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The European Commission has adopted on 17 August a key investment package for the Lithuanian fisheries and aquaculture sectors. Covering the period 2014-2020, the operational programme (OP) under the European Maritime and Fisheries Fund (EMFF) is worth almost 82 million, including 63 million of EU investments. Investments will be targeted at enhancing the competitiveness, sustainability and viability of Lithuanian fisheries and aquaculture businesses.
What can EU funding do to foster jobs and growth in the maritime economy? Register now for our "Blue Invest" conference to find out!
The European Commission has adopted investment packages for the maritime, fisheries and aquaculture sectors of Denmark (267.6m, including 208.4 m of EU funds), Estonia (129.6m, including 101m of EU funds), Germany (284.6 m, including 219.6 m of EU funds) and Sweden (172.9m, including 120.2 of EU funds). The investment is available for the period 2014-2020.

La spesa pubblica nel settore della pesca e dell’acquacoltura

Il settore della pesca e dell’acquacoltura è sottoposto alle regole di concorrenza soltanto nella misura determinata dal Parlamento europeo e dal Consiglio a norma dell’articolo 42 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). Pertanto, la spesa pubblica può essere divisa in due categorie:

1. spesa mediante uno strumento finanziario dell’UE, vale a dire il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

2. spesa mediante aiuti di Stato, vale a dire aiuti concessi dai paesi dell’UE al settore della pesca e dell’acquacoltura e diversi dai finanziamenti erogati a titolo del FEAMP ai sensi dell’articolo 42 del TFUE.

Per maggiori informazioni su queste due categorie distinte, vedere la presentazione pdf - 2 MB [2 MB] English (en) .

Norme sugli aiuti di Stato per la pesca e l'acquacoltura

In linea di principio gli aiuti di Stato sono incompatibili con il mercato interno, tranne in casi specifici, ad esempio:

  • gli aiuti de minimis (ossia importi talmente modesti da non avere alcun impatto significativo sulla concorrenza)
  • taluni tipi di sovvenzioni che non creano distorsioni della concorrenza e sono disciplinati dal regolamento di esenzione per categoria nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

Se nessuno di questi due casi specifici trova applicazione, i singoli Stati membri sono tenuti a notificare alla Commissione gli eventuali regimi di aiuti di Stato che intende mettere in atto o gli eventuali aiuti di Stato che intende concedere, e non possono attuare il regime o concedere l’aiuto prima che la Commissione lo abbia dichiarato conforme al trattato (vedere articolo 2 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio e articolo 2 del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione).

Nel corso delle indagini sui casi di aiuti di Stato la Commissione può trattare dati personali. Per maggiori informazioni leggere l'informativa sulla privacy pdf - 163 KB [163 KB] English (en) .

Come avviene la notifica?

Alla notifica provvede la rappresentanza permanente presso l'UE dello Stato membro interessato attraverso il sistema elettronico SANI. Per gli aiuti nel settore della pesca e dell'acquacoltura occorre utilizzare un apposito modulo msw8 - 282 KB [282 KB] български (bg) čeština (cs) dansk (da) Deutsch (de) eesti keel (et) ελληνικά (el) English (en) español (es) français (fr) latviešu valoda (lv) lietuvių kalba (lt) magyar (hu) Malti (mt) Nederlands (nl) polski (pl) português (pt) română (ro) slovenčina (sk) slovenščina (sl) suomi (fi) svenska (sv) .

Quali sono le conseguenze in caso di mancata notifica?

Se uno Stato membro attua un regime di aiuti di Stato o concede un singolo aiuto senza notificarlo alla Commissione o senza aver ottenuto la sua autorizzazione, l'aiuto di Stato o il regime di aiuti di Stato saranno considerati illegittimi (articolo 1, lettera f) del regolamento n. (CE) 659/1999 del Consiglio ). Inoltre, in linea di principio i beneficiari di un aiuto illegale sono tenuti a restituirlo (cfr. articolo 14 del regolamento).

Quando è richiesta la notifica?

Alcuni tipi di aiuto di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura sono considerati compatibili con il mercato interno e di conseguenza non richiedono l'autorizzazione preventiva da parte della Commissione. La notifica non è necessaria nei seguenti casi:

1. tipi di aiuti che rientrano nel campo di applicazione di un regolamento di esenzione per categoria (regolamento (UE) n.  1388/2014  - il nuovo regolamento di esenzione per categoria applicabile al settore è stato adottato il 16.12.2014 ed è entrato in vigore l’1.1.2015).

2. aiuti de minimis (regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione; vedere sotto).

Ogni anno gli Stati membri sono tenuti a stilare una relazione su tutti gli aiuti di Stato erogati, compresi gli aiuti de minimis. La relazione va trasmessa in formato elettronico entro il 30 giugno (cfr. articoli 5 e 6 del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione; le informazioni da fornire sono descritte nell'allegato III C del regolamento).

La Corte di Giustizia dell'UE è già intervenuta quando uno Stato membro non ha rispettato il termine per l'invio della relazione (sentenza della Corte di giustizia del 12 gennaio 2006 – Commissione contro Granducato di Lussemburgo (causa C-69/05)).

Norme sugli aiuti de minimis nel settore della pesca e dell'acquacoltura

Si ritiene che gli aiuti di Stato che non superano un certo massimale nell’arco di un periodo di tempo non soddisfino tutti i criteri di cui all’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE. Si tratta dei cosiddetti aiuti de minimis. Il regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione (che sostituisce il regolamento (CE) n. 875/2007) fissa il massimale a 30 000 euro per beneficiario nell'arco di tre esercizi finanziari. Inoltre, ciascuno Stato membro è tenuto a rispettare l'importo cumulativo massimo stabilito nell'allegato del regolamento De minimis (il cosiddetto limite nazionale) nel concedere un aiuto alle imprese attive nel settore della pesca e dell'acquacoltura. Gli aiuti de minimis concessi a tutte le imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura nell’arco di tre esercizi finanziari non possono superare, per Stato membro, il 2,5% del fatturato annuo, ossia delle attività di cattura, trasformazione e acquacoltura.

In particolare, gli aiuti de minimis:

a. devono essere gestiti in maniera trasparente
b. non possono essere utilizzati per l'acquisto di pescherecci, per l'ammodernamento o la sostituzione di motori principali o ausiliari dei pescherecci e per operazioni dirette ad aumentare la capacità di pesca di un peschereccio o a favore di attrezzature atte ad aumentarne la capacità di ricerca del pesce o per altre operazioni non ammissibili a norma del regolamento FEAMP
c. non possono superare la soglia di 30 000 euro per un periodo di tre esercizi finanziari.

Questo elenco di condizioni non è esaustivo.

Gli Stati membri devono inoltre attuare delle misure di controllo che consentano di verificare il rispetto delle regole.

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