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Energia rinnovabile e desalinizzazione: un nuovo connubio

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Una relazione redatta dai ricercatori del Politecnico di Cartagena (UPCT), in Spagna, descrive un processo di desalinizzazione effettuato mediante le energie rinnovabili che si traduce in un minore impatto ambientale.

L'aumento della popolazione e la crescente industrializzazione hanno messo a dura prova le reti di approvvigionamento idrico. Inoltre, il cambiamento climatico e la densità di popolazione hanno reso prioritaria la tematica della sostenibilità idrica. A partire dagli anni Sessanta, la Spagna si è dimostrata leader mondiale nell'ambito della desalinizzazione e a tutt'oggi rimane il paese del mondo occidentale a fare il più largo uso di queste tecnologie. Attualmente, gli oltre 700 impianti di desalinizzazione presenti nel paese producono quotidianamente 1,6 milioni di metri cubi di acqua: una quantità sufficiente a soddisfare i fabbisogni di otto milioni di persone.

Nel corso degli ultimi quarant'anni, l'industria del turismo spagnola ha assunto dimensioni tali da diventare la seconda a livello mondiale. Una crescita di queste proporzioni ha richiesto uno sviluppo significativo lungo la costa del paese affacciata sul Mediterraneo. Per soddisfare la richiesta dei numerosi campi da golf e delle svariate strutture turistiche della regione, le autorità locali hanno fatto largamente ricorso alla desalinizzazione.

Tuttavia i processi tradizionali di desalinizzazione possano danneggiare l'ambiente: la salamoia che viene reimmessa in mare, infatti, presenta una concentrazione salina sensibilmente maggiore rispetto a quella dell'acqua di mare. Per ogni litro d'acqua estratto dal mare meno della metà viene desalinizzata.

Inoltre, uno studio sulle potenziali conseguenze della desalinizzazione redatto su incarico della Commissione europea ha evidenziato che, in vista degli obiettivi ambientali proposti nel quadro del programma comunitario «20/20/20», i processi di desalinizzazione richiederebbero un'ingente quantità di risorse energetiche in un momento in cui invece l'efficienza energetica assume carattere prioritario.

Distillazione e compressione del vapore

L'impianto di desalinizzazione ideato dal Politecnico di Cartagena prevede l'effettuazione della distillazione e della compressione del vapore mediante le energie rinnovabili. Il sistema ha un impatto ambientale ridotto e consente la produzione di 100 m3 di acqua potabile all'ora. Nella fase iniziale, la distillazione dell'acqua di mare avverrebbe sfruttando il calore prodotto dalle celle solari. Il flusso di acqua salata derivante da questo procedimento verrebbe successivamente inserito in un compressore a vapore, alimentato da turbine eoliche, nel quale il sale verrebbe definitivamente separato dall'acqua.

«Sebbene la presentazione abbia suscitato interesse, non si è ancora giunti alla costruzione di un impianto del genere», dichiara uno degli autori della relazione, Antonio Viedma Robles. «Nonostante il governo spagnolo abbia inizialmente manifestato interesse, lo stesso è alquanto diminuito. Quello di cui abbiamo bisogno è un'istituzione pubblica o privata disposta a investire in un impianto pilota».

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Desalinizzazione su scala ridotta

Anche presso il Politecnico delle Isole Canarie (ITC) è stata effettuata attività di ricerca sulla possibilità di coniugare le energie rinnovabili e la desalinizzazione. I ricercatori hanno sviluppato impianti su scala ridotta destinati all'approvvigionamento idrico di un numero di famiglie compreso tra 100 e 300. Analogamente al progetto elaborato dal Politecnico di Cartagena, gli impianti sfruttano sia l'energia solare che l'energia eolica. Quattro piccoli impianti di desalinizzazione sono stati testati in un villaggio di pescatori in Mauritania.

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