AA+A++Versione stampabileMappa del sitoRSSRSS

La strategia Europa 2020 in Italia

Ogni anno la Commissione europea elabora per ciascuno Stato membro un documento, in cui analizzata la situazione economica del paese e raccomanda i provvedimenti da adottare a livello nazionale nei prossimi 18 mesi. Il documento rispecchia i problemi specifici che lo Stato membro deve affrontare e prende in esame un'ampia gamma di aspetti: stato delle finanze pubbliche, riforma delle pensioni, misure per creare nuovi posti di lavoro e combattere la disoccupazione, sfide nel campo dell'istruzione e dell'innovazione, ecc. L'adozione definitiva delle raccomandazioni specifiche per paese elaborate dalla Commissione avviene al livello più alto, da parte dei capi di Stato e di governo in occasione del Consiglio europeo.

Situazione del paese

La capacità dell'Italia di resistere all'impatto della crisi è frenata da carenze strutturali di lunga data. Il secondo esame approfondito presentato il 10 aprile dalla Commissione individua nell'elevato debito pubblico e nella perdita di competitività esterna, riconducibile alla crescita debole della produttività, i principali squilibri macroeconomici dell'economia italiana, che richiederanno un monitoraggio e un intervento risoluto.

Negli ultimi dodici mesi l'Italia ha adottato una serie di misure pertinenti e ambiziose per tutelare la sostenibilità di bilancio e incentivare la crescita. Ha preso provvedimenti per correggere il disavanzo pubblico eccessivo, rafforzare il quadro di bilancio, aumentare l'adempimento fiscale, migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e il quadro per la determinazione dei salari, stimolare la concorrenza nei settori fondamentali dell'economia e migliorare il contesto in cui operano le imprese, anche in termini di efficienza della pubblica amministrazione. Queste misure mirano ad applicare le raccomandazioni specifiche per paese del 2012 e possono contribuire ad affrontare molte delle sfide che si pongono all'economia.

L'attuazione delle misure adottate rimane però problematica e bisogna portare avanti il programma di riforme. Ritardi nell'adozione delle disposizioni legislative attuative, o un'applicazione parziale della normativa, impediscono di sfruttare appieno i potenziali vantaggi di numerose misure.

Le raccomandazioni 2013 della Commissione europea all'Italia in breve

La Commissione ha formulato sei raccomandazioni specifiche per aiutare l'Italia a migliorare le sue prestazioni economiche. Riguardano i seguenti settori:

  1. Sostenibilità delle finanze pubbliche
    L'Italia si è fortemente adoperata per portare il disavanzo pubblico in linea con la soglia del 3% del PIL entro la fine del 2012, consentendo la chiusura della procedura per i disavanzi eccessivi. È indispensabile che l'Italia mantenga questo sforzo di risanamento per rispettare tutti gli impegni di bilancio presi a livello europeo e, in particolare, per ridurre gradualmente l'elevato debito pubblico. Gli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche dovrebbero essere accompagnati da un costante intervento per migliorare l'efficienza e la qualità della spesa pubblica a tutti i livelli di governo.
  2. Attuazione delle riforme e contesto amministrativo e imprenditoriale
    L'Italia ha adottato provvedimenti ambiziosi e di vasta portata per migliorare la sua posizione finanziaria e le potenzialità di crescita economica. Tuttavia, per garantire che le riforme portino i loro frutti, l'Italia deve garantirne l'attuazione a tutti i livelli di governo e da parte di tutti i soggetti interessati. Inoltre, il paese dovrebbe migliorare la sua capacità amministrativa, tra cui il sistema giudiziario e la gestione dei fondi europei, nonché semplificare il contesto imprenditoriale. La corruzione resta una grande sfida che richiede interventi per rafforzare il quadro giuridico esistente per la sua repressione.
  3. Settore bancario
    La prolungata recessione ha compromesso la resilienza delle banche italiane e la loro capacità di sostenere l'attività economica, un aspetto critico se si considera il ruolo centrale svolto dalle banche nel finanziamento delle imprese. L'Italia dovrebbe migliorare la redditività e l'efficienza del settore bancario e, in particolare, affrontare il problema dei prestiti in sofferenza. Andrebbe inoltre migliorato l'accesso al credito e a strumenti alternativi a quelli bancari per promuovere l'innovazione e la crescita delle imprese.
  4. Mercato del lavoro, determinazione dei salari e politiche sociali
    I tassi di occupazione, specie fra i giovani e le donne, restano ben al di sotto della media UE. Inoltre il livello di istruzione in Italia è basso. Azioni mirate per migliorare la situazione attuale sono una priorità. La riforma del mercato del lavoro e le modifiche al quadro per la determinazione dei salari concordate dalla parti sociali a partire dal 2011 hanno la possibilità di migliorare l'andamento del mercato del lavoro e di incentivare la produttività; andrebbero pertanto attuate con decisione. Tenendo conto delle sfide sociali in gioco, il programma di riforme andrebbe improntato ai principi dell'equità sociale, mentre il sistema previdenziale andrebbe migliorato, in particolare orientando maggiormente le prestazioni verso le fasce più vulnerabili.
  5. Fiscalità, economia sommersa e lavoro nero
    Il sistema fiscale italiano resta complesso e soffre di elevati livelli di evasione. Spostare l'onere fiscale sul consumo, i beni e l'ambiente, in modo da ridurre la pressione fiscale sul lavoro e i capitali, senza incidere sul gettito, è essenziale per promuovere la crescita economica e la competitività. Aumentare l'adempimento fiscale e affrontare il problema dell'economia sommersa e del lavoro nero migliorerebbe l'efficienza complessiva del sistema rendendolo più equo.
  6. Apertura dei mercati nel settore dei servizi e industrie di rete
    Sono state adottate misure importanti per aprire i mercati dei servizi e le industrie di rete che contribuiranno a stimolare la competitività dell'economia italiana. Tuttavia, servono ulteriori interventi. L'Italia dovrebbe incoraggiare maggiormente la concorrenza, specie per quanto riguarda i servizi professionali e i servizi pubblici locali. Inoltre, l'Italia ha bisogno di migliorare l'accesso ai mercati delle industrie di rete e le infrastrutture in tutto il paese.

L'Italia a confronto con gli altri paesi dell'UE in settori chiave


Documenti relativi al semestre europeo