• Versione stampabile

Misurare l’ecoinnovazione: una necessità e una sfida

06/01/2009

  • Eu
259_it.html

Malgrado la misurazione dello sviluppo dell’ecoinnovazione nell’UE sia di vitale importanza, la relazione finale dell’Osservatorio dell’innovazione settoriale (Sectoral Innovation Watch) evidenzia come gli attuali indicatori risultino insufficienti.

Sebbene già nel 2006 l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) avesse enfatizzato il bisogno di elaborare indicatori adatti a misurare l’evoluzione dell’ecoinnovazione, i progressi compiuti nell’istituzione di un efficace metodo efficace in grado di analisi del suo sviluppo appaiono lenti.

A ribadire ancora una volta la necessità di occuparsi di questa problematica è stata la relazione dell’Osservatorio dell’innovazione settoriale di Europe INNOVA sull’ecoinnovazione. Essa ritiene gli attuali indicatori insufficienti, in quanto incapaci di fornire ai responsabili politici una solida base di dati statistici e di conoscenze. Oltre a evidenziare tali carenze, lo studio propone anche misure potenzialmente in grado di portare a misurazioni più accurate della crescita dell’ecoinnovazione nell’Unione europea.

Indicatori di risposta

Secondo la relazione dell’AEA sugli indicatori di ecoinnovazione, la sfida nella sua misurazione riguardava la combinazione di due fattori di riferimento importanti: la catena, o sistema, di innovazione e la tecnologia ambientale considerata in un’ottica più ampia. L’AEA indicava inoltre come le prospettive e i metodi applicati per gli indicatori di innovazione fossero alquanto diversi rispetto a quelli adottati per gli indicatori ambientali. La relazione descriveva gli indicatori di ecoinnovazione come indicatori di risposta in grado di misurare il progresso sociale, evidenziando anche la loro importanza in qualità di integratori di altri indicatori come quelli legati alle cause, alle pressioni, allo stato dell’ambiente, agli impatti e alle risposte della società, cioè il cosiddetto modello DPSIR (driving forces, pressures, state, impact and response).

Sebbene dalla pubblicazione di questa relazione le necessità e le sfide individuate siano rimaste immutate, l’importanza di queste misure è aumentata. La relazione finale dell'Osservatorio pone particolare enfasi sulla misurazione dell'ecoinnovazione e delinea carenze delle pratiche attuali e punti passibili di miglioramenti. A un livello di base, affinché la misurazione dell'ecoinnovazione sia efficace, è necessario adottare un approccio in grado di attingere a fonti diverse. A tale riguardo, l’Osservatorio reputa che gli studi sull’innovazione e l’economia ambientale siano fonti significative su cui basare queste misurazioni, soprattutto in termini di produttività ed efficienza delle risorse.

Un’analisi efficace dello sviluppo in termini di ecoinnovazione dovrebbe fondarsi su sondaggi, soprattutto nella classificazione in profili aziendali. Tali profili, se combinati a conoscenze approfondite delle attività innovative, possono aiutare i politici nella formulazione di decisioni informate sul futuro dell’ecoinnovazione. Tuttavia, ai fini dell’elaborazione di un’analisi più circostanziata, la relazione segnala anche la necessità di includere informazioni tecniche riguardanti processi o prodotti specifici.

Nuovi metodi

L’importanza dell'adozione di nuovi metodi per la raccolta di informazioni su prodotti e processi è un fattore evidenziato dall’Osservatorio dell’innovazione settoriale, che invita all'impiego di strumenti analitici affermati volti a calcolare l'intero ciclo di vita e l'ecoefficienza di prodotti e servizi.

Un altro mezzo capace di contribuire all’elaborazione di una migliore analisi dell'ecoinnovazione sarebbe la creazione di una banca dati integrata a livello comunitario. Tale strumento potrebbe costituire un affidabile punto di riferimento politico per le informazioni sui prodotti e sui servizi ecoinnovativi.

Alla base della misurazione dell’ecoinnovazione vi è la difficile sfida legata alla capacita' di eseguire valutazioni sul rendimento innovativo che analizzino concretamente i guadagni in termini di ecoefficienza e di efficienza delle risorse a livello macro. La definizione di un indicatore fondato su questi criteri fornirebbe una solida base per l’adozione di misure a lungo termine concernenti la politica dell’innovazione.

La necessità di misurare lo sviluppo dell’ecoinnovazione appare evidente anche alla luce dei risultati poco incoraggianti delle indagini europee condotte in materia. Secondo l’Osservatorio, infatti, attualmente la maggioranza delle aziende innovative dell’Unione europea non avrebbe ancora provveduto a collocare l’ambiente o le preoccupazioni riguardo al consumo di risorse al centro delle proprie strategie di innovazione.

Dalla relazione si evince inoltre che solo un numero esiguo di Stati membri mostra performance comparabili nelle diverse classifiche stilate per l'innovazione, l'intensità energetica e la produttività delle risorse: persino Svezia e Finlandia, leader europee nell’innovazione, fanno registrare prestazioni meno positive nei settori dell’intensità energetica e della produttività delle risorse. A tale dato si aggiungono poi gli scarsi risultati ottenuti in termini di innovatività e di intensità energetica da parte di alcuni degli ultimi Stati aderenti, tra cui Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Ungheria.

Per ulteriori informazioni:

Europe INNOVA: http://www.europe-innova.org English

Agenzia europea dell’ambiente: http://www.eea.europa.eu/ English

Relazione finale sull’ecoinnovazione – Osservatorio dell’innovazione settoriale:
http://www.europe-innova.org/servlet/Doc?cid=10486&lg=EN English (PDF)

Relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente sugli indicatori di ecoinnovazione: http://www.risoe.dk/rispubl/art/2007_115_report.pdf pdf [356 KB] English

Osservatorio in rete sull’ecoinnovazione

La relazione di maggio 2007 sul piano d'azione per le tecnologie ambientali (ETAP) includeva una proposta per l’istituzione di un osservatorio “in rete” sull’ecoinnovazione, un progetto discusso in seno al gruppo di lavoro ETAP di alto livello nei mesi di marzo e settembre dello stesso anno. L’Osservatorio si prefigge l'obiettivo di raccogliere e analizzare informazioni sulle tendenze in atto nel settore dell'ecoinnovazione e vuole essere una risorsa per l’acquisizione di conoscenze strategiche rivolta ai politici, alle imprese e al mondo della finanza. Esso, inoltre, si basa su progetti e reti già esistenti e mira a includere alcuni dei principali istituti di osservazione di tutta Europa.

Per ulteriori informazioni:

Osservatorio in rete sull’ecoinnovazione: http://technologies.ew.eea.europa.eu/resources/networks/networked-observatory-eco-innovation/ English

Studi precedenti

Lo studio sulla misurazione dell’ecoinnovazione (MEI), condotto nell’ambito del 6º PQ in collaborazione con Eurostat, l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e il Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione europea, si proponeva di definire l’ecoinnovazione e possibili indicatori destinati alla sua misurazione. Secondo la relazione finale dello studio, la ricerca e la raccolta di dati sull'innovazione non dovrebbero limitarsi unicamente ai prodotti rientranti nel settore dei beni e dei servizi ambientali o alle innovazioni a carattere ambientale, ma dovrebbero riguardare qualsiasi innovazione accompagnata da benefici ambientali. La relazione definiva poi l’ecoinnovazione più in termini di rendimento ambientale che in termini di fini ambientali e sosteneva che qualsiasi azione può essere ritenuta ecoinnovativa purché maggiormente ecocompatibile rispetto alla sua alternativa più probabile. L’applicabilità del termine “ecoinnovazione”, inoltre, è subordinata a una valutazione complessiva degli effetti e dei rischi ambientali. D'altro canto, la misurazione del cambiamento tecnologico presenta un problema: nonostante i vari tipi di misurazione impiegati, non è possibile indicare un unico metodo o indicatore ideale. I brevetti, ad esempio, pur essendo uno degli indicatori di ecoinnovazione più comuni, hanno dei limiti: misurano infatti l’inventiva, anziché il rendimento innovativo, e a ciò si aggiunge il fatto che non tutte le innovazioni vengono brevettate. In genere la relazione ha rilevato una scarsa base di conoscenze sul tema dell’ecoinnovazione e, al momento, Eurostat sta lavorando per colmare questa lacuna. La prossima Indagine comunitaria sull’innovazione (CIS2008), ad esempio, include un modulo speciale dedicato proprio all’ecoinnovazione, che nel 2010 fornirà informazioni sulla natura dell'ecoinnovazione e dei fattori che la determinano, riguardanti tuttavia unicamente le aziende in generale anziché determinati prodotti o tecnologie.

Per ulteriori informazioni:

Relazione finale del progetto MEI sulla misurazione dell’ecoinnovazione: http://www.merit.unu.edu/MEI/deliverables/MEI%20D15%20Final%20report%20about%20measuring%20eco-innovation.pdf pdf [1 MB] English