
La PMI belga OWS (Organic Waste Systems), fondata nel 1988, dà lavoro a 75 dipendenti e ha un fatturato annuo che oscilla tra i 10 e i 20 milioni di euro. L’azienda vanta un laboratorio all’avanguardia realizzato in parte grazie alla partecipazione a progetti sulle bioplastiche finanziati dall’Unione europea (UE), in particolar modo attraverso i programmi quadro di ricerca. Ricercatori e imprese di tutto il mondo si rivolgono a OWS per studiare la biodegradabilità delle bioplastiche.
Le vaste conoscenze e l’ampia esperienza maturata in questo campo rendono inestimabile il contributo che OWS può fornire alle ricerche in materia, ma... «troviamo difficile accedere ai finanziamenti europei per la nostra attività principale», afferma Andy Peene, project manager di OWS. OWS non si occupa soltanto di bioplastiche: la sua offerta più importante consiste infatti in un pacchetto di servizi per la produzione di biogas. L’azienda progetta e realizza impianti per la digestione anaerobica di materia organica ai fini della produzione di biogas, da impiegare al posto dei combustibili fossili per generare energia elettrica «verde». Inoltre, offre servizi di assistenza e consulenza di follow-up, anche per gli impianti della concorrenza, e ha elaborato una serie di test di biodegradabilità per determinare l’idoneità di diverse materie base per la produzione di biogas. I servizi di follow-up in laboratorio e i test di biodegradabilità vengono eseguiti contemporaneamente alla ricerca sulle bioplastiche.
L’azienda è attualmente impegnata nel progetto LIFE Ovade Plus, che sta esaminando un prototipo di processo per smistare ulteriormente i rifiuti domestici con l’obiettivo di recuperare una quota maggiore di materia organica da trasformare in biogas. Il partner francese Organom costruirà uno stabilimento per mettere in funzione tale processo. Secondo Peene, si tratta di un progetto del valore di milioni di euro, molto più imponente di tutti i progetti sulle bioplastiche ai quali l’azienda ha fin qui partecipato. A questo proposito, fra i progetti in corso merita una menzione il progetto Hydrus (2008-2012), che si sta occupando dello sviluppo di tubature e gocciolatori biodegradabili per la microirrigazione.
Bruno Mattheeuws, di OWS, afferma che nonostante l’elevato valore e il notevole potenziale di mercato, ottenere finanziamenti UE per innovazioni in materia di processi produttivi del biogas si è rivelato difficile. Di fatto, i funzionari dell’UE non riconoscono come innovative le innovazioni relative alla digestione anaerobica, perché di per sé il processo non è affatto nuovo.
DRANCO, il processo di digestione anaerobica brevettato da OWS, non ha pertanto ottenuto fondi comunitari per il suo sviluppo, continua Mattheeuws, anche se è a tutti gli effetti innovativo in quanto utilizza un volume decisamente inferiore di acqua rispetto a processi concorrenti. Alcuni legislatori sembrano non comprendere che la purezza delle materie base ha notevoli conseguenze sull’efficienza dei processi nell’impianto di produzione di biogas che ne fa uso: le innovazioni volte ad aumentare tale purezza risultano pertanto interessanti da un punto di vista sia economico sia ambientale.
È però possibile che il vento stia cambiando. Oltre all’impegno con Ovade Plus, OWS ha inviato una proposta per un progetto UE denominato Eosan, tramite il quale si intende ottenere la prima applicazione di mercato di un concetto multifunzionale di digestione anaerobica.
Per ulteriori informazioni:
Organic Waste Systems:
http://www.ows.be/
Organom:
http://www.organom.fr/
Life+:
http://ec.europa.eu/environment/life/funding/lifeplus.htm
Informazioni correlate sul sito Web dell’ETAP:
«I finanziamenti UE per la ricerca ambientale incoraggiano un’ampia gamma di progetti»:
http://ec.europa.eu/environment/etap/inaction/showcases/eu/410_it.html