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Direttiva sull'etichettatura energetica estesa ai prodotti correlati all'energia

29/03/2010

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La direttiva rivista sull'etichettatura energetica estenderà la portata della legislazione UE ai prodotti correlati all'energia per includere tutti i prodotti che esercitano un impatto diretto o indiretto sul consumo di energia.

La riformulazione della direttiva sull'etichettatura energetica è parte del pacchetto relativo all'efficienza energetica, che comprende la revisione della direttiva sul rendimento energetico degli edifici e l'introduzione dell'etichettatura del rendimento del carburante per i pneumatici. L'ampliamento della direttiva sull'etichettatura energetica vedrà l'applicazione della scala di etichettatura energetica a prodotti che non consumano energia, come le finestre, che una volta in uso o installate hanno un potenziale significativo nel risparmio di energia.

La base della scala energetica rimarrà invariata, con le categorie contrassegnate da A a G abbinate a una scala di colori dal verde scuro al rosso, che indicano rispettivamente la maggiore e la minore efficienza energetica. Tutte le pubblicità contenenti informazioni su prestazioni e prezzi in termini di energia dovranno riportare queste classificazioni. Ai sensi della direttiva, in materia di appalti pubblici gli Stati membri sono tenuti a cercare di acquistare i prodotti provvisti di etichetta energetica con la categoria più elevata.

La direttiva rivista è stata concordata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri a novembre 2009. La revisione ha visto l'aggiunta di un nuovo valore di efficienza energetica «A+++» e l'introduzione nel testo finale di una clausola non vincolante per una riclassificazione delle categorie qualora un terzo dei prodotti appartenenti a una determinata classe raggiungesse i due valori massimi «A++» e «A+++».

Il piano d'azione sulla politica industriale sostenibile (PIS) e il piano su produzione e consumo sostenibili (PCS) hanno mostrato come l'ampliamento della direttiva sull'etichettatura ai prodotti correlati all'energia sia in grado di rafforzare le sinergie tra misure legislative esistenti, soprattutto con la direttiva sulla creazione di requisiti di ecoprogettazione per prodotti che consumano energia.

Mentre l'etichettatura energetica fornisce una chiara indicazione del rendimento energetico, l'ecoprogettazione concerne lo sviluppo di prodotti con minore impatto ambientale. La direttiva sull'ecoprogettazione mira a ridurre tale impatto già a partire dalla fase di progettazione del prodotto. Delega alla Commissione la definizione dei requisiti minimi per le prestazioni di efficienza energetica prodotto per prodotto.

La categoria di efficienza per l'etichettatura energetica è stata limitata a tre valori sopra la «A» standard, come stabilito dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. Il settore industriale e alcuni paesi avevano proposto una categoria «A++++» per prodotti quali i frigoriferi. La proposta è stata respinta dal Parlamento al fine di non compromettere l'integrità dell'etichetta energetica.

Prima dell'adozione ufficiale, le istituzioni perfezioneranno alcune disposizioni per garantire che la direttiva soddisfi le procedure stabilite dal trattato di Lisbona. Gli Stati membri avranno a disposizione un anno di tempo dopo la pubblicazione ufficiale per recepire le nuove norme nelle rispettive legislazioni nazionali. Il Parlamento e gli Stati membri hanno concordato una revisione delle nuove norme nel 2014.

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