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Nuova direttiva mira a ridurre ulteriormente le emissioni industriali

17/07/2008

Una nuova normativa rafforzerà e semplificherà la legislazione in vigore e, al contempo, ridurrà ulteriormente le emissioni in tutta l’Unione europea. Diminuirà i costi e contribuirà alla futura sostenibilità dell’industria dell’UE.

La proposta in materia di inquinamento industriale[1] della Commissione apporterà evidenti benefici alla salute e all’ambiente e creerà condizioni più paritarie, riducendo le distorsioni alla concorrenza tra le imprese. Semplificherà la legislazione in vigore riunendo in un solo strumento sette direttive, con una notevole riduzione degli oneri amministrativi per l’industria e le autorità pubbliche. Inoltre, rafforzer l’applicazione delle migliori tecniche disponibili (MTD) in tutta l’UE.

«Nell’Unione europea le emissioni industriali sono ancora troppo elevate e hanno effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente», afferma il commissario per l’Ambiente Stavros Dimas. «Occorre adottare regole più chiare e più severe per garantire che gli impianti industriali rispettino gli elevati parametri ambientali necessari in tutta l’UE.»

La nuova direttiva colmerà le lacune della normativa attuale. Esiste una sovrapposizione tra sette direttive che perseguono obiettivi analoghi e, nel solo ambito di applicazione della direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC)[2], figurano all’incirca 52 000 impianti. Obiettivo principale della direttiva è aumentare l’uso delle MTD, obbligando gli operatori industriali a utilizzare le tecniche più efficaci sotto il profilo dei costi al fine di raggiungere un livello elevato di protezione ambientale.

A causa delle carenze della normativa in vigore riguardo alla prevenzione e alla riduzione, su tutto il territorio dell’Unione europea, delle emissioni prodotte dagli impianti industriali nell’atmosfera, nelle acque e nel suolo, non è stato possibile raggiungere il livello di applicazione delle MTD stabilito dalla direttiva. Inoltre, il livello di conformità e di applicazione varia da uno Stato membro all’altro (solo circa la metà degli impianti interessati, infatti, ha ottenuto un’autorizzazione) e il complesso quadro giuridico comporta costi inutili per il settore.

La proposta di direttiva ridurrà di 105-255 milioni di euro l’anno gli oneri amministrativi a carico delle autorità e degli operatori, contribuendo così alla futura sostenibilità dell’industria dell’Unione europea.

Per ulteriori informazioni:

http://www.europa.eu.int/comm/environment/ippc/index.htm English