• Versione stampabile

Disponibili le tecnologie per ridurre le emissioni dell’industria europea dell’acciaio, della carta e del cemento

28/07/2011

  • Eu
585_it.html

Un rapporto di Climate Action Network Europe (Rete Azione Clima Europa) indica che sono già disponibili le tecnologie necessarie per consentire all'Europa una riduzione delle emissioni superiore all'80% nei comparti dell'acciaio, del cemento e della carta.

Climate Action Network Europe (CAN-Europe) ha incaricato l’istituto CE Delft di esaminare l’efficienza di tali comparti in termini di emissioni di CO2. Lo studio, pubblicato a ottobre 2010, suggerisce che una riduzione considerevole (tra l'80% e il 95% nel 2050) delle emissioni appare possibile, ma i progressi tecnologici richiedono un'ulteriore azione politica volta a incentivare il mercato e a supportare finanziariamente ricerca e sviluppo (R&S). 

L’analisi rivela che non solo l’Europa dispone già delle tecnologie, in fase sperimentale, per limitare notevolmente le emissioni nei settori dell’acciaio, del cemento e della carta, ma che un uso più razionale dei materiali, basato su un maggior valore e su minori consumi, potrebbe ridurre altrettanto drasticamente le emissioni di ciascun settore.

Processo di fabbricazione dell'acciaio senza coke

Un partenariato pubblico-privato con il sostegno della Commissione europea sta dirigendo la messa a punto di una serie di tecnologie all’avanguardia. L’idea più promettente che proviene dal progetto Ultra Low CO2 Steel (ULCOS, produzione di acciaio a bassissimo tasso di CO2 ) riguarda il processo di produzione dell’acciaio senza coke (progetto Hlsarna). Poiché non è necessario produrre coke dal carbone o mediante la sinterizzazione del minerale di ferro, tale processo produce il 20% di emissioni in meno. Questa tecnologia (che sarà perfezionata entro il 2025), utilizzata congiuntamente alla cattura e stoccaggio di carbonio (CCS), è potenzialmente in grado di abbattere dell’80% le emissioni causate dalla fabbricazione dell'acciaio.

Il cemento può trasformarsi in un assorbitore netto di CO2

L'azienda europea Novacem sta sviluppando un'alternativa al cemento derivato da clinker di portland (che impiega dosi massicce di scorie di altoforno e di centrali elettriche alimentate a carbone) basata su ossido di magnesio. Tale soluzione è virtualmente in grado di diventare un assorbitore netto di CO2, in quanto il prodotto finale assorbe più anidride carbonica di quella emessa durante la produzione. L’impiego di silicati di magnesio garantisce che non vengano generate emissioni di CO2 dalle materie prime. Il calcare presente in ogni tonnellata di cemento portland, invece, rilascia 400 kg di CO2.

Sfruttare il sottoprodotto di biomassa della carta

L’azienda svedese Chemrec sta elaborando un metodo per trasformare la liscivia nera (un sottoprodotto del processo di fabbricazione della pasta di cellulosa) in gas di sintesi (syngas). Il processo sfrutta il gas di sintesi per generare il calore necessario alla produzione di pasta di cellulosa. Associata alla cattura e stoccaggio di carbonio, tale tecnologia è potenzialmente in grado di compensare le emissioni dell’intero settore europeo della pasta di cellulosa e della carta.

Una visione sana e una tabella di marcia politica

Oltre a sviluppare queste tecnologie, l’Europa deve fondare la visione a lungo termine di un’industria sostenuta da interventi politici sani. Strumenti complementari, quali la quotazione integrale del carbone, l’impiego del gettito proveniente dal sistema di scambio di emissioni dell’UE per incentivare nuove tecnologie e un quadro normativo che elimini gradualmente i siti che producono quantità elevate di carbone entro il 2050, rappresentano tutti quanti azioni necessarie per conseguire una riduzione dell'80% delle emissioni.

Informazioni relative all'argomento sul sito Web EcoAP