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Finanza innovativa
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07/04/2010

La Commissione europea ha pubblicato un'analisi sulle principali fonti più innovative di finanziamento  attualmente in discussione

Strumenti nuovi per far fronte ai costi della crisi finanziaria ed economica. Su questo si interroga la Commissione europea nel suo documento di lavoro pubblicato ieri. Lo studio valuta il potenziale degli esistenti strumenti di finanza  innovativa nel settore finanziario, della lotta ai cambiamenti climatici e dello sviluppo, al fine di individuare le soluzioni più promettenti. Lo studio è stato sollecitato dal Consiglio europeo riunitosi nell'ottobre 2009 per rispondere alle esigenze dei governi di reperire risorse economiche al di fuori delle soluzioni tradizionali, oramai ritenute insufficienti. 

    Finanza innovativa

    La crisi economica e finanziaria mondiale ha evidenziato la necessità di un risanamento del bilancio di tutti i paesi, compresi quelli dell'Unione europea. Inoltre,, l'esigenza di liquidità è resa più urgente dalle prossime sfide globali, soprattutto la lotta ai cambiamenti climatici e lo sviluppo, che avranno significative implicazioni sul bilancio degli Stati.

    Naturalmente la risposta finanziaria degli Stati alle sfide globali passa innanzitutto attraverso una riduzione delle spese e un miglioramento dei regimi fiscali esistenti, ma è indubbio che opzioni non tradizionali di reperimento dei capitali di cui hanno bisogno – la c.d. finanza innovativa – possono offrire un contributo significativo.

    È evidente che un coordinamento globale sarà essenziale per il successo di questi nuovi strumenti. Ciò però è possibile solo attraverso la partecipazione di tutti i più importanti attori mondiali, come i paesi membri del G-20. Infatti, un'azione della sola Unione europea, benché giustificata se servisse da modello per altri Stati, sarebbe necessariamente meno efficace. 

    Lo studio dimostra che alcuni strumenti permettono di ottenere un significativo " doppio dividendo ", proveniente cioè sia dalle risorse reperite sia da una migliore efficienza e stabilità dei mercati. Inoltre si ravvisa un potenziale margine anche nella quotazione delle emissioni di CO2, in aggiunta al meccanismo di "compravendita" delle quote previsto dall'ETS (Emission Trading Scheme), attraverso un miglior coordinamento a livello europeo nell'applicazione della componente relativa al carbonio all'interno delle tasse sui prodotti energetici. Nel campo dello sviluppo, questi strumenti, in parte già applicati, mostrano un potenziale di miglioramento.

     

     

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina