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Fatti e dati sulla PCP pdf - 9 MB [9 MB] English (en)

Legislazione sulla pesca (EUR-Lex)

Sintesi della legislazione dell'UE:

 

Notizie
Maria Damanaki, European Commissioner for Maritime Affairs and Fisheries, and Jacob Vestergaard, Fisheries Minister of the Faroe Islands, met in Athens on 29 August. The discussions were held in a friendly and constructive atmosphere and followed Commissioner Damanaki’s visit to the Faroe Islands in December last.
The European Union and Cape Verde have agreed on a new Protocol to the Fisheries Partnership Agreement between the European Union and Cape Verde. The four-year Protocol will replace the current Protocol which expires on 31 August 2014.

La politica comune della pesca (PCP)

Gestione della pesca nell’UE
Pescatori in Irlanda. © Lionel Flageul

Cos'è la politica comune della pesca?

La PCP consiste in una serie di norme per la gestione delle flotte pescherecce europee e la conservazione degli stock ittici. Il suo obiettivo è gestire una risorsa comune, dando a tutte le flotte europee un accesso paritario alle acque dell’UE e permettendo ai pescatori di competere in modo equo.

Gli stock ittici possono ricostituirsi, ma sono limitati e in alcuni casi sono oggetto di sovrasfruttamento. Di conseguenza, i paesi UE hanno preso delle misure per garantire che l’industria europea della pesca sia sostenibile e non minacci nel lungo termine le dimensioni e la produttività della popolazione ittica.

La PCP è stata introdotta per la prima volta negli anni 70 e aggiornata a più riprese. L'ultimo aggiornamento è entrato in vigore il 1º gennaio 2014.

Quali sono le finalità della politica comune della pesca?

La PCP mira a garantire che la pesca e l'acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ecologico, economico e sociale e che rappresentino una fonte di alimenti sani per i cittadini dell’UE. L'obiettivo è promuovere un’industria ittica dinamica e garantire alle comunità di pescatori un tenore di vita adeguato.

Sebbene sia importante massimizzare le catture, occorre porvi dei limiti. È necessario garantire che le pratiche di pesca non impediscano ai pesci di riprodursi. L'attuale politica impone di fissare per il periodo 2015-2020 dei limiti di cattura sostenibili che assicurino nel lungo termine la conservazione degli stock ittici.

Non abbiamo ancora un'idea chiara dell’impatto della pesca sul fragile ambiente marino. Per questo motivo, la PCP adotta un approccio prudente che riconosce l’impatto delle attività umane su tutte le componenti di questo ecosistema Le flotte pescherecce dovranno applicare sistemi di cattura più selettivi e abolire progressivamente la pratica del rigetto in mare delle catture indesiderate.

La riforma modifica anche il modo in cui il PCP viene gestita, dando ai paesi dell’UE un maggiore controllo a livello regionale e nazionale.

La PCP si articola in quattro settori:

La PCP fissa anche delle norme in materia di acquacoltura e partecipazione dei portatori di interessi.

Documenti ufficiali

REGOLAMENTO (UE) N. 1380/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell'11 dicembre 2013 relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio