Pil a livello regionale

Dati estratti a marzo 2016. Dati più recenti: Ulteriori informazioni di Eurostat, tavole principali e banca dati. Prossimo aggiornamento della scheda: novembre 2017.

I cartogrammi possono essere consultati in modo interattivo utilizzando l'Eurostat’s Statistical Atlas (cfr. il manuale di istruzioni (in inglese)).

Cartogramma 1 - Prodotto interno lordo (Pil) pro capite, in standard di potere d'acquisto (SPA), in rapporto alla media UE-28, per regioni NUTS 2, 2014 (1)
(% della media UE-28, UE-28 = 100)
Fonte: Eurostat (nama_10r_2gdp) e (nama_10_pc)
Grafico 1 - Prodotto interno lordo (Pil) pro capite, in standard di potere d'acquisto (SPA), in rapporto alla media UE-28, per regioni NUTS 2, 2014
(% della media UE-28, UE-28 = 100)
Fonte: Eurostat (nama_10r_2gdp) e (nama_10_pc)
Cartogramma 2 - Variazione del prodotto interno lordo (Pil) pro capite, in standard di potere d'acquisto (SPA), in rapporto alla media UE-28, per regioni NUTS 2, 2008–2014 (1)
(differenza in punti percentuali tra il 2008 e il 2014)
Fonte: Eurostat (nama_10r_2gdp) e (nama_10_pc)
Cartogramma 3 - Valore aggiunto lordo per occupato in rapporto alla media UE-28, per regioni NUTS 2, 2014 (1)
(% della media UE-28, UE-28 = 100)
Fonte: Eurostat (nama_10r_3gva), (nama_10r_3empers), (nama_10_a10) e (nama_10_a10_e)
Cartogramma 4 - Reddito primario delle famiglie rispetto alla popolazione, per regioni NUTS 2, 2013
(standard di potere di acquisto sui consumi (SPAC) per abitante)
Fonte: Eurostat (nama_10r_2hhinc)
Grafico 2 - Reddito disponibile delle famiglie rispetto alla popolazione, per regioni NUTS 2, 2013 (1)
(standard di potere di acquisto sui consumi (SPAC) per abitante)
Fonte: Eurostat (nama_10r_2hhinc)
Cartogramma 5 - Variazione del reddito disponibile delle famiglie rispetto alla popolazione, per regioni NUTS 2, 2008–2013 (1)
(differenza complessiva in termini di standard di potere di acquisto sui consumi (SPAC) per abitante tra il 2008 e il 2013)
Fonte: Eurostat (nama_10r_2hhinc)

La presente scheda rientra in una serie di schede statistiche basate sull'annuario regionale di Eurostat. Essa analizza l'andamento economico all'interno dell'Unione europea (UE) sulla base di vari conti economici regionali. La prima parte è incentrata sul prodotto interno lordo (Pil), il principale aggregato per misurare lo sviluppo economico/la crescita, la seconda parte comprende una breve analisi della produttività del lavoro (definita qui come valore aggiunto lordo per occupato) e l'ultima parte comprende un'analisi regionale del reddito e del reddito disponibile delle famiglie.

I conti regionali servono da base per la ripartizione della spesa nell'ambito della politica di coesione dell'UE. Sebbene tale politica interessi tutte le regioni dell'UE, la maggior parte delle risorse dei fondi strutturali è destinata alle regioni di livello NUTS 2 il cui Pil pro capite è inferiore al 75 % della media dell'UE-28. Le risorse finanziarie dei fondi di coesione sono attualmente assegnate in base a una decisione che si riferisce al Pil pro capite medio nel triennio dal 2007 al 2009. Un riesame intermedio degli stanziamenti per la politica di coesione sta avendo luogo nel corso del 2016 e probabilmente porterà ad alcune modifiche del sistema. Per informazioni più dettagliate si rinvia alla scheda politiche regionali e Europa 2020.

Principali risultati statistici

Nel 2014 il Pil a prezzi di mercato dell'UE-28 ammontava a 14 000 miliardi di EUR, pari a un livello medio pro capite di circa 27 500 standard di potere d'acquisto (SPA).

Pil pro capite a livello regionale

Il cartogramma 1 presenta il Pil pro capite delle regioni di livello NUTS 2 nel 2014, con il valore di ciascuna regione calcolato in standard di potere d'acquisto (SPA) ed espresso come percentuale della media UE-28 (posta pari al 100 %). Esso distingue pertanto le regioni relativamente "ricche" (in blu), in cui il Pil pro capite è superiore alla media dell'UE-28, dalle regioni relativamente "povere" (in viola). Il ricorso a SPA permette di comparare il potere di acquisto tra regioni degli Stati membri dell'UE con valute nazionali diverse e con livelli dei prezzi differenti. Il cartogramma rende evidente l'esistenza di un netto divario tra est e ovest. Le differenze sono tuttavia meno pronunciate rispetto ad appena una decina di anni fa — quando l'UE ha conosciuto il suo massimo allargamento con l'adesione di 10 nuovi Stati membri — principalmente per effetto di due fattori:

  • un graduale processo di convergenza economica, in conseguenza di una crescita relativamente rapida delle regioni meno sviluppate;
  • la crisi economica e finanziaria che ha avuto un'incidenza considerevole sui risultati economici della maggior parte degli Stati membri dell'UE.

In effetti, molte regioni delle zone dell'est dell'UE, soprattutto quelle in cui ha sede la capitale del paese, hanno visto aumentare in termini assoluti, nonché in rapporto alla media UE-28, il proprio Pil pro capite (rettificato per tener conto dei differenziali dei livelli dei prezzi). Al contrario, l'impatto della crisi finanziaria ed economica ha fatto sì che nel 2014 il Pil pro capite scendesse al di sotto della media dell'UE-28 in diverse regioni NUTS 2 nelle quali si era precedentemente (nel 2008) attestato su valori superiori alla media: questa fattispecie si è registrata in quattro regioni britanniche, tre regioni olandesi, due regioni per paese in Grecia, Italia e Finlandia, e una regione per paese in Spagna, Cipro (che è una regione a questo livello di dettaglio), Slovenia e Svezia. Al contrario, tre regioni in Germania e una regione per paese in Francia e in Polonia sono passate da valori inferiori alla media dell'UE-28 nel 2008 a valori superiori ad essa nel 2014.

Attività economica — Definizione del Pil

Il prodotto interno lordo (Pil) è il parametro fondamentale dei conti nazionali che sintetizza la situazione economica di un paese o di una regione. Può essere calcolato in vari modi, secondo il metodo del valore aggiunto, il metodo della spesa e il metodo del reddito.

Il Pil è usato per analizzare i risultati e i cicli economici (recessione, ripresa e boom economico). Per rendere più agevoli i confronti, i dati espressi in valute differenti possono essere convertiti in una valuta comune, ad esempio in euro o in dollari. Tuttavia i tassi di cambio non riflettono tutte le differenze esistenti tra i livelli dei prezzi dei vari paesi o delle varie regioni. Per ovviare a tale inconveniente, il Pil può essere convertito utilizzando fattori di conversione noti come parità di potere d'acquisto (PPA). Servendosi delle PPA (anziché di tassi di cambio di mercato), tali indicatori sono convertiti in una valuta comune artificiale denominata standard di potere d'acquisto (SPA). Il ricorso a SPA permette di comparare il potere di acquisto tra regioni degli Stati membri dell'UE con valute nazionali diverse e con livelli dei prezzi differenti.

In termini generali, il ricorso a serie in SPA anziché in euro ha un effetto di livellamento, perché le regioni con un Pil pro capite molto elevato in euro presentano generalmente anche livelli dei prezzi relativamente alti (ad esempio, il costo della vita nel centro di Parigi o di Londra è generalmente superiore al costo della vita nelle zone rurali della Bulgaria o della Romania).

Il livello più elevato di Pil pro capite nell'UE si registra nella regione Inner London - West

Nel 2014 le regioni in cui il Pil pro capite ha superato di più del doppio la media dell'UE-28 erano cinque: Inner London - West, Lussemburgo (un'unica regione a questo livello di analisi), Région de Bruxelles-Capitale/Brussels Hoofdstedelijk Gewest, Amburgo e Inner London - East. Tutte e cinque le regioni con i più alti livelli di Pil pro capite nel 2014 sono caratterizzate da un notevole afflusso di pendolari: ad esempio, molte persone coprono ogni giorno lunghe distanze per lavorare in centro a Londra, mentre la Région de Bruxelles-Capitale/Brussels Hoofdstedelijk Gewest è relativamente piccola (ha poco più di 160 km²) e attira anch'essa un numero considerevole di pendolari dalle sue regioni circostanti. Sebbene solitamente i valori assoluti più elevati siano stati registrati in relazione a flussi nazionali di pendolari verso regioni che comprendono alcune delle più grandi città d'Europa, è altresì interessante notare che in alcune regioni si è registrata una quota relativamente elevata di pendolari internazionali: ad esempio, una percentuale elevata di coloro che lavorano in Lussemburgo proviene da oltre frontiera, nello specifico da Belgio, Germania e Francia.

Per informazioni più dettagliate: cfr. scheda relativa ai modelli di pendolarismo.

Misurare la ricchezza e il reddito in base al luogo di residenza o al luogo di lavoro?

Il Pil pro capite medio non fornisce alcuna indicazione in merito alla distribuzione della ricchezza tra i diversi gruppi della popolazione nella stessa regione, né misura il reddito di cui dispongono sostanzialmente le famiglie di una regione, in quanto i flussi di pendolari determinano situazioni in cui i lavoratori contribuiscono al Pil di una regione (quella in cui lavorano) e al reddito familiare in un'altra regione (quella in cui vivono).

Tale anomalia è particolarmente evidente quando i flussi netti di pendolari in entrata o in uscita da una regione sono rilevanti. Le zone caratterizzate da un elevato numero di pendolari in entrata presentano spesso un Pil pro capite regionale estremamente elevato (se confrontato con le regioni circostanti). È il caso di molte regioni metropolitane dell'UE, in particolar modo delle capitali. A causa di tale anomalia, gli elevati livelli di Pil pro capite registrati per talune regioni con flussi netti di pendolari in entrata non si traducono necessariamente in livelli corrispondentemente alti di reddito per gli abitanti della stessa regione.

Nel 2014 circa il 15 % delle 276 regioni di livello NUTS 2 per le quali sono disponibili dati (cfr. cartogramma 1 per la copertura) ha registrato un Pil pro capite superiore di almeno il 25 % alla media dell'UE-28. Tali regioni appaiono nel cartogramma in blu più scuro. Molte di esse sono le regioni in cui ha sede la capitale nazionale o costituiscono un insieme di regioni che sono adiacenti alla capitale, mentre la grande maggioranza delle altre è raggruppata nel centro del cartogramma e comprende le regioni della Germania occidentale e meridionale, dell'Austria occidentale e dell'Italia settentrionale, oltre che della Svizzera. Le restanti regioni sono la regione insulare finlandese Åland e due regioni associate alla produzione di petrolio e gas del Mare del Nord, ossia Groningen nei Paesi Bassi e Nord Eastern Scotland nel Regno Unito. Sebbene in Germania il maggior numero di regioni presenti un Pil pro capite superiore di almeno il 25 % alla media dell'UE-28, la regione in cui ha sede la capitale tedesca (Berlin) non figura tra queste.

Quasi tutte le 21 regioni dell'UE nelle quali il Pil pro capite è inferiore alla metà della media dell'UE-28 sono situate nell'Europa orientale

Le regioni che beneficiano maggiormente dei fondi di coesione registrano un Pil pro capite medio al di sotto della soglia del 75 % della media dell'UE-28. Tali regioni appaiono in viola scuro nel cartogramma 1. Nel 2014 erano 78 le regioni di livello NUTS 2 a rientrare in questa categoria. Va osservato che la base di finanziamento per il periodo di programmazione 2014–2020 è stata fissata in funzione del Pil pro capite medio durante il triennio 2007-2009.

Più di un quarto (21 regioni) delle 78 regioni con livelli di Pil pro capite relativamente bassi aveva un livello di produzione economica pro capite inferiore alla metà della media UE-28. Di queste 21 regioni, 19 sono situate nell'Europa orientale e appartengono a quattro Stati membri: cinque regioni per paese alla Bulgaria, alla Polonia e alla Romania e quattro regioni all'Ungheria. Le due regioni rimanenti sono la regione d'oltremare francese Mayotte e la regione greca Anatoliki Makedonia, Thraki. Le due regioni bulgare Severozapaden e Yuzhen tsentralen e la regione insulare francese Mayotte presentano i più bassi livelli di Pil pro capite medio nell'UE e ciascuna di queste regioni ha un livello di produzione pro capite che è inferiore a un terzo della media dell'UE-28.

Il Pil pro capite di Inner London - West è 18 volte superiore a quello di Severozapaden

Nel 2014 il Pil pro capite medio di Inner London - West (539 % della media UE-28) superava di 18 volte — tenuto conto delle differenze nei livelli dei prezzi — quello di Severozapaden (Bulgaria), dove è stato registrato il Pil pro capite medio più basso (30 % della media UE-28).

In tutte le regioni della Norvegia il Pil pro capite è superiore alla media UE-28

In tutti gli Stati membri dell'UE con più di una regione, nel 2014 almeno una regione di livello NUTS 2 aveva un livello medio di Pil pro capite inferiore alla media dell'UE-28. Fanno eccezione le regioni di livello 2 in Norvegia: tutte e sette le regioni di questo Stato membro hanno registrato valori superiori alla media UE-28. Il Pil pro capite risulta essere superiore alla media dell'UE-28 solo in uno degli Stati membri dell'UE che costituiscono un'unica regione a questo livello di analisi, ossia il Lussemburgo; questa stessa fattispecie si è rilevata anche in Islanda e in Svizzera (per le quali sono disponibili solo dati nazionali).

In Repubblica ceca, Irlanda, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, la regione in cui ha sede la capitale nazionale risulta essere l'unica regione nella quale il Pil pro capite è superiore alla media dell'UE-28. Bulgaria, Grecia, Croazia e Slovenia sono gli unici Stati membri dell'UE con più di una regione nei quali tutte le regioni di livello NUTS 2 presentano un Pil pro capite medio inferiore alla media dell'UE-28. Il Pil pro capite risulta essere inferiore alla media dell'UE-28 anche nei cinque altri Stati membri dell'UE che costituiscono un'unica regione a questo livello di analisi: gli Stati membri baltici, Cipro e Malta. Questo è stato anche il caso dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, nonché di Albania e Serbia (per entrambi i paesi sono disponibili solo dati nazionali).

In generale, le regioni in cui ha sede la capitale nazionale sono quelle che presentano il Pil pro capite medio più elevato all'interno della maggior parte degli Stati membri

Il grafico 1 presenta un'analisi della distribuzione regionale del Pil pro capite nel 2014 in un'ottica differente. Da esso emerge che, nella maggior parte degli Stati membri dell'UE costituiti da più di una regione, le regioni in cui ha sede la capitale nazionale sono quelle che presentano in genere il Pil pro capite medio più elevato; fanno eccezione solo Germania, Italia e Paesi Bassi. In Germania, il Pil pro capite medio più elevato è registrato nella regione Hamburg, mentre Berlin è l'unica tra le regioni in cui ha sede la capitale di uno Stato membro a registrare un Pil pro capite al di sotto della media nazionale. Il Lazio, pur ospitando la capitale nazionale, è al sesto posto fra le regioni italiane per livello del Pil pro capite più elevato, mentre livelli più alti sono registrati nella maggior parte delle regioni più settentrionali, prima fra tutte la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen. Nei Paesi Bassi, Groningen è l'unica regione a registrare un Pil pro capite medio più elevato di quello della regione della capitale (Noord-Holland).

Le regioni in cui ha sede la capitale di Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Irlanda, Francia, Croazia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Svezia sono le uniche regioni di questi Stati membri in cui nel 2014 il Pil pro capite era superiore alla media nazionale.

Da un'analisi degli Stati membri con più di due regioni emerge che le più forti disparità in termini di creazione di ricchezza tra regioni dello stesso paese si registrano all'interno del Regno Unito, poiché il Pil pro capite della regione Inner London - West è quasi otto volte più alto di quello della regione West Wales and the Valleys. Notevoli differenze nei livelli di Pil pro capite esistono anche tra le regioni di Francia, Romania e Slovacchia. Per contro, la creazione di ricchezza è distribuita in modo relativamente uniforme tra le regioni della Croazia, della Slovenia, degli Stati membri nordici, del Portogallo, dell'Irlanda, dei Paesi Bassi, dell'Austria, della Spagna e della Grecia. In ciascuno di questi Stati membri dell'UE, il Pil pro capite medio della regione con il valore più alto non è mai superiore al doppio di quello registrato nella regione con il valore più basso. Lo stesso avviene in Norvegia.

Analisi dello sviluppo economico regionale nel tempo

Durante la crisi economica e finanziaria, il Pil pro capite nell'UE-28 ha raggiunto il livello massimo di 26 000 SPA nel 2008. È seguita una rapida riduzione delle attività nel 2009 e si è dovuto attendere il 2011 perché il livello medio del Pil pro capite tornasse (leggermente) al di sopra del suo valore massimo precedente alla crisi. Il ritmo di crescita del Pil pro capite ha subito un rallentamento nel 2012 e nel 2013, quando il Pil pro capite medio è stato di 26 700 SPA, prima di accelerare nuovamente nel 2014 attestandosi a 27 500 SPA pro capite.

Il Pil pro capite è aumentato a un ritmo sostenuto in diverse regioni polacche, tedesche e austriache, in Lituania e in Lussemburgo

Il cartogramma 2 illustra gli effetti della crisi economica e finanziaria, mettendo in risalto i risultati delle regioni di livello NUTS 2 tra il 2008 e il 2014. Se le regioni che hanno registrato un'espansione rapida — indicate in blu più scuro — sono situate principalmente in Polonia (7 delle sue 16 regioni), Austria (3 delle sue 9 regioni), Germania (12 delle sue 38 regioni), Lituania e Lussemburgo (entrambi un'unica regione a questo livello di dettaglio), il Pil pro capite espresso quale percentuale della media dell'UE-28 è aumentato di oltre 10,0 punti percentuali anche nelle regioni Nyugat-Dunántúl (Ungheria), Sud-Est (Romania) , Bratislavský kraj (Slovacchia) e Inner London - East.

UNO SGUARDO ALLE REGIONI

Mazowieckie, Polonia

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La regione che ha presentato la crescita più rapida, in termini di variazione del Pil per abitante nel periodo 2008-2014, è stata Mazowieckie (la regione in cui ha sede la capitale nazionale polacca). In questa stessa regione si è registrato anche il più alto incremento del reddito disponibile per abitante tra il 2008 e il 2013 tra le regioni di livello NUTS 2.

©: skitterphoto.com

Tra le regioni di livello NUTS 2 dell'UE la crescita economica più rapida rispetto alla media UE-28 nel periodo 2008-2014 è stata registrata dalla regione polacca Mazowieckie, che comprende la capitale Varsavia. Il Pil pro capite in tale regione, che era inferiore del 17,1 % alla media UE-28 nel 2008, ha superato dell'8,4 % la media UE-28 nel 2014.

All'altra estremità della scala, 38 regioni in totale (in viola più scuro nel cartogramma 2) hanno registrato una flessione di almeno 10,0 punti percentuali tra il 2008 e il 2014 del rapporto tra il loro Pil pro capite e la media UE-28. L'impatto della crisi economica e finanziaria sull'economia greca e su quella spagnola è risultato diffuso dato che 12 di queste regioni sono greche e 14 spagnole. Anche Cipro (un'unica regione a questo livello di analisi) rientra in questo gruppo di regioni, così come sette regioni principalmente del Nord Italia, due regioni olandesi e una regione della Finlandia (la regione in cui ha sede la capitale nazionale) e una regione del Regno Unito (Bedfordshire and Hertfordshire). Il declino economico più rapido rispetto alla media dell'UE-28 nel periodo 2008-2014 tra le regioni di livello NUTS 2 dell'UE è stato registrato in tre regioni greche (Attiki, Notio Aigaio e Ionia Nisia), in cui il Pil pro capite è sceso di oltre 26,0 punti percentuali rispetto alla media dell'UE-28. Ad esempio, nella regione Attiki in cui ha sede la capitale nazionale, il Pil è sceso dal 25,4 % al di sopra della media dell'UE-28 all'1,2 % al di sotto di tale valore.

L'andamento positivo dell'economia nazionale sembra rivestire un ruolo importante nel determinare i risultati economici regionali, facendo registrare una crescita diffusa in numerosi Stati membri orientali

Si può osservare come, nonostante i forti divari tra i livelli medi del Pil pro capite delle regioni di alcuni Stati membri dell'UE, nel periodo 2008-2014 le variazioni in termini di attività economiche siano state relativamente uniformi. Tra gli Stati membri dell'UE con più di una regione, il Pil pro capite è cresciuto a un ritmo più rapido rispetto alla media dell'UE-28 in tutte le regioni della Bulgaria, dell'Ungheria, della Polonia, della Romania e della Slovacchia, nonché in tutte le regioni del Belgio, della Repubblica ceca e dell'Austria, ad eccezione di quella in cui ha sede la capitale nazionale, e in tutte le regioni eccetto una (diversa dalla regione in cui ha sede la capitale nazionale) della Danimarca e della Germania. Al contrario, tutte le regioni di Grecia, Spagna, Croazia, Italia, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia (ad eccezione della regione Åland) e Svezia hanno visto crescere il loro Pil pro capite medio a un ritmo più lento rispetto alla media UE-28 (in conseguenza solitamente di una crescita lenta, anziché di una flessione in termini assoluti del Pil pro capite). In Irlanda, una regione è cresciuta più rapidamente rispetto alla media dell'UE-28 e una più lentamente, mentre solo in Francia, in Portogallo e nel Regno Unito la situazione si presenta più variegata, con una maggioranza di regioni con una crescita più lenta rispetto alla media dell'UE-28.

Produttività del lavoro

Nell'ambito dei conti regionali, la produttività del lavoro è definita come il valore aggiunto lordo in euro per occupato ai prezzi base. Il cartogramma 3 presenta questo indicatore nel 2014 per le regioni di livello NUTS 2, esprimendo i risultati come percentuale rispetto alla media UE-28. In teoria, per misurare la produttività del lavoro a livello regionale si dovrebbe tenere conto del numero complessivo delle ore lavorate (anziché considerare soltanto il numero degli occupati), ma i relativi dati sono attualmente incompleti per diversi Stati membri dell'UE.

UNO SGUARDO ALLE REGIONI

Lussemburgo

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Nel 2014, tra le regioni di livello NUTS 2 dell'UE, il Lussemburgo presentava il più alto livello di valore aggiunto lordo per occupato e la sua produttività del lavoro era pari al doppio di quella della media dell'UE-28. Il Lussemburgo ha fatto registrare anche il secondo più alto livello di Pil per abitante (dopo Inner London - West). Si noti che il Pil pro capite non fornisce necessariamente una chiara indicazione in merito al reddito di cui dispongono sostanzialmente le famiglie, in quanto i flussi di pendolari determinano situazioni in cui i lavoratori contribuiscono al Pil di una regione (quella in cui lavorano) e al reddito familiare in un'altra regione (quella in cui vivono).

©: nicrob 77

Se i flussi di pendolari tra le regioni sono significativi, è probabile che le regioni caratterizzate da afflussi netti registrino livelli di valore aggiunto lordo per occupato più bassi in rapporto ai rispettivi Pil pro capite nel caso in cui i dati sull'occupazione si riferiscano alla regione di occupazione anziché a quella di residenza. In altri termini è probabile che il divario tra le regioni sia minore in sede di analisi della produttività del lavoro che non del Pil pro capite. Ciò premesso, nel 2014 il valore aggiunto lordo più alto per occupato è stato raggiunto in Lussemburgo che ha fatto registrare uno dei Pil pro capite più elevati (si osservi che i dati per Londra non sono disponibili).

Livelli relativamente alti di produttività del lavoro possono essere riconducibili a un impiego efficiente della manodopera (senza ricorrere a ulteriori input), ma anche a un mix di attività che alterano il risultato per una determinata economia (in quanto alcune attività hanno livelli di produttività del lavoro più elevati di altre). Per esempio, il settore dei servizi finanziari, che riveste un ruolo particolarmente importante per l'economia del Lussemburgo, è contraddistinto da livelli di produttività particolarmente alti. Anche la regione irlandese Southern and Eastern (che comprende Dublino) — anch'essa specializzata in servizi finanziari — figura tra le prime tre regioni con la più alta produttività del lavoro. Le restanti regioni tra le prime dieci sono tre regioni del Belgio (la regione in cui ha sede la capitale nazionale e le regioni vicine), le regioni in cui ha sede la capitale nazionale danese, francese e svedese, nonché due regioni associate alla produzione di petrolio e gas del Mare del Nord (già segnalate come regioni con un elevato Pil pro capite), ossia Groningen e North Eastern Scotland.

La produttività del lavoro è più bassa negli Stati membri dell'UE che hanno aderito all'Unione nel 2004 o successivamente

Nemmeno una delle regioni degli Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 o successivamente ha registrato un valore aggiunto lordo per occupato superiore alla media UE-28. Nel 2014 tra le regioni di livello NUTS 2 di questi 13 Stati membri (sulla base dei dati disponibili) il livello più alto del valore aggiunto lordo per occupato (di poco al di sopra dell'80 % della media UE-28) è stato registrato dalla regione della capitale slovacca Bratislavský kraj.

In 64 regioni di livello NUTS 2 (in viola più scuro nel cartogramma 3) il valore aggiunto lordo per occupato è risultato inferiore a tre quarti della media UE-28 nel 2014. Tra queste, vi sono 46 regioni nelle quali tale rapporto è inferiore alla metà della media dell'UE-28: si tratta di regioni che vanno da due degli Stati membri baltici (Lettonia e Lituania, ciascuno di essi considerato come un'unica regione a questo livello di dettaglio) alle regioni orientali dell'UE. Bassi rapporti di produttività del lavoro si rilevano in tutte le regioni della Bulgaria, della Croazia e dell'Ungheria, in tutte le regioni della Repubblica ceca e della Polonia tranne due, in tutte le regioni della Romania tranne una, e in una regione della Slovacchia. Nel 2014 l'unica regione dell'Europa meridionale con una produttività del lavoro inferiore alla metà della media dell'UE-28 era Norte in Portogallo.

Reddito primario delle famiglie

Negli ultimi anni si è acceso un intenso dibattito sulla qualità della vita in Europa: molte persone sono del parere che il loro tenore di vita generale si sia deteriorato dall'inizio della crisi economica e finanziaria, in particolare a causa del calo dei salari reali, dell'aumento della disoccupazione, degli oneri aggiuntivi di imposte o oneri sociali, di livelli più bassi di prestazioni o dell'aumento dei prezzi.

Il cartogramma 4 fornisce una panoramica del reddito primario per abitante nelle regioni di livello NUTS 2 per 26 degli Stati membri dell'UE: non vi sono dati disponibili per il Lussemburgo e Malta. I dati sono espressi in standard di potere di acquisto sui consumi (SPAC) che tengono conto delle differenze di prezzo tra le regioni. Nel 2013 il reddito primario variava da un massimo di 51 200 SPAC per abitante nella regione Inner London - West fino a un minimo di 4 800 SPAC nella regione Severozapaden, con un rapporto di 10,6 a 1. Di conseguenza, il valore più alto e quello più basso si registrano nelle stesse regioni che hanno segnalato rispettivamente il Pil pro capite più alto e più basso.

Elevati livelli di reddito primario in molte regioni della Germania e, più in generale, nelle capitali nazionali o nei loro dintorni

Nel 2013 erano 52 le regioni che registravano un reddito primario per abitante pari ad almeno 22 500 SPAC. La maggior parte (27) di queste regioni si trovava in Germania, tra cui quelle con il secondo, terzo e quarto valore più elevato registrato rispettivamente nelle regioni Oberbayern, Stuttgart e Hamburg. Sette regioni, oltre a Inner London - West, erano britanniche, localizzate principalmente nel sud-est dell'Inghilterra, con una regione in Scozia (North Eastern Scotland). Tra gli altri Stati membri dell'UE con più di una regione rientravano in questo gruppo l'Austria (cinque regioni), il Belgio (quattro regioni, raggruppate attorno alla regione in cui ha sede la capitale nazionale, esclusa tale regione), l'Italia, i Paesi Bassi e la Finlandia (due regioni in ciascun paese), Francia e Svezia con una sola regione ciascuna. Come per le informazioni già illustrate in merito al Pil pro capite, una delle caratteristiche più sorprendenti del cartogramma 4 è il livello relativamente alto di reddito primario per abitante che si registra nelle regioni che includono la capitale nazionale o che circondano la regione nella quale si trova la capitale nazionale.

All'altra estremità della scala, erano 36 le regioni di livello NUTS 2 con un reddito primario per abitante inferiore a 10 000 SPAC. Queste regioni sono situate principalmente in Lettonia (un'unica regione a questo livello di dettaglio), in Grecia e negli Stati membri orientali dell'UE, in particolare in Bulgaria (tutte e sei le regioni), in Croazia (entrambe le regioni), in Ungheria (sei regioni su sette), in Romania (sei delle otto regioni), in Polonia (8 regioni su 16) e in Slovacchia (una delle quattro regioni). A queste si aggiungeva una regione francese.

Reddito disponibile

Il grafico 2 e il cartogramma 5 riportano informazioni sul reddito disponibile delle famiglie, in altre parole, sul reddito che le persone possono scegliere di spendere o destinare a risparmio (dopo aver pagato le imposte e i contributi previdenziali e dopo aver ricevuto le prestazioni sociali). Il più alto reddito disponibile per abitante nel 2013 è stato registrato a Inner London - West, con 37 900 SPAC (si osservi che non sono disponibili dati per il Lussemburgo e Malta). Le altre 9 regioni nelle prime 10 posizioni sono situate tutte in Germania, con il livello di reddito disponibile più elevato registrato nella regione bavarese Oberbayern (che comprende Monaco di Baviera).

Il più alto livello di reddito disponibile per abitante di Inner London - West è risultato essere 7,7 volte superiore a quello della regione d'oltremare francese Mayotte (4 900 SPAC). Di conseguenza, se si confronta questo valore con lo stesso rapporto per il reddito primario (10,6 a 1), la forbice tra la regione con il valore minimo e quella con il valore massimo si riduce notevolmente. In effetti, il reddito disponibile per abitante della maggior parte delle regioni è solitamente inferiore al corrispondente dato del reddito primario per abitante, in conseguenza dell'intervento dello Stato (ridistribuzione). È il caso in particolare delle regioni caratterizzate dall'inclusione di alcuni dei contribuenti con i redditi più elevati (spesso le regioni in cui ha sede la capitale nazionale), dato che i contributi fiscali e previdenziali aumentano solitamente in funzione del reddito.

Dal grafico 2 risulta che le regioni in cui ha sede la capitale nazionale presentano spesso i livelli più elevati di reddito disponibile. Ciò è tuttavia meno evidente per alcuni degli Stati membri dell'UE con i più alti livelli di reddito disponibile: in Belgio, in Germania e in Austria, il reddito disponibile per abitante per la regione in cui ha sede la capitale nazionale risulta inferiore alla media nazionale. Le regioni in cui ha sede la capitale nazionale di Spagna, Italia, Ungheria e Finlandia hanno registrato un reddito disponibile per abitante superiore alle rispettive medie nazionali, ma in ciascuno di questi paesi almeno un'altra regione ha fatto registrare un livello di reddito disponibile per abitante più elevato.

Al di fuori delle regioni in cui ha sede la capitale nazionale, si è rilevata una distribuzione relativamente uniforme del reddito disponibile tra le regioni della maggior parte degli Stati membri dell'UE

A prescindere dalle regioni in cui ha sede la capitale nazionale, la distribuzione del reddito disponibile per abitante risulta spesso rientrare in un intervallo di valori relativamente ristretto nelle restanti regioni nella maggior parte degli Stati membri dell'UE. Ciò vale in particolare per Danimarca, Svezia e Austria, che presentano distribuzioni relativamente uniformi. Al contrario, e ancora una volta escludendo le regioni in cui ha sede la capitale nazionale, le maggiori variazioni in termini di reddito disponibile per abitante tra le regioni di uno stesso Stato membro dell'UE si registrano in Italia, Francia e Spagna. In Francia ciò è in gran parte dovuto a valori relativamente bassi per alcune delle sue regioni d'oltremare, mentre in Italia e Spagna, le differenze riflettono il divario nord-sud (con alti livelli di reddito disponibile nelle regioni settentrionali).

Sebbene per la maggior parte delle regioni di livello NUTS 2 il reddito disponibile per abitante sia inferiore al reddito primario per abitante, ci sono 46 regioni che hanno beneficiato di prestazioni sociali e altri trasferimenti a tal punto che il loro reddito disponibile per abitante è risultato superiore al loro reddito primario. Tale situazione si è verificata in 10 delle 13 regioni greche, in tutte e sei le regioni bulgare, in cinque delle otto regioni rumene, in cinque delle sette regioni portoghesi, in quattro delle sette regioni ungheresi, in tre regioni della Spagna, dell'Italia e del Regno Unito, in due regioni della Polonia e in una regione della Germania, della Francia, della Croazia e della Slovacchia, oltre che a Cipro (che conta come un'unica regione a questo livello di dettaglio).

Gli aumenti più rilevanti in termini di reddito disponibile sono stati registrati in molte regioni della Germania, della Polonia e della Romania

Il cartogramma 5 mostra la variazione del reddito disponibile per abitante nelle regioni di livello NUTS 2 tra il 2008 e il 2013. Si osservi che i dati per la Spagna si riferiscono alla variazione tra il 2010 e il 2013 e che non ci sono informazioni disponibili per la Croazia, il Lussemburgo e Malta. Il cartogramma evidenzia aumenti relativamente elevati del reddito disponibile in tutta la Germania, la Polonia e la Romania durante il periodo in esame. I maggiori incrementi del reddito disponibile tra tutte le regioni di livello NUTS 2 per le quali sono disponibili dati si sono registrati per la regione Mazowieckie in cui ha sede la capitale nazionale polacca e la regione rumena di Vest. Le regioni polacche e rumene, insieme alla regione in cui ha sede la capitale nazionale slovacca, hanno occupato tutti i primi 10 posti.

Il reddito disponibile è calato di più di mille SPAC in tutte le regioni greche

Le maggiori contrazioni del reddito disponibile sono state registrate in alcuni degli Stati membri dell'UE maggiormente colpiti dalla crisi economica e finanziaria. Sono 38 le regioni in tutta l'UE-28 nelle quali il reddito disponibile per abitante è sceso di oltre mille SPAC tra il 2008 e il 2013 (in viola più scuro nel cartogramma 5). Tutte le 13 regioni greche rientrano in questo gruppo e le nove regioni che presentano il calo maggiore in tutta l'UE-28 sono tutte greche, con la contrazione individuale più significativa registrata nella regione della capitale greca (Attiki). Per quanto riguarda gli altri Stati membri, questo gruppo di 38 regioni ha incluso 11 regioni dell'Italia, 10 del Regno Unito ed entrambe le regioni irlandesi, nonché una delle due regioni slovene e Cipro (che conta come un'unica regione a questo livello di dettaglio).

Fonti e disponibilità dei dati

SEC 2010

Il sistema europeo dei conti nazionali e regionali (SEC) definisce la metodologia per i conti nazionali nell'UE. L'attuale versione, About ESA 2010 (in inglese, francese e tedesco), è stata adottata nel maggio 2013 ed è attuata dal settembre 2014.

Il SEC 2010 definisce una metodologia armonizzata da utilizzare per la compilazione dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea. Esso garantisce l'elaborazione di statistiche coerenti, comparabili, attendibili e aggiornate sulle economie degli Stati membri dell'UE. La base giuridica per la compilazione di tali statistiche è il regolamento (UE) n. 549/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea.

Per ulteriori informazioni sulla transizione dal SEC 95 al SEC 2010 si rinvia al sito di Eurostat (in inglese, francese e tedesco).

NUTS

I dati presentati in questa scheda si basano esclusivamente sulla versione 2013 della classificazione NUTS.

Copertura

Le statistiche ricavate dai conti economici regionali sono presentate prevalentemente a livello di regioni NUTS 2. I dati per la Svizzera, l'Albania e la Serbia sono disponibili soltanto a livello nazionale. Le ultime statistiche disponibili per le regioni norvegesi si riferiscono al 2013, anche se per il 2014 sono disponibili dati nazionali.

Va precisato che non per tutte le regioni sono disponibili serie temporali complete: occorre pertanto grande cautela nell'analizzare cartogrammi che presentano un'evoluzione nel tempo; le eventuali differenze rispetto alla copertura standard sono precisate nelle note.

Definizione degli indicatori

Il prodotto interno lordo (Pil) è un parametro fondamentale per verificare la salute economica globale di un paese. Si tratta di un valore aggregato della produzione, pari alla somma del valore aggiunto lordo di tutte le unità istituzionali residenti che esercitano attività di produzione, più le imposte sui prodotti e meno i contributi ai prodotti non inclusi nel valore della loro produzione. Il valore aggiunto lordo rappresenta la differenza tra la produzione e i consumi intermedi.

Il Pil per occupato serve a dare un'idea in generale della competitività e della produttività di una economia nazionale/regionale. In parte esso dipende dalla struttura dell'occupazione totale e il suo valore può, ad esempio, risultare più basso per effetto di un passaggio dal lavoro a tempo pieno al lavoro a tempo parziale.

Il valore aggiunto lordo ai prezzi base è la voce a saldo del conto della produzione dei conti nazionali ed è definito come la differenza tra la produzione ai prezzi base e i consumi intermedi ai prezzi di acquisto. Il prezzo base è l'importo che il produttore può ricevere dall'acquirente per un'unità di prodotto, detratte le imposte sui prodotti ma compreso ogni eventuale contributo ai prodotti. Il valore aggiunto lordo può essere analizzato per attività: la somma del valore aggiunto lordo ai prezzi base per tutte le attività, più le imposte sui prodotti meno i contributi ai prodotti dà il Pil.

Il reddito primario delle famiglie è quello generato direttamente da operazioni di mercato. Ciò include in generale redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo, nonché redditi ricevuti sotto forma di interessi, dividendi e affitti; gli interessi e i fitti passivi sono registrati come elementi negativi.

Il reddito disponibile è ottenuto aggiungendo al reddito primario tutte le prestazioni sociali e i trasferimenti monetari (da intervento ridistributivo dello Stato) e detraendo le imposte sul reddito e sul patrimonio, nonché i contributi sociali e i trasferimenti analoghi; pertanto, riflette il reddito effettivamente disponibile.

Contesto

Misurazione dello sviluppo economico

Lo sviluppo economico è comunemente espresso in termini di Pil, che nel contesto regionale può essere utilizzato per misurare la crescita e l'attività a livello macroeconomico, oltre che a servire da base per confronti tra le regioni. Il Pil costituisce inoltre un importante indicatore sotto il profilo politico, assumendo un'importanza fondamentale ai fini della determinazione dell'entità del contributo al bilancio UE dei singoli Stati membri, mentre le medie triennali del Pil sono utilizzate per decidere quali regioni sono ammesse a beneficiare del sostegno dei fondi strutturali dell'Unione.

Il Pil pro capite è spesso utilizzato come indicatore del tenore di vita in generale, ma non può costituire, come unica fonte di informazioni, la chiave di lettura per le questioni oggetto di dibattito politico, in quanto non tiene conto di aspetti esterni quali la sostenibilità ambientale o l'inclusione sociale, che sono sempre più considerati fattori importanti per la qualità della vita.

Diverse iniziative internazionali hanno preso in esame tale questione e nell'agosto 2009 la Commissione europea ha adottato la comunicazione Non solo Pil: misurare il progresso in un mondo in cambiamento (COM(2009) 433 def.), che delinea una serie di azioni per migliorare e integrare il Pil. Essa ha rilevato che esistono validi motivi per completare il Pil con statistiche che riprendano gli altri aspetti economici, sociali ed ambientali dai quali dipende fortemente il benessere dei cittadini. Gli sviluppi recenti in merito a questi indicatori complementari sono riportati dettagliatamente in un documento di lavoro dei servizi della Commissione, Progress on 'GDP and beyond' actions (SWD(2013) 303 final), in cui è confermato, anche a livello regionale e locale, l'interesse pubblico per misurazioni più ampie del Pil.

Per informazioni più dettagliate: cfr. la scheda sulla qualità della vita dellannuario regionale di Eurostat' — edizione 2015.

Politiche economiche

Le disparità regionali sono imputabili a molti fattori, tra cui la lontananza geografica o la bassa densità demografica, i cambiamenti socioeconomici o il retaggio dei sistemi economici precedenti. Tali disparità possono tradursi tra l'altro in deprivazione sociale, servizi di istruzione, sanitari e abitativi carenti, una più elevata disoccupazione o infrastrutture inadeguate.

La politica regionale dell'UE mira a sostenere la più ampia agenda della strategia Europa 2020. Essa è finalizzata a promuovere la solidarietà e la coesione, affinché ogni regione possa sfruttare appieno le sue potenzialità, migliorando la competitività e l'occupazione e allineando nel più breve tempo possibile il tenore di vita delle regioni "più povere" ai livelli della media UE.

Politica di coesione

Più di un terzo del bilancio dell'UE è destinato alla politica di coesione finalizzata ad appianare le disparità economiche, sociali e territoriali nell'UE, per esempio contribuendo alla ristrutturazione delle zone industriali in declino o alla diversificazione delle aree rurali. La politica regionale dell'UE, che cerca in tal modo di rendere le regioni più competitive, favorendo la crescita economica e creando occupazione, è una politica di investimenti volta a promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, la competitività, la crescita economica, il miglioramento della qualità della vita e lo sviluppo sostenibile.

Per il periodo 2014–2020 si è proceduto a un riequilibrio della politica di coesione dell'UE con l'obiettivo di produrre il massimo impatto sulla crescita e sull'occupazione. Nel corso di questo periodo nelle regioni dell'Unione saranno investiti in totale 351 miliardi di EUR. Gli investimenti continueranno a interessare tutte le regioni, ma sono state adottate riforme che hanno modificato i livelli di sostegno in base alla seguente classificazione delle regioni:

  • regioni meno sviluppate (Pil < 75 % della media UE-27);
  • regioni in transizione (Pil tra il 75 % e il 90 % della media UE-27);
  • regioni più sviluppate (Pil > 90 % della media UE-27).

La politica regionale dell'UE è finalizzata ad aiutare ciascuna regione a sfruttare appieno le sue potenzialità attraverso un miglioramento della sua competitività e l'innalzamento del tenore di vita delle regioni più povere fino raggiungere la media UE (convergenza). La politica economica regionale mira a stimolare gli investimenti nelle regioni tramite una migliore accessibilità, la fornitura di servizi di qualità e la salvaguardia dell'ambiente, incoraggiando in tal modo l'innovazione e l'imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro e colmando nel contempo le disparità che si traducono in deprivazione sociale, cattive condizioni abitative, servizi di istruzione e sanitari carenti, una più elevata disoccupazione o infrastrutture inadeguate.

Promuovere l'occupazione, la crescita e gli investimenti

Nel 2014 la Commissione europea si è posta come obiettivo prioritario "la promozione dell'occupazione, della crescita e degli investimenti". Si tratta di un'importante nuova iniziativa che mira a sbloccare gli investimenti pubblici e privati al fine di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture, come l'Internet a banda larga, le reti energetiche e i trasporti. Nella sua comunicazione "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014) 903 final), la Commissione europea ha messo in evidenza il ruolo che gli Stati membri dell'UE e le autorità regionali sono chiamati a svolgere per accrescere al massimo l'impatto dei fondi strutturali utilizzando vari strumenti finanziari sotto forma di prestiti, capitali propri e garanzie. Nel gennaio 2015 la Commissione europea ha adottato una comunicazione incentrata sulle modalità con cui sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita (COM(2015) 12 final). Tale comunicazione mira a rafforzare il legame tra investimenti, riforme strutturali e responsabilità di bilancio.

Schede correlate

Ulteriori informazioni di Eurostat

Visualizzazione dei dati

Pubblicazioni

Tavole principali

Regional economic accounts — ESA2010 (t_nama_reg)

Banca dati

Regional economic accounts — ESA2010 (reg_eco10)

Sezione specifica

Metodologia / Metadati

Fonte dei dati per i grafici e i cartogrammi (MS Excel)

Link esterni