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The European Commission welcomes Morocco’s ratification of a Fisheries Protocol which is set to open the door for European vessels to go back fishing in Moroccan waters after a pause of more than two years. The European Union and Morocco had concluded the 4-year fisheries deal in December 2013, however its entry into force was pending ratification by Morocco.
The EU and Mozambique met in Maputo, Mozambique, on 9-11 July 2014, to launch negotiations on the renewal of the Protocol to the Sustainable Fisheries Partnership Agreement due to expire on 31 January 2015. The negotiations were conducted in an open and frank atmosphere with progress made on identifying the areas where there was agreement and those where further work is required.

Sovvenzioni governative al settore della pesca e dell'acquacoltura

Come tutte le altre industrie europee, anche la pesca e l'acquacoltura sono soggette alle restrizioni generali dell'UE in materia di aiuti di Stato. Queste vietano generalmente alle autorità nazionali di fornire aiuti finanziari alle imprese private, per evitare che l'industria di un paese sia indebitamente avvantaggiata.

Esistono tuttavia alcune deroghe:

  • gli aiuti sono talmente modesti da non avere avere alcun impatto significativo sulla concorrenza ("aiuti de minimis")
  • la sovvenzione appartiene ad una categoria che non crea distorsioni della concorrenza, a prescindere dall'importo; a queste sovvenzioni si applica l'esenzione per categoria.

In tutti gli altri casi, prima di erogare una sovvenzione le autorità nazionali devono avvertire la Commissione in anticipo e rispettare la decisione di quest'ultima riguardante la legittimità dell'aiuto.

Norme sugli aiuti di Stato per la pesca e l'acquacoltura

Generalmente, gli aiuti di Stato non sono compatibili con il mercato comune, ma vi sono delle eccezioni (vedere articoli 107-109 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e gli orientamenti per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell'acquacoltura .)

Di norma, gli Stati membri sono tenuti a notificare alla Commissione ogni regime di aiuti, che non può essere attuato fino a quando la Commissione non lo ha dichiarato conforme al trattato (articolo 2 del regolamento 659/1999 e articolo 2 del regolamento 794/2004).

Come avviene la notifica?

Alla notifica provvede la rappresentanza permanente presso l'UE dello Stato membro ineressato attraverso il sistema elettronico SANI. Per gli aiuti nel settore della pesca e dell'acquacoltura occorre utilizzare un apposito modulo msw8 - 282 KB [282 KB] български (bg) čeština (cs) dansk (da) Deutsch (de) eesti keel (et) ελληνικά (el) English (en) español (es) français (fr) latviešu valoda (lv) lietuvių kalba (lt) magyar (hu) Malti (mt) Nederlands (nl) polski (pl) português (pt) română (ro) slovenčina (sk) slovenščina (sl) suomi (fi) svenska (sv) .

Quest'ultimo è diviso in 3 parti:

- la parte I, riservata alle informazioni generali richieste per ogni notifica,

- la parte II, che contiene la sintesi che verrà pubblicata nella GU,

- la parte III.14, per le informazioni specifiche relative alla notifica dell'aiuto di Stato nel settore pesca e dell'acquacoltura.  

La notifica è importante. Se uno Stato membro introduce un aiuto di Stato senza notificarlo alla Commissione e senza attenderne l'autorizzazione, l'aiuto viene considerato illegale (articolo 1, lettera f) del regolamento 659/1999 ). Inoltre, se l'aiuto risulta incompatibile con il mercato comune, i beneficiari dovranno restituirlo all'ente erogatore (articolo 14 del regolamento).

Quando è richiesta la notifica?

Alcuni tipi di aiuto di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura sono considerati compatibili con il mercato comune e di conseguenza non richiedono l'autorizzazione preventiva da parte della Commissione (regolamento 736/2008 ). In questi casi non occorre dunque una notifica formale.

Tuttavia, lo Stato membro è tenuto a fornire una scheda sintetica alla Commissione con informazioni sul regime di aiuto (allegato 1 del regolamento 736/2008 msw8 - 47 KB [47 KB] български (bg) čeština (cs) dansk (da) Deutsch (de) eesti keel (et) ελληνικά (el) English (en) español (es) français (fr) latviešu valoda (lv) lietuvių kalba (lt) magyar (hu) Malti (mt) Nederlands (nl) polski (pl) português (pt) română (ro) slovenčina (sk) slovenščina (sl) suomi (fi) svenska (sv) ) e a includere tale regime nella sua relazione annuale sugli aiuti di Stato. Questa disposizione riguarda le misure disciplinate da norme chiare nell'ambito del Fondo europeo per la pesca, come ad esempio l'arresto temporaneo dell'attività di pesca.

L'aiuto deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • importo massimo: l'importo annuale per beneficiario non può superare 1 milione di euro; l'importo totale dei costi ammissibili per ciascun progetto non può superare 2 milioni di euro
  • l'aiuto deve essere destinato alle piccole e medie imprese
  • deve essere conforme al regolamento FEP
  • non può essere concesso a un beneficiario al quale è stato ordinato di restituire un aiuto di Stato illegale fino a quando la relativa pratica non sia stata chiusa.  

Va ricordato che alcune misure FEP, come ad esempio la modernizzazione dei pescherecci, sono soggette, caso per caso, ad un'analisi da parte della Commissione e richiedono pertanto una notifica formale.

Relazione annuale sugli aiuti di Stato

Ogni anno gli Stati membri sono tenuti a stilare una relazione su tutti gli aiuti erogati, compresi i cosiddetti aiuti de minimis. La relazione va trasmessa in formato elettronico entro il 30 giugno (articoli 5 e 6 del regolamento 794/2004; le informazioni da fornire figurano nell'allegato III C del regolamento).
La Corte di Giustizia delle Comunità europee è già intervenuta quando uno Stato membro non ha rispettato il termine per l'invio della relazione (sentenza della Corte di giustizia del 12 gennaio 2006 – Commissione contro Granducato di Lussemburgo (causa C-69/05)

Norme de minimisnel settore della pesca

Gli aiuti de minimis sono aiuti nazionali che non falsano la concorrenza. In base alle regole de minimis nel settore della pesca (adottate nel 2007), le imprese di pesca possono ricevere un quantitativo limitato di aiuti di Stato (30 000 euro per beneficiario su tre esercizi finanziari). Se l'importo complessivo degli aiuti nazionali per la pesca non supera il 2,5% del valore della produzione totale dell'industria ittica, lo Stato membro in questione non è tenuto a provvedere alla notifica formale del regime di aiuti. Tuttavia, tutti gli aiuti de minimis devono figurare nella relazione annuale sugli aiuti di Stato.

Gli aiuti de minimis

  • non possono essere concessi a imprese in difficoltà
  • devono essere gestiti in maniera trasparente
  • non possono essere utilizzati per costruire o acquistare pescherecci
  • non devono perturbare l'organizzazione comune dei mercati dei prodotti della pesca
  • non possono superare i 30 000 euro per un periodo di tre esercizi finanziari; agli Stati membri non è consentito eludere questa soglia suddividendo l'aiuto in diverse quote.

Gli Stati membri devono inoltre attuare delle misure di controllo che consentano di verificare il rispetto delle regole.

Altri tipi di aiuto nel settore della pesca e dell'acquacoltura

Fondo europeo per la pesca e misure temporanee relative alla flotta

  • Le sovvenzioni cofinanziate dagli Stati membri nell'ambito del Fondo europeo per la pesca (FEP) non sono generalmente considerate aiuti di Stato (regolamento 1198/2006, articolo 7).
  • Anche le azioni specifiche temporanee intese a promuovere la ristrutturazione delle flotte da pesca dell'UE colpite dalla crisi economica (adottate nel 2008 in risposta all'impennata dei prezzi del carburante) non sono solitamente considerate come aiuti di Stato (regolamento 744/2008 , articolo 4).