I sistemi elettrici ed elettronici sono ormai così diffusi che è difficile immaginare di farne a meno. Sebbene per molti versi contribuiscano a migliorare la qualità della nostra vita, creano anche dei campi elettromagnetici (radiazioni non ionizzanti) che, a certi livelli, possono riscaldare i tessuti biologici (come accade con i forni a microonde).

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Campi elettromagnetici
Politiche dell'UE
I campi elettromagnetici hanno frequenze diverse - espresse in Hertz (Hz), o oscillazioni per secondo - a seconda dei diversi usi, ad esempio:
- i campi statici di alta intensità (0 Hz) vengono utilizzati in ambito medico per le risonanze magnetiche
- le basse frequenze (50 Hz) vengono impiegate per la corrente elettrica alternata in ambito domestico e negli uffici
- le alte frequenze servono invece per la telefonia mobile (900 MHz).
Fino a circa 20 anni fa le principali fonti di campi elettromagnetici create dall'uomo erano le emittenti radiotelevisive e le linee ad alta tensione. Il rapido sviluppo delle telecomunicazioni mobili e di altre apparecchiature elettroniche, verificatosi a partire dagli anni '90, ha determinato un forte aumento delle fonti e dei tipi di esposizione ai campi elettromagnetici. Questo fenomeno desta timori per i possibili effetti nocivi sulla salute.
- Azione dell'UE riguardo ai campi elettromagnetici
- Monitoraggio e finanziamento della ricerca
- Il ruolo delle autorità nazionali dell'UE
- Il parere dei cittadini europei