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How was sea bass managed in the EU until now? What does the common approach consist of? What will be proposed under the third part of this package? Sea bass landings are increasing from year to year, what will the Commission do to tackle this? Why are recreational anglers covered by the measures, when the commercial sector catches the lion share of sea bass? What about the longer term? What happens in January 2016, during the next spawning season of sea bass? What is the potential economic impact of a further decline of seabass?
Today the Fisheries Committee of the European Parliament has voted on the multiannual Baltic Plan, a management plan adopted by the European Commission in 2014 which establishes targets and conservation reference points for stocks and promotes regionalised decision making for fisheries in the Baltic.
The Council has adopted measures to help sea bass recover. For recreational fishing, which accounts for 25% of sea bass mortality, the decision will mean the introduction of a limit of three fish per day per angler. Learn more about sea bass with our infographic (available in English and in French).

Rigetti in mare e obbligo di sbarco

Gestione degli stock ittici
La pratica dei rigetti in mare è dettata da motivi riguardanti i contingenti e le taglie minime, ma anche da considerazioni di ordine commerciale. © Lionel Flageul 

Il rigetto in mare consiste nel restituire al mare le catture indesiderate (vive o morte), perché sono troppo piccole o non rientrano nel contingente, o a causa di alcune norme riguardanti la composizione delle catture. La nuova PCP abolisce la dannosa pratica del rigetto in mare e introduce l'obbligo di sbarco.  L'obiettivo è rendere la pesca più selettiva e fornire dati più affidabili sulle catture. Per consentire ai pescatori di adattarsi al cambiamento, l’obbligo di sbarco sarà introdotto gradualmente tra il 2015 e il 2019 per tutti i tipi di pesca commerciale (specie soggette a TAC o sotto le taglie minime) nelle acque europee.

Tutte le catture dovranno essere conservate a bordo, sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti. I pesci sotto taglia non potranno essere commercializzati ai fini del consumo umano.

L’obbligo di sbarco sarà applicato in base al tipo di pesca. I dettagli relativi all’attuazione saranno stabiliti nei piani pluriennali o, in loro mancanza, in piani specifici di rigetto. Tali disposizioni stabiliscono le specie interessate, le norme sulla documentazione delle catture, le taglie minime di riferimento per la conservazione e le esenzioni (per i pesci che potrebbero sopravvivere una volta gettati in mare e una quota de minimis per i rigetti a determinate condizioni). La gestione delle quote diventerà inoltre più flessibile per agevolare l’obbligo di sbarco.

A ottobre 2014 la Commissione ha adottato cinque piani di rigetti (mediante i cosiddetti atti delegati) in preparazione dell’attuazione dell’obbligo di sbarco, che è applicabile a partire dal 2015 (pesca pelagica e industriale in tutte le acque dell’Unione e pesca del merluzzo nel Mar Baltico).

Regolamento delegato (UE) n. 1392/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca di piccoli pelagici nel Mar Mediterraneo

Regolamento delegato (UE) n. 1393/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca pelagica nelle acque nordoccidentali

Regolamento delegato (UE) n. 1394/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca pelagica nelle acque sudoccidentali

Regolamento delegato (UE) n. 1395/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca di piccoli pelagici e di pesca a fini industriali nel Mare del Nord

Regolamento delegato (UE) n. 1396/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti nel Mar Baltico