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EPALE

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Blog

Educare in carcere: un'indagine in corso su criticità e buone prassi

23/12/2015
by Martina Blasi
Lingua: IT

 

Cosa significa educare in carcere? A cosa si educa? Come si educa?

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L’istruzione formale e non formale nei contesti penitenziari sarà oggetto di studio e ricerca a partire da gennaio 2016 in previsione del seminario nazionale tematico EPALE dedicato all’educazione in carcere e previsto nel mese di aprile a Napoli.

L’Unità italiana di EPALE ha iniziato un’indagine sulle azioni formative ed educative che riguardano i detenuti, il lavoro è in atto in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali, il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze - stakeholder della piattaforma a livello nazionale- vari docenti, operatori e formatori dei carceri di Sollicciano, Rebibbia, Ferrara, Pescara, Pozzuoli e altri ancora,

Gli ambasciatori Horacio Czertok, del Teatro Nucleo di Ferrara, Fausta Minale, docente della Casa Circondariale di Pozzuoli, e Manuela Sebeglia, attiva di numerosi progetti europei sul carcere, operano giornalmente con i detenuti, tuttavia tutti gli ambasciatori EPALE stanno svolgendo un lavoro di ricognizione sullo stato dell’arte dei percorsi formativi in carcere nelle loro regioni di appartenenza.

Durante un primo incontro di lavoro tenutosi a Firenze si è parlato dei corsi scolastici negli istituti carcerari in base alla nuova riforma dei CPIA, dei laboratori teatrali e musicali e dei progetti europei attivi in alcune carceri italiane. Ma si è parlato anche della normativa, dei diritti dei detenuti spesso violati nei sistemi di giustizia penale, dei complessi rapporti con la polizia penitenziaria, dell’inadeguatezza degli spazi dediti alla formazione, della mancanza di flessibilità nella gestione degli orari scolastici in carcere.

Rispondere ai bisogni formativi dei detenuti e dei docenti in carcere, questo il punto di partenza per eliminare un carcere che non riabilita, ma esclude ed emargina.

Il nostro invito a collaborare si apre a tutti coloro che tramite EPALE e il futuro seminario di Napoli vogliono diffondere progetti validamente testati riguardanti l'istruzione in carcere!

Per contattarci, rispondete a questo post con un commento.

Oppure trovate i nostri recapiti nella pagina dell'Unità nazionale EPALE Italia.

 

Martina Blasi

 

Immagini tratte da Premio Letterario Goliarda Sapienza Racconti dal Carcere

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Commenti

  • Ritratto di luca leccese

    Salve, sono un docente del cpia 5 milano, in servizio presso il carcere di San Vittore e mi piacerebbe avere maggiori informazioni riguardo al contenuto del post e ad eventuali collaborazioni.

    Grazie.

    L.

  • Ritratto di Martina Blasi
    Buongiorno, La ringrazio per il suo interesse. Tutte le informazioni sul seminario - come partecipare- saranno pubblicate a breve in Epale, nella pagina Facebook Epale Italia e nel sito web dell'Agenzia Erasmus+. Al seminario saranno invitati i Cpia e coloro che operano in carcere, saranno presentate buone pratiche a livello nazionale ma anche europeo. La prego di scrivere una email all'indirizzo epale@indire.it per un'utile collaborazione con il nostro ufficio. Saluti Martina
  • Ritratto di Tiziana CARLINO

    Salve, sono la responsabile della progettazione europea della Camera di Commercio Italiana di Lione (Francia), che opera con un proprio centro di formazione professionale accreditato. Siamo attualmente coinvolti, rispettivamente come capofila e come partner, in due progetti Erasmus+ KA2 Partenariati strategici nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù.

    Sono particolarmente interessata alla tematica dell'educazione non formale nei contesti penitenziari in quanto da tempo seguo con attenzione la Coop.Soc. Made in Carcere, particolarmente attiva e nota in Italia, con cui stiamo ragionando sul trasferimento di alcuni percorsi formativi di qualificazione professionale dedicati a soggetti svantaggiati.

    Mi piacerebbe poter approfondire l'argomento e scambiare qualche idea con qualche esperto del settore, anche in considerazione dei bandi attualmente aperti su Erasmus+.

    Tiziana

     

     

     

     

  • Ritratto di Aurélia Chaise

    Cara Tiziana,

    La informo che tra il 25 e il 29 Gennaio faremo la promozione della settimana dell'educazione in carcere su EPALE. Potrà sicuramente trovare il contenuto che la interessa. 

    Cordiali saluti,

    Aurélia

  • Ritratto di Martina Blasi
    Gentile Tiziana, troverá nel mese di Gennaio e nei mesi successivi numerosi contenuti sul tema dell'educazione in carcere oltre che tutte le informazioni sul seminario di Napoli e le modalitá per partecipare. A questo proposito la invito a seguire anche la pagina Facebook Epale italia. Tramite Epale e il Cerca Partner puó mettersi in contatto e stabilire futuri progetti con altri professionisti di questo settore. Durante il seminario di Napoli saranno previsti gruppi di lavoro con lo scopo di creare contatti e future collaborazioni tra i partecipanti.La ringrazio, Martina
  • Ritratto di FABIO SPADON

    ETICA INDIVIDUALE/ ETICA PUBBLICA

    PROGETTO INTERISTITUZIONALE

    Il progetto “Il piacere della legalità? Mondi a confronto” ha realizzato, nell’anno scolastico 2014-2015,  la sua  ottava edizione. Si è innestato in un contesto ambientale, relazionale ed educativo già pronto ad accogliere proposte ed attività relative alla legalità, alla cittadinanza ed alla Costituzione.

    La Rete interistituzionale, che negli anni si è ampliata,  ha coinvolto Istituti scolastici di diverso ordine e grado, Istituzioni del territorio ed esperti del mondo della cultura, del volontariato e delle imprese.

    Gli “ambienti” anche decentrati rispetto alla scuola, dove gli studenti hanno partecipato alle lezioni sulla cittadinanza attiva, affiancati dagli esperti, hanno fornito una dimensione allargata alle attività didattiche, al fine di coniugare la teoria con la prassi. 

    La collaborazione fra scuole di differente ordine e grado ha consentito di articolare le attività in una dimensione verticale, che ha favorito il trasferimento delle competenze, acquisite dagli studenti della secondaria di II grado, agli studenti della secondaria di I grado, che ne sono diventati fruitori attivi.

    Nell’ambito del progetto sono stati coinvolti anche dei detenuti della Casa Circondariale di Udine, che con le loro esperienze hanno aiutato i ragazzi a capire il peso che gli sbagli possono avere nella vita e nello stesso tempo  hanno potuto riflettere sul loro futuro al di  fuori dell’esperienza carceraria.

    RISULTATI CONSEGUITI

     

    q  Sono state sperimentate, con esito molto soddisfacente, azioni e processi di interazione tra Scuole di diverso ordine e grado e tra Scuole e  Istituzioni territoriali.

    q  La formazione realizzata con il contributo delle Istituzioni, di personalità del mondo della cultura, finanziario, giornalistico e del volontariato, ha favorito il dibattito e il confronto.

    q  È stata potenziata  l’idea del valore positivo dei comportamenti legali.

    q  È stata avviata nei ragazzi la  consapevolezza delle conseguenze, anche penali, delle proprie azioni.

    q  È stata promossa la cultura dell’inclusione, della relazione con la diversità, della solidarietà e dell’impegno sociale.

    q  La formazione ad opera degli Operatori penitenziari ha favorito la conoscenza di un’area del disagio sociale, in un’ottica di prevenzione primaria.

    q   I contenuti della formazione realizzata insieme, studenti e detenuti, sono stati costantemente ripresi e ridiscussi nei gruppi misti, per evidenziarne gli aspetti fondamentali. Il lavoro di gruppo ha rappresentato un’occasione per analizzare pregiudizi, luoghi comuni e modi diversi di percepire la realtà.

    q  Gli studenti delle quinte del Liceo economico- sociale e del Liceo Sello hanno modificato lo stereotipo nei confronti del detenuto; è cresciuta in loro la consapevolezza della complessità sociale, con particolare riferimento all’immigrazione e alla cultura dell’integrazione.

    q  I docenti di tutte le scuole hanno riferito che le attività del progetto sono state strutturate in modo tale da essere ben integrate con i contenuti disciplinari. Il contesto formativo, l’intervento dei formatori esterni, la didattica laboratoriale hanno favorito interesse e partecipazione attiva.

    q  Nell’incontro di verifica, i docenti hanno manifestato l’interesse ad implementare il progetto anche per gli anni successivi, con la  messa in opera di nuove attività in altri contesti e il coinvolgimento di docenti di altre scuole.

    Partner:

    Istituto Comprensivo II-Sede “Valussi”, Udine; CPIA  (Casa Circondariale e sede associata via Petrarca), Udine; Liceo economico sociale “Caterina Percoto”,  Udine; ISIS “Bonaldo Stringher”, Udine;Liceo artistico”Giovanni Sello”, Udine; Direzione Casa Circondariale, Udine; Ufficio Esecuzione Penale Esterna, UD-PN-GO.