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Un pacchetto di misure sui cambiamenti climatici per promuovere la crescita e l'occupazione

28/07/2011

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Importanti opportunità si prospettano per le imprese grazie a un pacchetto di proposte in materia di lotta ai cambiamenti climatici e promozione delle energie rinnovabili adottato dalla Commissione, con il quale si dimostra che gli obiettivi fissati l'anno scorso sono realizzabili da un punto di vista sia tecnologico che economico.

Le misure annunciate il 23 gennaio 2008 hanno lo scopo di accrescere significativamente il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili in tutti gli Stati membri dell'UE e di imporre ai singoli governi obiettivi giuridicamente vincolanti. Tutti i principali responsabili di emissioni di CO2 saranno incoraggiati a sviluppare tecnologie produttive pulite attraverso una profonda riforma del sistema di scambio delle quote di emissione English(ETS), che imporrà un tetto massimo alle emissioni a livello comunitario. Tra le altre misure sono previsti un obiettivo di riduzione delle emissioni per i settori non rientranti nel sistema di scambio delle quote e nuove disposizioni sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio e sulle sovvenzioni ambientali.

Questo pacchetto rafforza la richiesta rivolta il 10 gennaio 2007 български (bg)czech (cs)dansk (da)Deutsch (de)eesti (et)ελληνικά (el)English (en)español (es)Français (fr)Gaeilge (ga)latviešu (lv)lietuvių (lt)magyar (hu)Malti (mt)Nederlands (nl)polski (pl)português (pt)română (ro)slovenčina (sk)slovenščina (sl)suomi (fi)svenska (sv) dalla Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo di approvare l'impegno autonomo dell'UE a : ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, del 30% entro il 2020 a condizione che venga concluso un nuovo accordo internazionale sui cambiamenti climatici, ed, infine, a fissare un obiettivo vincolante per l'UE del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Questa strategia è stata approvata dal Parlamento europeo e dai capi di Stato e di governo dell'UE nella riunione del Consiglio europeo di marzo 2007 pdf [212 KB] English.

"La nostra missione è definire un quadro politico che consenta di trasformare l'economia europea in un'economia più attenta all'ambiente e continuare a guidare l'azione internazionale volta a proteggere il nostro pianeta", ha dichiarato il Presidente della Commissione José Manuel Barroso. "Il pacchetto che proponiamo dà la giusta risposta al problema della sicurezza energetica e rappresenta un'opportunità che dovrebbe portare alla creazione di migliaia di nuove imprese e di milioni di posti di lavoro in Europa".

"Il pacchetto di proposte dimostra ai nostri partner internazionali che un intervento deciso contro i cambiamenti climatici è compatibile con il mantenimento della crescita economica e della prosperità", ha aggiunto il commissario per l'ambiente Stavros Dimas. "Grazie ad esso l'Europa parte avvantaggiata nella corsa verso un'economia globale a basse emissioni di carbonio, che porterà un'ondata di innovazione e favorirà la creazione di nuovi posti di lavoro nel campo delle tecnologie pulite".

Le nuove proposte si propongono di sensibilizzare maggiormente l'Europa sui problemi ambientali, con l'obiettivo di fissare un limite massimo di 2°C degli aumenti globali di temperatura, e di contribuire a creare un'Unione europea più attenta alle esigenze di industria, occupazione e consumatori. L'auspicio della Commissione è che il pacchetto venga adottato entro la fine del 2008.

Il sistema di scambio delle quote di emissioni come base di partenza

Basandosi sul sistema UE di scambio delle quote di emissioni, la Commissione propone di rafforzare il mercato unico del carbonio a livello comunitario, che si estenderà a un numero maggiore di gas serra, non limitandosi quindi soltanto all'anidride carbonica, e riguarderà tutti i grandi impianti industriali responsabili delle emissioni. Le quote di emissione saranno ridotte di anno in anno in modo da permettere di diminuire le emissioni rientranti nel sistema di scambio del 21% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020.

Nel settore energetico, responsabile della maggior parte delle emissioni dell'UE, tutte le quote saranno messe all'asta sin dall'avvio del nuovo regime, nel 2013. Negli altri settori industriali e nel trasporto aereo, la transizione verso la vendita all'asta di tutte le quote avverrà gradualmente, anche se si potranno fare eccezioni per i settori più vulnerabili alla concorrenza dei produttori dei paesi in cui non esistono vincoli analoghi in materia di carbonio.

Secondo la Commissione, le entrate derivanti dalla vendita all'asta delle quote potrebbero raggiungere i 50 miliardi di euro all'anno entro il 2020. Gli Stati membri potranno utilizzare tali entrate per aiutare l'UE a orientarsi verso un'economia più attenta all'ambiente promuovendo l'innovazioni in settori quali le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, la ricerca e lo sviluppo. Parte delle entrate dovrà anche essere destinata ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici.

Strumento efficace

Il sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni è entrato nel suo quarto anno di attività e si è rivelato uno strumento efficace per fornire incentivi alla riduzione delle emissioni di gas serra. Attualmente il sistema riguarda circa 10 000 impianti industriali situati in tutta l'UE (comprese le centrali elettriche, le raffinerie di petrolio e le acciaierie), che rappresentano quasi la metà delle emissioni comunitarie di CO2. Con il nuovo regime rientrerà nel sistema oltre il 40% delle emissioni totali; per ridurre gli oneri amministrativi, gli impianti industriali che emettono meno di 10 000 tonnellate di CO2 non saranno tenuti a partecipare al sistema di scambio.

In settori come l'edilizia, i trasporti e i rifiuti che non rientrano nel sistema di scambio delle quote, l'UE ridurrà le emissioni del 10% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020. A tale scopo, per ciascuno Stato membro la Commissione propone un obiettivo specifico di riduzione delle emissioni da conseguire entro il 2020; nel caso dei nuovi Stati membri gli obiettivi prevedono la possibilità di un aumento delle emissioni.

Tutti gli Stati membri dovranno anche iniziare a modificare la struttura del consumo energetico. Oggi la quota di energie rinnovabili nell'UE è pari all'8,5%; ciò significa che è necessario un aumento medio dell'11,5% per raggiungere l'obiettivo fissato per il 2020. La Commissione sta proponendo obiettivi individuali giuridicamente vincolanti per ciascuno degli Stati membri in quanto le scelte operate per sviluppare le energie rinnovabili variano da uno Stato membro all'altro e i tempi necessari perché tali fonti energetiche siano operative sono lunghi.

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