|
L'enzima in questione, denominato LTC4-sintetasi, rientra nel processo di produzione dei leucotrieni, responsabili dei sintomi allergici e della reazione infiammatoria che causa gli attacchi d'asma. Alcuni farmaci attualmente in uso sono in grado di bloccare gli effetti di questo enzima dopo che il processo si è avviato. Grazie alla scoperta dei ricercatori Ue, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, si potranno adesso preparare nuove molecole in grado di bloccare l'enzima LTC4-sintetasi ancor prima che inizi ad agire.
I due progetti Ue – denominati EICOSANOX e E-MeP – sono stati condotti da professori del Karolinska Institutet di Stoccolma. Il team del progetto EICOSANOX comprende un premio Nobel. I fondi stanziati da Bruxelles nell'ambito del VI Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico ammontano complessivamente a 20 milioni di euro. L'Ue intende stanziare altri 24 milioni di euro.
La scoperta dei ricercatori europei è tanto più importante in quanto le malattie infiammatorie – come l'artrite reumatoide, la rinite allergica, l'arteriosclerosi, le infiammazioni intestinali e l'asma – sono patologie endemiche, invalidanti e in alcuni casi mortali. Si tratta di malattie che causano enormi sofferenze con costi economici sempre maggiori per la società e i sistemi sanitari degli Stati membri. Di alcune di queste patologie sono stati identificati i meccanismi di base e i mediatori. Per quanto riguarda l'asma e le allergie, si ritiene che siano causate da una sovrapproduzione di leucotrieni, i quali durante l'attacco d'asma provocano una reazione infiammatoria che restringe le vie respiratorie. Le medicine esistenti bloccano gli effetti dell'enzima LTC4-sintetasi dopo che l'attacco si è manifestato. Dato che però non tutti i pazienti rispondono positivamente, occorrono nuovi farmaci.
I due team di ricercatori europei hanno ottenuto la più alta risoluzione mai raggiunta nell'immagine della struttura della LTC4-sintetasi. Ciò permetterà di comprendere meglio la formazione e il funzionamento dell'enzima e potrà essere utile per sviluppare terapie più efficaci.
17 luglio 2007
|