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Formazione per un'economia verde: un'attività urgente per l'Europa

28/07/2011

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Uno studio del Cedefop sulle competenze necessarie per sviluppare un'economia a basse emissioni di anidride carbonica negli Stati membri dell'Unione europea conclude che la formazione per un'economia verde rappresenta un aspetto urgente del processo educativo principale.

Il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) di Thessaloniki, in Grecia, ha condotto uno studio sulla formazione ecologica in sei Stati membri, ovvero Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Il Cedefop ha fornito un riepilogo dei risultati principali nel luglio 2010, suggerendo le priorità per i responsabili politici.

Secondo il Cedefop, in futuro ogni professione sarà una professione verde. L'agenzia dell'Unione europea conclude che, per questo motivo, tutti i sistemi educativi e di formazione dovrebbero includere la trattazione dell'impatto ambientale di ogni professione. «L'integrazione delle tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile nelle qualifiche esistenti è molto più efficace della creazione di nuovi standard di formazione», si afferma nella relazione.

Le strategie di sviluppo delle competenze dovranno:

  • Consentire alle persone di accrescere le proprie competenze esistenti tramite formazione creata su misura per le specifiche esigenze e accessibile attraverso diversi strumenti e metodi. Allo stesso tempo, l'apprendimento di nuove competenze deve essere economicamente conveniente e proficuo. Una recente indagine condotta nel Regno Unito ha riscontrato che benché la maggior parte degli elettricisti fosse disposta a ricevere formazione sull'installazione di sistemi fotovoltaici, era tuttavia riluttante a pagare i 2050 euro richiesti dalla società fornitrice del corso di formazione.
  • Attirare gli studenti a livello di istruzione secondaria e terziaria verso le materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche e sviluppare le competenze generali quale base per l'acquisizione di competenze di alto livello sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La CBI (Confederation of British Industry) in Regno Unito sta valutando di offrire un incentivo di 1100 euro a ogni studente che si iscriverà a una di queste facoltà scientifiche.
  • Migliorare le competenze generiche in tutta la forza lavoro. Ciò interessa sia le competenze necessarie in quasi tutte le professioni sia le competenze verdi da integrare in qualsiasi professione.
  • Porre maggiore enfasi sulla formazione degli educatori, poiché questi ultimi non sono sufficientemente aggiornati sui problemi ambientali, né in grado di insegnare nuove tecniche. Le carenze sono particolarmente gravi nei settori dell'agricoltura e dell'edilizia.

Gli Stati membri esaminati sono tutti consapevoli del potenziale in termini di occupazione offerto dal passaggio a un'economia a basse emissioni di anidride carbonica. Nessuno di essi, tuttavia, ha integrato lo sviluppo delle competenze nelle proprie strategie e nei propri programmi ambientali. Ciononostante, i governi nazionali e regionali hanno sostenuto lo sviluppo di fonti di energia alternativa, ad esempio l'energia eolica in Danimarca, e il loro utilizzo per incentivare la creazione di posti di lavoro tramite politiche coordinate di impiego, aggiornamento delle competenze e innovazione.

I governi regionali sono al primo posto nel fornire strategie esaustive e organizzate per la crescita delle competenze e nello sviluppo di utili iniziative pubbliche e private che hanno ottenuto risultati notevoli e che potrebbero essere adottate come migliori pratiche. Per sfruttare appieno il potenziale di creazione di posti di lavoro dell'economia a basse emissioni di anidride carbonica, i responsabili politici europei devono oggi garantire che il proprio sostegno alle competenze e alla formazione corrisponda agli aspetti essenziali e agli obiettivi delle proprie strategie per promuovere investimenti nell'innovazione e nelle infrastrutture verdi.

Per ulteriori informazioni

Informazioni relative all'argomento sul sito Web EcoAP