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Il momento, ha esordito Blair, è importante: si è nel mezzo di un dibattito che non deve essere uno ?scambio di insulti? e caratterizzato da personalismi, bensì un franco scambio di idee. Non si tratta di scegliere tra il libero mercato e l'Europa sociale. Questa interpretazione, ha spiegato, è un modo per intimidire chi vuole cambiare l'Europa, rappresentandolo come un ?traditore? e tacciandolo di antieuropeismo.
Il Primo Ministro britannico ha quindi pronunciato un atto di fede europeista e descritto le posizioni da egli assunte in passato sulle questioni europee, ed ha precisato che dal suo punto di vista l'Unione non può essere solo un mercato comune ma anche uno spazio politico che abbia pure una dimensione sociale.
Non è il momento della divisione, ha affermato, occorre anche parlare del successo politico degli ultimi cinquant'anni di cui bisogna essere fieri: pace, progresso e prosperità. La cooperazione aumenta la forza individuale e i tempi sono cambiati. Gli USA sono l'unica superpotenza mondiale mentre Cina e India saranno sempre più forti economicamente. Occorre quindi che l'Europa si rinnovi perché altrimenti è destinata a fallire.
E' necessario, inoltre, trovare forza e idealismo per ottenere il sostegno della gente. Nonostante fosse stata approvata da tutti i governi e sostenuta da tutti i leader politici, i popoli di due Stati membri fondatori hanno respinto la Costituzione. Ciò, ha spiegato, non è accaduto perché hanno letto il testo e si sono trovati in disaccordo, ma piuttosto perché hanno voluto esprimere il loro scontento sull'Europa.
L'adozione del bilancio doveva ridare credibilità all'Unione, ma i suoi contenuti dovevano anche essere giusti, ha esclamato il futuro Presidente del Consiglio UE. Egli ha quindi negato quanto affermato da alcuni circa il rifiuto britannico di accettare il compromesso sullo ?sconto?, mettendo la questione della Pac sul tavolo negoziale all'ultimo minuto. Non è neanche vero che è stato chiesto lo smantellamento della politica agricola. Le prospettive finanziare, ha spiegato, sono un processo che deve portare a un bilancio più razionale e permettere le riforme necessarie prima del 2013. Il Regno Unito, ha aggiunto, resterà comunque il secondo contributore netto al bilancio.
Il Primo Ministro ha anche negato l'intenzione di smantellare il modello sociale europeo. Tuttavia, si è chiesto, che modello sociale è quello che vede 20 milioni di disoccupati, tassi di produttività nettamente inferiori agli USA, un numero di diplomati in diminuzione e una riduzione degli sforzi sulla ricerca e l'innovazione? Lo scopo del modello sociale, ha spiegato, deve essere di aumentare la capacità concorrenziale per far fronte alla globalizzazione, al fine di avere un'Europa sociale che funzioni.
Il Primo Ministro ha quindi accennato alle priorità della Presidenza: Agenda di Lisbona, quadro macroeconomico disciplinato e flessibile, lotta alla criminalità e al traffico di droga, immigrazione e traffico di esseri umani, lotta al terrorismo. In merito alla politica estera e di difesa ha sottolineato la necessità di adottare misure volte ad aumentare le capacità di difesa dell'Unione per condurre, assieme alla NATO, le missioni di pace. La spesa per questo settore, inoltre, è ritenuta insufficiente per far fronte alle necessità.
L'Unione, poi, deve contare di più nel mondo e gli sforzi supplementari che ha fatto per l'Africa vanno nella giusta direzione. Occorre infine concludere i negoziati in seno all'Organizzazione Mondiale del Commercio, dare impulso alla politica sui cambiamenti climatici, intervenire nel processo di pace nei Balcani e rafforzare il partenariato con gli USA.
Un'Unione con un'economia moderna, che garantisce la sicurezza interna ed esterna, non vede l'allargamento come una minaccia ma come un'opportunità storica per costruire un'Europa più grande e più potente. Un'Europa chiusa, invece, darebbe adito ai nazionalismi e alla xenofobia. Combinare l'apertura, anche economica, con la riduzione della legislazione e della burocrazia, per avvicinare l'Unione ai cittadini. La gente vuole leadership, ha concluso, ed ?è giunto il momento di dargliela?.
Nel commentare il discorso del primo ministro britannico, José Manuel Barroso ha affermato che il Regno Unito assume la Presidenza in un momento cruciale per l'Europa e Tony Blair, ?uomo di Stato esperto e capace?, ha confermato l'impegno per un'Europa come progetto politico. Barroso si è detto fiducioso nel fatto che si potrà tenere un dibattito costruttivo e aperto alla società civile per creare il consenso indispensabile per rispondere alle urgenti necessità dell'Europa.
Il Presidente della Commissione ha quindi sottolineato che le priorità della Presidenza sono le stesse dell'Esecutivo: rinnovamento economico, adozione del bilancio, miglioramento della legislazione, gli aiuti all'Africa, la lotta ai cambiamenti climatici e il rispetto degli impegni di Kyoto e, infine, i negoziati sul commercio internazionale. In merito al bilancio ha sostenuto l'idea di inserire una clausola di revisione che consenta di adeguare gli stanziamenti ai bisogni che emergeranno in futuro.
24 giugno 2005
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