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La crisi economica e finanziaria mondiale ha evidenziato la necessità di un
risanamento del bilancio di tutti i paesi, compresi quelli dell'Unione europea.
Inoltre,, l'esigenza di liquidità è resa più urgente dalle prossime sfide
globali, soprattutto la lotta ai cambiamenti climatici e lo sviluppo, che
avranno significative implicazioni sul bilancio degli Stati.
Naturalmente la risposta finanziaria degli Stati alle sfide globali passa
innanzitutto attraverso una riduzione delle spese e un miglioramento dei regimi
fiscali esistenti, ma è indubbio che opzioni non tradizionali di reperimento
dei capitali di cui hanno bisogno – la c.d. finanza innovativa – possono
offrire un contributo significativo.
È evidente che un coordinamento globale sarà essenziale per il successo di
questi nuovi strumenti. Ciò però è possibile solo attraverso la partecipazione
di tutti i più importanti attori mondiali, come i paesi membri del G-20.
Infatti, un'azione della sola Unione europea, benché giustificata se servisse
da modello per altri Stati, sarebbe necessariamente meno efficace.
Lo studio dimostra che alcuni strumenti permettono di ottenere un
significativo " doppio dividendo ", proveniente cioè sia dalle risorse
reperite sia da una migliore efficienza e stabilità dei mercati. Inoltre si
ravvisa un potenziale margine anche nella quotazione delle emissioni di CO2, in
aggiunta al meccanismo di "compravendita" delle quote previsto dall'ETS
(Emission Trading Scheme), attraverso un miglior coordinamento a livello
europeo nell'applicazione della componente relativa al carbonio all'interno
delle tasse sui prodotti energetici. Nel campo dello sviluppo, questi
strumenti, in parte già applicati, mostrano un potenziale di miglioramento.
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