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Appello per un’analisi europea comparativa del sistema di scambio delle quote di emissione nell’UE

19/11/2008

  • Eu
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Una recente relazione di valutazione dei primi due anni dell’ETS ne descrive gli aspetti positivi, i compromessi e i problemi, e raccomanda un’analisi comparativa per aumentare la prevedibilità commerciale.

A seguito del completamento della fase iniziale del sistema di scambio di quote di emissione nell’UE (ETS), il Centro studi di politica europea (CEPS) è stato incaricato di redigere una relazione sul funzionamento del sistema nei suoi primi due anni di vita. La relazione sottolinea l’impatto che l’ETS ha avuto sull’economia e analizza il rapporto costi/efficacia dell’approccio della Commissione per ridurre i gas serra. La raccomandazione principale è un invito alla realizzazione di un’analisi comparativa a livello di Unione europea per definire le future norme di assegnazione, come ad esempio misurazioni dei risultati e tassi di attività, per promuovere un quadro piu' prevedibile per investimenti.

Creato per integrare l’attuazione del protocollo di Kyoto del 1997 da parte dell’UE, l’ETS è il sistema multisettoriale per lo scambio di permessi di emissione di gas serra più grande del mondo. Lanciato nel 2005, il sistema copre 10 500 impianti responsabili del 50 % circa delle emissioni di biossido di carbonio in Europa.

In origine, l’obiettivo del programma era consentire all’Unione di soddisfare i propri impegni di Kyoto e ridurre le emissioni di CO2 dell’8 % entro il 2012 rispetto ai livelli del 1990. Nel 2008 l’ETS è entrato nella seconda fase, che durerà fino a 2012. Per il periodo post-2012, l’UE si è impegnata unilateralmente a ridurre le emissioni dei gas serra del 20 % per il 2020, o del 30 % nel caso in cui un accordo internazionale sostituisse il protocollo di Kyoto, che scade nel 2012.

Permessi di emissione negoziabili

Il CEPS ha sottolineato i benefici di un sistema di permessi di emissione negoziabili, invece della tassazione e di accordi volontari, per stimolare la riduzione delle emissioni dei gas serra. La relazione sopra menzionata sostiene che questo meccanismo creera' degli incentivi per l'inclusione nelle strategie aziendali delle modalita' piu' efficienti di di riduzione delle emissioni. Si ritiene che tale azione ridurrà drasticamente anche la distorsione della concorrenza fra le industrie, imponendo un prezzo del carbonio a livello di UE. Il principale beneficio ambientale del sistema è che limita i livelli di emissione globali causati dagli impianti interessati.

La relazione delinea anche i punti deboli e i problemi della prima fase dell’ETS. Riguarda in particolare le difficoltà che derivano dal fatto che l’assegnazione di quote libere era stato deciso dagli Stati membri, anche se il controllo della Commissione garantiva un elevato livello di armonizzazione.

Altri problemi specifici individuati sono:

  • il breve periodo di tempo concesso per l’adozione del sistema;
  • la volatilità dei prezzi del carbonio;
  • elevati oneri amministrativi per gli impianti più piccoli; e
  • l’assenza di dati di riferimento sulle emissioni prima del 2005.

Il rallentamento dell'aumento delle emissioni e l’accentramento della distribuzione delle quote di emissione sono due questioni che il CEPS ha ritenuto di dovere affrontare. La relazione ha anche messo in evidenza la necessità di valutare l’efficacia dell’ETS nell’incoraggiare gli impianti a realizzare sostanziali investimenti a lungo termine nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio.

Il CEPS ha anche espresso preoccupazioni in relazione alla condotta dei produttori di elettricità che hanno imposto prezzi più elevati beneficiando nel contempo delle quote libere, pratica che ha comportato profitti inattesi. Parimenti, ha sottolineato il problema dei produttori non comunitari che ottengono un vantaggio dal punto di vista della concorrenza, particolarmente nei mercati ad intensità di elettricità, come la produzione di alluminio.

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Adeguamenti al pacchetto sul cambiamento climatico per rafforzare l’attuazione di ETAP

La riforma delle politiche sul cambiamento climatico dell’UE e quella dell’ETS aumenteranno l’importanza del Piano d’azione per le tecnologie ambientali (ETAP) dell’UE nei prossimi anni. L’introduzione di modifiche nell’ETS, l’inasprimento del limite delle emissioni a livello di UE, obiettivi di riduzione per le industrie non rientranti nel sistema ETS, nonché nuove regole sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio e sulle sovvenzioni ambientali aumenteranno la necessità di sviluppare e promuovere l’eco-innovazione in tutti i settori. Come ha sottolineato il Commissario europeo per l’Ambiente Dimas, la creazione di un’economia a basse emissioni di carbonio porterà un’ondata di innovazione e favorirà la creazione di nuovi posti di lavoro nel campo delle tecnologie pulite; pertanto, il ruolo di ETAP in termini di sostegno allo sviluppo e di accettazione dell’eco-innovazione assume la massima importanza.

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