ripresa sostenuta nella prima metà del 2010, l'economia globale ha subito un calo nel terzo trimestre per poi risalire negli ultimi mesi dell'anno. I principali indicatori suggeriscono che l'attività proseguirà con la medesima dinamica. Il PIL mondiale (esclusa l'UE) dovrebbe crescere di circa il 4,75% nel 2011, un quarto di punto percentuale in più rispetto alle stime autunnali.
Prospettive più favorevoli per la domanda interna
Le migliori prospettive a livello mondiale stimoleranno le esportazioni dell'Unione europea. Le esportazioni dovrebbero continuare a sostenere la ripresa, ma è previsto anche un riequilibrio della crescita verso la domanda interna nel 2011.
Le prospettive per gli investimenti privati, in particolare in attrezzature sono ottimistiche. I consumi delle famiglie, che sono rimasti modesti nel 2010, dovrebbero gradualmente riprendere in modo stabile entro l'anno. La stabilizzazione in atto del mercato del lavoro, la ripresa dei prestiti alle famiglie e la costante diminuzione dei tassi di risparmio delle famiglie sono elementi di buon auspicio per la spesa dei consumatori del prossimo semestre, che sarà in certa misura compensata dall'aumento dell'inflazione.
Sebbene ancora instabile, la situazione complessiva del mercato finanziario dell'UE è migliorata rispetto all' autunno. L'attività sul mercato monetario è in ripresa, e le reali condizioni di finanziamento restano favorevoli.
Aumento dell'inflazione
L'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime negli ultimi mesi ha generato un aumento dell'inflazione complessiva, calcolata sulla base della metodologia IPCA. Le previsioni di inflazione per il 2011 sono riviste al rialzo; l'inflazione calcolata sulla base dell'IPCA è stimata al 2,5% per l'UE e al 2,2% per l'area dell'euro. Tuttavia, la stagnazione economica, la modesta crescita dei salari e la credibilità della previsione generale di inflazione fanno ritenere che le pressioni inflazionistiche sottostanti resteranno sotto controllo e, alla fine dell'anno, l'inflazione sarà vicina al 2% in entrambe le zone. L'inflazione sottostante dovrebbe crescere lentamente, come corollario della ripresta dell'attività e, potenzialmente, di un aumento dell'inflazione importata dalle economie emergenti.
Valutazione dei rischi
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