
L’esigenza di ridurre le emissioni dei gas a effetto serra ha comportato il passaggio dalle centrali elettriche convenzionali alle fonti energetiche rinnovabili. Se si vuole garantire un’efficace applicazione delle energie rinnovabili, è tuttavia indispensabile risolvere il problema di soddisfare la domanda dei momenti di punta facendo ricorso a fonti energetiche intermittenti. Una nuova analisi ha valutato le possibilità di stoccaggio dell’energia elettrica per consentire di passare all’uso di fonti rinnovabili.
L’energia elettrica rappresenta attualmente il 12% della produzione energetica globale, tuttavia si prevede che tale dato aumenterà al 34% entro il 2025. Ciò è dovuto al limite in natura dei combustibili fossili e ai problemi legati alla riduzione delle emissioni. Le fonti rinnovabili dovranno svolgere un ruolo più importante. Il processo di transizione potrebbe essere tutt’altro che semplice a causa delle fluttuazioni delle fonti rinnovabili, come ad esempio i livelli variabili della luce solare o dell’energia eolica. Lo stoccaggio dell’energia nei periodi di eccedenza rappresenta una valida soluzione. È necessario tuttavia compiere considerevoli progressi in questo settore per migliorare l’attuale livello di stoccaggio del 2,6% nella produzione di energia.
Ricercatori canadesi hanno esaminato le possibilità offerte da alcuni scenari ipotetici, tenendo conto di costi e prestazioni. I costi elevati associati ai sistemi al litio, ad aria compressa e a idrogeno fanno sì che le batterie al piombo continuino a essere la soluzione migliore a fini di stoccaggio nei casi di consumo energetico basso o medio. In termini di connessioni di rete, un sistema ad aria compressa sarebbe quello più idoneo, mentre i sistemi a energia cinetica e quelli dotati di supercapacitori sono più indicati per il controllo della qualità energetica.
Per realizzare queste soluzioni tecniche in Europa, gli Stati membri e l’Unione europea devono contribuire al miglioramento di sistemi di produzione delocalizzati fornendo la loro assistenza in materia. Allo stesso modo, devono essere previsti i finanziamenti necessari per mettere a punto sistemi con batterie al litio più sicuri ed efficienti in termini di costi – come ad esempio l’importo di 5 milioni di euro già destinato nell’ambito del 6°Programma Quadro al progetto ALISTORE.
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Centro di controllo delle energie rinnovabili (CECRE)
La società di distribuzione di energia elettrica spagnola Red Eléctrica è un pioniere nel campo del controllo delle risorse energetiche rinnovabili. Il Centro di controllo delle energie rinnovabili (CECRE) da essa istituito rappresenta il modello ideale per massimizzare la produzione di energie rinnovabili. Il CECRE consente di integrare l’energia rinnovabile nel sistema energetico nazionale in condizioni di sicurezza. Quale unità operativa integrata nel centro di controllo energetico complessivo di Madrid, il CECRE gestisce e controlla i livelli di produzione di energie rinnovabili, anticipando improvvise perdite di produzione di energia. Per la sua attività innovativa, nel 2008 il CECRE è stato tra i finalisti di uno dei prestigiosi premi per l’ambiente assegnati alle imprese europee (European Business Awards for the Environment – EBAE). Grazie al CECRE, la Spagna è il primo paese a disporre di un centro di controllo per tutti i suoi impianti eolici superiori a 10 MW.
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