Statistiche della criminalità

Dati: gennaio 2014. Dati più recenti: Ulteriori informazioni di Eurostat, tavole principali e banca dati. Aggiornamento previsto della scheda: marzo 2016.
Grafico 1 - Reati registrati, UE-28, 2002–2012 (1)
(in milioni) - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Grafico 2 - Delitti registrati dalle forze di polizia, UE-28, 2007–2012 (1)
(2007 = 100) - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Tavola 1 - Delitti registrati dalle forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Tavola 2 - Delitti di violenza registrati dalle forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Tavola 3 - Omicidi registrati dalle forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Grafico 3 - Omicidi, media annuale, 2007–2009 e 2010–2012
(per 100 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (crim_gen), (demo_pjan) e (demo_r_d2jan)
Tavola 4 - Rapine registrate dalle forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Tavola 5 - Furti nelle abitazioni registrati dalle forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Tavola 6 - Furti di autoveicoli registrati dalle forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Tavola 7 - Reati inerenti agli stupefacenti registrati dalle forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_gen)
Tavola 8 - Forze di polizia, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_plce)
Grafico 4 - Forze di polizia, media annuale, 2007–2009 e 2010–2012
(per 100 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (crim_plce), (demo_pjan) e (demo_r_d2jan)
Tavola 9 - Detenuti, 2002–2012 - Fonte: Eurostat (crim_pris)
Grafico 5 - Detenuti, media annuale, 2007–2009 e 2010–2012
(per 100 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (crim_pris), (demo_pjan) e (demo_r_d2jan)

In questa scheda sono presentate le statistiche più recenti sulla criminalità e sulla giustizia penale nell'Unione europea (UE). Le statistiche attualmente disponibili risentono delle differenze esistenti tra gli ordinamenti giuridici e politici nell'UE. I raffronti tra gli Stati membri riguardo alle statistiche della criminalità dovrebbero pertanto limitarsi ad analisi delle tendenze nel tempo, evitando comparazioni dirette tra i livelli di criminalità dei paesi per un determinato anno: i dati possono essere infatti influenzati da numerosi fattori, quali differenti definizioni delle tipologie di reati, la diversa efficienza della giustizia penale, criteri difformi di rilevazione dei delitti da parte delle forze di polizia. Inoltre non tutti i reati sono registrati dalle forze di polizia.

Principali risultati statistici

Reati registrati dalle forze di polizia

Le statistiche della criminalità presentate in questa scheda comprendono i reati registrati dalle forze di polizia negli Stati membri dell'UE e in alcuni altri paesi europei. Esse non hanno la pretesa di descrivere tutti i reati perpetrati in Europa dato che alcuni reati non sono rilevati e che l'incidenza di determinati delitti può cambiare in funzione di nuove strategie politiche o di modifiche metodologiche.

Di norma non è possibile tracciare una corrispondenza diretta tra tipi e livelli di reati nei vari paesi perché i sistemi giuridici e gli ordinamenti giudiziari penali sono difformi in termini di definizione di reati,[1] metodi di rilevazione, di registrazione e di conteggio dei reati e rapporto tra reati denunciati e non denunciati — si veda la sezione Fonti e disponibilità dei dati.

I dati nazionali sono stati aggregati per fornire stime per l'insieme dell'UE al fine di individuare tendenze generali. Ogni conclusione per l'UE o per gli Stati membri dovrebbe essere basata su tendenze nel tempo.

Totale dei reati registrati

I dati per il totale dei reati registrati si riferiscono esclusivamente ai reati penali, mentre sono esclusi i reati minori (infrazioni). Il numero di reati rilevati nell'UE-28, in continua diminuzione dal 2003 (cfr. grafico 1), è risultato nel 2012 inferiore del 12 % rispetto a nove anni fa. Va precisato che tali dati per il totale dei reati registrati comprendono una gamma più vasta di reati rispetto a quelli dettagliati nelle analisi che seguono — ovvero determinati delitti quali delitti di violenza, omicidi, rapine, reati contro la proprietà e reati connessi al traffico di stupefacenti — e che la somma dei reati presi in considerazione non coincide con il totale dei reati registrati.

Negli ultimi anni si è osservata una tendenza generale alla diminuzione del livello dei reati rilevati: il numero della maggior parte delle tipologie di reati registrati dalle forze di polizia nell'UE-28 è calato tra il 2007 e il 2012 come si evince dal grafico 2. Mentre i reati connessi al traffico di stupefacenti, rapine e delitti di violenza presentano una flessione tra il 4 % e il 10 % nel periodo dal 2007 al 2012, il numero di furti di veicoli nello stesso periodo è calato molto più rapidamente (-37 %), confermando una tendenza a più lungo termine. Per contro i furti nelle abitazioni sono una tipologia di reati che presenta una tendenza all'aumento nell'UE-28: rispetto al 2007, nel 2012 è stato rilevato il 14 % in più di casi di furti nelle abitazioni.

Come risulta dalla tavola 1, 10 Stati membri dell'UE hanno visto aumentare il numero di reati tra il 2007 e il 2012 (per Irlanda o Francia non sono disponibili serie temporali). Per contro, il totale di reati rilevati è diminuito nei restanti 16 Stati membri, con le variazioni più rilevanti registrate in Grecia (-54 %), in alcune parti del Regno Unito (-25 % in Inghilterra e Galles e 29 % in Scozia), in Estonia (-19 %) e in Slovacchia (-18 %). Va precisato che nel caso della Grecia si è verificata una rottura delle serie che può in parte spiegare la flessione particolarmente consistente osservata.

L'incidenza maggiore sulla tendenza alla diminuzione presentata dall'UE-28 in tale periodo la hanno avuta Inghilterra e Galles, che registrano la più forte diminuzione dei reati in termini di casi registrati (oltre 1,2 milioni in meno nel 2012 rispetto al 2007). Tra i paesi non membri dell'UE che figurano nella tavola 1, il totale dei reati registrati dalle forze di polizia in Turchia è aumentato del 96 % tra il 2007 e il 2012.

Delitti di violenza

I dati relativi ai delitti di violenza comprendono gli atti violenti contro la persona (quali aggressioni fisiche), le rapine (furto mediante l'uso della violenza o della minaccia) e i reati sessuali (compresi stupri e abusi sessuali). Un'analisi dettagliata di questa tipologia di reati è difficile perché non tutti gli Stati membri utilizzano le stesse definizioni. Inoltre, poiché dai dati della Francia sui delitti di violenza nel 2012 sono esclusi i reati registrati dalla Gendarmerie (rottura delle serie), qualsiasi confronto con il totale dei delitti di violenza rilevati per l'anno di riferimento 2011 sarebbe fuorviante. La tendenza generale per l'UE-28 presenta una diminuzione di circa il 10 % del numero di delitti di violenza rilevati tra il 2007 e il 2012. Tale flessione generale è fortemente influenzata dai dati di Inghilterra e Galles, dove tra il 2007 e il 2012 si è registrato un calo di 166 mila delitti di violenza (tavola 2). Se si prendono in considerazione gli altri Stati membri il quadro appare variegato, con aumenti significativi tra il 2007 e il 2012 in Lussemburgo (38 %), Ungheria (26 %) e Danimarca (23 %) e considerevoli diminuzioni in Lituania (-42 %), Croazia (-33 %), Scozia (-32 %), Lettonia e Slovacchia (entrambe -30 %) e Malta ( -27 %).

Omicidi

Per omicidio si intende l'uccisione volontaria di una persona, compreso l'assassinio, l'omicidio colposo, l'eutanasia e l'infanticidio. Sono esclusi l'uccisione per guida pericolosa, l'aborto e il suicidio assistito. Gli omicidi sono rilevati in modo abbastanza coerente e le differenze tra le definizioni dei vari paesi sono meno accentuate che nel caso di altre tipologie di reati. I risultati sono presentati per omicidi consumati, tranne nel caso della Lettonia dove comprendono anche i tentati omicidi. In alcuni paesi le forze di polizia registrano come omicidio qualsiasi decesso che non può essere attribuito immediatamente ad altre cause. È possibile pertanto che i dati siano sovrastimati.

Il numero degli omicidi rilevati per paese è presentato nella tavola 3. Il tasso di omicidi per 100 000 abitanti (cfr. grafico 3) presenta una tendenza alla diminuzione se si confronta la media del periodo 2007-2009 con quella del periodo 2010-2012: una flessione è osservata per tutti i paesi ad eccezione di Grecia, Malta e Austria. Nonostante una diminuzione dei tassi di omicidi nei tre Stati membri baltici, il numero di omicidi per 100 000 abitanti è rimasto più elevato in tali paesi che in tutti gli altri Stati membri.

Rapine

La rapina è un tipo particolare di delitto di violenza, definito come furto mediante l'uso della violenza o della minaccia. Comprende lo scippo e il furto con violenza. Poiché dai dati della Francia sulle rapine nel 2012 sono esclusi i reati registrati dalla Gendarmerie (rottura delle serie), qualsiasi confronto con il totale delle rapine rilevate per l'anno di riferimento 2011 sarebbe fuorviante. Nell'intera UE-28 il numero delle rapine è rimasto relativamente stabile, con una flessione del 4 % tra il 2007 e il 2012. A fronte del rilevante calo del numero di rapine registrato negli Stati membri baltici (-46 % in media nel periodo 2007–2012) e in Scozia (-40 %), alcuni paesi hanno rilevato per contro un forte aumento. Tra il 2007 e il 2012 il numero delle rapine è più che raddoppiato a Cipro, in Danimarca e in Grecia (cfr. tavola 4).

Reati contro la proprietà

I reati contro la proprietà comprendono i furti e i danneggiamenti. I dati per i furti nelle abitazioni e i furti di autoveicoli, presentati nelle tavole 5 e 6, delineano tendenze differenti. Poiché dai dati della Francia sui furti nelle abitazioni e sui furti di autoveicoli nel 2012 sono esclusi i reati registrati dalla Gendarmerie (rottura delle serie), qualsiasi confronto con il totale dei furti nelle abitazioni e dei furti di autoveicoli rilevati per l'anno di riferimento 2011 sarebbe fuorviante. I furti nelle abitazioni sono definiti come l'intrusione con la forza nelle abitazioni al fine di impossessarsi di cose altrui. Nell'intera UE-28 tra il 2007 e il 2012 sono aumentati del 14 % (grafico 2). Tra gli Stati membri dell'UE che dispongono di serie continue di dati per questo periodo gli aumenti più elevati di casi registrati di furti nelle abitazioni si sono osservati in Grecia (76 %), Spagna (74 %), Italia (42 %), Romania (41 %) e Croazia (40 %). Per contro Lituania (-36 %) e Slovacchia (-29 %) registrano forti diminuzioni nei cinque anni compresi nell'indice della tavola 5; va osservato che la rottura delle serie della Spagna può spiegare in parte l'aumento particolarmente elevato registrato per tale paese.

I furti di autoveicoli comprendono i furti di automobili, motocicli, autobus e camion, nonché di veicoli agricoli e per costruzioni. Negli ultimi anni il loro numero è in continua diminuzione, in parte in conseguenza dei miglioramenti tecnici dei deterrenti contro il furto di veicoli. Tra il 2007 e il 2012 il numero di reati di questo tipo registrati nell'UE-28 è diminuito del 37 % e si è più che dimezzato in Inghilterra e Galles nonché in Scozia (-53 %). In Grecia il numero di furti di autoveicoli è aumentato tra il 2007 e il 2012 del 38 % (tavola 6).

Reati inerenti agli stupefacenti

Il traffico di stupefacenti è una ripartizione della più ampia categoria dei reati inerenti agli stupefacenti. Comprende la detenzione illecita, la coltivazione, la produzione, la cessione, il trasporto, l'importazione e l'esportazione di sostanze stupefacenti e il finanziamento di attività inerenti al traffico di droga. Poiché dai dati della Francia sul traffico di stupefacenti nel 2012 sono esclusi i reati registrati dalla Gendarmerie (rottura delle serie), qualsiasi confronto con il totale di tali reati rilevati per l'anno di riferimento 2011 sarebbe fuorviante. Rispetto alle tendenze osservate per altre tipologie di reati, il numero di reati connessi al traffico di stupefacenti ha presentato una flessione relativamente lieve (-5 %) nell'UE-28 tra il 2007 e il 2012 (cfr. grafico 2). Un calo consistente si è registrato in Scozia (-48 %) e in Estonia ( 40 %) (cfr. tavola 7), mentre riduzioni di minore entità sono state osservate in alcuni dei più grandi Stati membri, segnatamente in Germania (-26 %); un calo particolarmente elevato è stato registrato in Ungheria, da attribuire perlopiù a una rottura delle serie. La maggior parte degli Stati membri (18 oltre a Irlanda del Nord e Inghilterra e Galles) ha registrato un aumento del numero complessivo di reati connessi al traffico di stupefacenti tra il 2007 e il 2012. Gli aumenti più consistenti sono stati osservati in Lituania e in Svezia, dove il numero di tali reati è più che raddoppiato tra il 2007 e il 2012. Tra i paesi non membri dell'UE indicati nella tavola 7, in Turchia il numero di reati connessi al traffico di stupefacenti è più che triplicato tra il 2007 e il 2012.

Il numero delle forze di polizia è rimasto stabile

Le forze di polizia comprendono la polizia criminale, la polizia stradale, la polizia di frontiera, i carabinieri, gli agenti di pubblica sicurezza, la polizia municipale, ma non il personale civile, i funzionari doganali, la guardia di finanza, la polizia militare, i servizi segreti, gli agenti di riserva per servizi speciali, gli allievi ufficiali e le sezioni di polizia giudiziaria presso i tribunali. Tale definizione è tuttavia differente tra le varie giurisdizioni.

Il numero complessivo delle forze di polizia è rimasto stabile negli ultimi anni nell'UE-28. Fatta eccezione per Irlanda del Nord e Bulgaria, nell'UE gli organici delle forze di polizia sono cresciuti del 2,3 % nel periodo 2007–2012 (cfr. tavola 8). Nel 2012 Italia, Spagna e Germania avevano il numero più elevato di forze di polizia tra gli Stati membri dell'UE: insieme esse rappresentavano il 45 % del totale UE.

Rispetto al totale della popolazione, il numero delle forze di polizia più alto nel periodo 2010–2012 si rileva a Cipro (631 per 100 000 abitanti), mentre il numero più basso si registra in Finlandia (151 per 100 000 abitanti) (cfr. grafico 4). Tra il 2007–2009 e il 2010–2012 il numero delle forze di polizia rispetto al totale della popolazione è cresciuto notevolmente in Ungheria e in Estonia (in questo periodo si sono registrate tuttavia rotture delle serie per entrambi i paesi), nonché in Belgio, Spagna e Grecia. Per contro nello stesso periodo Francia e Cipro hanno registrato le diminuzioni più consistenti del rapporto tra forze di polizia e totale della popolazione.

Costante aumento del numero dei detenuti

Il numero di detenuti comprende la popolazione carceraria di qualunque tipo di istituto di pena (per adulti e per minorenni e di custodia preventiva), ma esclude le persone rinchiuse per motivi amministrativi come quelle in attesa di riconoscimento del loro status migratorio.

Nel 2012 i detenuti nell'UE-28 (esclusa la Scozia) erano circa 643 000 e tra il 2007 e il 2012 il loro numero nell'UE-28 (esclusa sempre la Scozia) è aumentato del 7 % (cfr. tavola 9). Nello stesso periodo la popolazione carceraria di Malta è aumentata di poco più della metà (53 %) e quella dell'Italia e della Slovacchia di poco più di un terzo (rispettivamente 35 % e 34 %). Tra i paesi non membri dell'UE presentati nella tavola 9 si osservano forti aumenti (in termini relativi) per il Liechtenstein (97 %), il Montenegro (51 %) e la Turchia (41 % tra il 2007 e il 2011); nel caso del Montenegro una rottura delle serie può in parte spiegare il forte aumento registrato.

Nel grafico 5 è presentata un'analisi del numero di detenuti rispetto al totale della popolazione quale media per i periodi 2007–2009 e 2010–2012. In entrambi i periodi i tre Stati membri baltici hanno registrato i tassi più elevati di detenuti per abitante: il tasso della Lettonia è rimasto stabile tra i due periodi, quello della Lituania ha registrato un aumento e quello dell'Estonia una flessione. Nel periodo 2010–2012 la media UE-28 (esclusa la Scozia) è stata di 128 detenuti per 100 000 abitanti, rispetto ai 125 del periodo 2007–2009. I tassi più bassi nel periodo 2010–2012 sono stati registrati negli Stati membri nordici e in Slovenia (tra 60 e 72 detenuti per 100 000 abitanti).

Fonti e disponibilità dei dati

Eurostat pubblica dati statistici sulla criminalità e sulla giustizia penale dal 1950, inizialmente sul numero complessivo di reati denunciati e dal 1993 in poi su determinate categorie di delitti. La sua banca dati comprende statistiche anche sul numero di detenuti dal 1987 in poi e sul numero di forze di polizia a partire dal 1993.

I dati per il Regno Unito sono registrati per singolo ordinamento giuridico: Inghilterra e Galles, Scozia, Irlanda del Nord.

In generale i raffronti tra i dati statistici sulla criminalità e sulla giustizia penale dovrebbero essere operati con riferimento a linee di tendenza anziché a livelli, ipotizzando che le caratteristiche dei sistemi di registrazione all'interno di un paese specifico restino costanti nel tempo. In realtà, numerose sono le interruzioni della continuità delle serie temporali, così come le modifiche metodologiche e delle definizioni.

I raffronti tra paesi in merito alle statistiche della criminalità possono essere influenzati da numerosi fattori, tra i quali:

  • sistemi giuridici e ordinamenti giudiziari penali difformi;
  • percentuale di reati denunciati alla polizia e da questa registrati;
  • differente momento di rilevazione dei fatti delittuosi (ad esempio, al momento della denuncia alla polizia, dell'identificazione di un sospetto, ecc.);
  • criteri differenti di rilevazione dei delitti multipli;
  • differente tipologia dei delitti inclusi nei dati globali.

Ogni analisi dei dati presentati deve essere pertanto improntata a una estrema cautela.

Anche i dati sul numero di detenuti possono essere influenzati da numerosi fattori:

  • il numero di sentenze pronunciate dai tribunali;
  • la percentuale di condannati cui è stata inflitta una pena detentiva;
  • la durata delle pene detentive;
  • il numero degli imputati in custodia preventiva;
  • la data alla quale è stata effettuata l'indagine (in particolare allorché sono applicati provvedimenti di amnistia o di indulto).

La popolazione carceraria dovrebbe essere misurata come il numero totale di adulti e minori detenuti (compresi i detenuti in attesa di giudizio) alla data del 1° settembre di ogni anno. I dati comprendono i detenuti in istituti penitenziari, carceri minorili, istituti per tossicodipendenti e ospedali psichiatrici o di altro tipo.

Sono stati avviati lavori per migliorare la comparabilità delle statistiche della criminalità tra gli Stati membri dell'UE. Lo sviluppo di un sistema di statistiche sulla criminalità e sulla giustizia penale più comparabile è delineato nella comunicazione della Commissione europea "Misurare la criminalità e la giustizia penale nell'Unione europea: piano d'azione 2011-2015 sulle statistiche" (COM(2011) 713 definitivo).

Contesto

La progressiva soppressione dei controlli alle frontiere nell'UE, se ha notevolmente agevolato la libera circolazione dei cittadini europei, può aver reso più facile anche la perpetrazione di attività criminose, in particolare grazie al fatto che l'azione delle autorità giudiziarie e delle autorità di polizia è circoscritta al territorio compreso entro le frontiere nazionali.

Fin dall'adozione del trattato di Amsterdam l'UE si è posta come obiettivo la creazione di un'area comune di libertà, sicurezza e giustizia. Tale obiettivo è stato ulteriormente precisato nel 2004 dal programma dell'Aia che ha definito dieci priorità: rafforzamento dei diritti fondamentali e della cittadinanza; lotta contro il terrorismo; definizione di un'impostazione equilibrata in tema di immigrazione; definizione di una gestione integrata delle frontiere esterne dell'Unione; instaurazione di una procedura comune d'asilo; massimizzazione delle ricadute positive dell'immigrazione; ricerca di un giusto equilibrio fra tutela della vita privata e sicurezza in sede di scambio di informazioni; elaborazione di un'impostazione strategica in tema di criminalità organizzata; realizzazione di uno spazio europeo effettivo di giustizia; condivisione delle responsabilità e degli interventi di solidarietà.

Il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie nazionali è destinato a costituire la base della cooperazione giudiziaria in ambito penale, insieme con lo sviluppo di una serie di strumenti atti ad agevolare la collaborazione pratica transnazionale.

Nel quadro dei lavori volti ad armonizzare e a sviluppare le statistiche della criminalità e della giustizia penale, gli Stati membri dell'UE hanno deciso di uniformare le definizioni di delitti e i livelli di sanzione di alcuni di questi.

Schede correlate

Ulteriori informazioni di Eurostat

Pubblicazioni

Banca dati

Crimes recorded by the police (crim_gen)
Crimes recorded by the police - NUTS 3 regions (crim_gen_reg)
Crimes recorded by the police: homicide in cities (crim_hom_city)
Crimes recorded by the police: historical data (total crime) 1950-2000 (crim_hist)
Police officers (crim_plce)
Prison population (crim_pris)
Prison population: historical data 1987-2000 (crim_pris_hist)

Sezione specifica

Metodologia / Metadati

Fonte dei dati per le tavole e i grafici (MS Excel)

Altre informazioni

Link esterni


Note

  1. Ad esempio, Grecia, Cipro, Lussemburgo, Islanda e Liechtenstein non rilevano i "furti nelle abitazioni" come tipologia di reato a sé stante bensì nel complesso dei furti (in negozi, garage, ecc.). I loro dati non possono pertanto essere comparati direttamente con quelli di altri paesi che considerano in modo specifico i furti nelle abitazioni.