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Il Parlamento europeo è favorevole all'estensione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile

09/06/2009

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Il Parlamento europeo ha appoggiato la proposta della Commissione di includere nella direttiva europea sulla progettazione ecocompatibile i prodotti connessi all'energia oltre ai prodotti che consumano energia.

Nell'aprile 2009 il Parlamento europeo ha approvato un'estensione della direttiva UE sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti intesa a includere in quest'ultima i prodotti connessi all'energia. Questa evoluzione amplierà il campo d'applicazione della direttiva, che comprenderà anche prodotti quali finestre e apparecchiature che consumano acqua. La normativa consentirà alla Commissione europea di introdurre specifiche per tutti quei prodotti che ritiene abbiano ripercussioni dirette o indirette sul consumo energetico.

In precedenza la direttiva disciplinava unicamente le specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia.

La direttiva del 2005 istituiva un quadro per la definizione delle specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia. Sebbene non stabilisse alcun requisito vincolante per prodotti specifici, la direttiva determinava condizioni e criteri per la definizione di tali specifiche e istituiva, pertanto, un quadro normativo coerente, valido per tutta l'Unione europea, volto a ottimizzare le prestazioni ambientali dei prodotti che consumano energia. A tal fine la direttiva disciplinava esclusivamente i prodotti che consumano energia e i prodotti per la generazione, il trasferimento o la misurazione di quest'ultima.

Risparmio energetico significativo

Nel luglio 2008, nel quadro del piano d'azione sul consumo e sulla produzione sostenibili, la Commissione ha proposto di includere nella normativa una più ampia serie di prodotti in modo da comprendere tutti i prodotti connessi all'energia. Il nuovo oggetto della direttiva richiederà l'adempimento dei requisiti di efficienza energetica da parte di una vasta gamma di prodotti connessi all'energia. D'ora in poi prodotti come finestre, prodotti da costruzione, materiali isolanti, detergenti e dispositivi che consumano acqua dovranno soddisfare i requisiti energetici.

Questa evoluzione si tradurrà in un risparmio energetico di portata significativa. A titolo esemplificativo, un aumento pari ad appena il 30% dell'impiego di finestre a doppi vetri consentirebbe di risparmiare, entro il 2020, 55.000 Gwh, che equivalgono a 27 tonnellate di CO2 o all'energia prodotta da due/tre centrali nucleari. Inoltre l'installazione di rubinetti economizzatori e di soffioni per doccia può ridurre il consumo di acqua e dunque l'energia utilizzata per riscaldarla.

La Commissione europea auspica di poter contare sulla collaborazione del settore industriale nella convinzione che accordi volontari ambiziosi possano costituire un'alternativa al quadro normativo. Allo stesso modo la Commissione ha dichiarato che è possibile integrare le specifiche minime in materia di progettazione ecocompatibile con parametri di riferimento stabiliti volontariamente, come, ad esempio, quelli relativi alla quantità di mercurio contenuto nelle lampade a mercurio.

Al fine di tutelare l'implementazione in atto della direttiva rimarranno invariati i principi fondamentali della stessa.

Riesame dell'efficacia nel 2012

Nel 2011 la Commissione presenterà il secondo piano di lavoro per la direttiva sulla progettazione ecocompatibile, mentre il periodo di validità del primo piano di lavoro, pubblicato il 21 ottobre 2008, è compreso tra il 2009 e il 2011.

Inoltre, nel 2012, la Commissione riesaminerà l'efficacia della direttiva sulla progettazione ecocompatibile. Sulla base della valutazione che ne conseguirà si deciderà se includere i prodotti non connessi all'energia nel campo di applicazione della direttiva.

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