• Versione stampabile

14° Forum europeo sull’ecoinnovazione: qualità dell’aria e della vita

17/06/2013

Nel corso del 14° Forum europeo sull’ecoinnovazione è stato affermato con chiarezza che l’ecoinnovazione, nel senso più ampio del termine, rappresenta un elemento imprescindibile per rendere le città più sostenibili, in particolare migliorando la qualità dell’aria attraverso sistemi di controllo della mobilità urbana. Il forum è stato il più recente a essere organizzato dall’Unità della Commissione europea per il Piano d’azione per l’ecoinnovazione, al fine di esaminare in che modo quest’ultima possa influenzare lo sviluppo e produrre risultati migliori in tutte le aree di politica ambientale.

Gli oratori che sono intervenuti nel corso della conferenza di Praga, il 23 e il 24 maggio scorsi, hanno illustrato come l’adozione di una filosofia orientata all’ecoinnovazione stia portando a nuovi approcci per la gestione del traffico, l’urbanistica e la qualità dell’aria nelle loro città e regioni di provenienza, anche grazie allo sviluppo di infrastrutture urbane verdi, soluzioni tecnologiche, cambiamenti nei comportamenti, incentivi a favore di un maggiore utilizzo dei trasporti pubblici e approcci innovativi nella pianificazione urbana.

Vincent-Henri Peuch, direttore del Dipartimento per la composizione dell’atmosfera del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, ha illustrato ai partecipanti le problematiche correlate all’inquinamento atmosferico nei centri urbani. Ha spiegato che ogni individuo respira 14 chilogrammi di aria al giorno e che «anche le più minuscole tracce di inquinanti presenti nell’aria comportano notevoli conseguenze per la salute». Il monitoraggio della qualità dell’aria effettuato per più di un secolo in alcune città ha evidenziato che «la composizione dell’aria sta cambiando». La quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera è aumentata, insieme alla presenza di altri agenti inquinanti. Recenti misurazioni della concentrazione di ozono, ad esempio, mostrano un livello cinque volte superiore rispetto al 1870.

Tuttavia, non vi sono solo cattive notizie. Peuch ha infatti affermato che le misurazioni dei livelli di inquinamento da particolato nella città di Parigi (PM10, particolato) hanno mostrato che l’aria è più pulita rispetto agli anni ’50. Questo dato dimostra che le misure adottate per migliorare la qualità dell’aria hanno funzionato. Peuch ha aggiunto che il Protocollo di Göteborg alla Convenzione di Ginevra delle Nazioni Unite sull’inquinamento atmosferico a grande distanza (recepito dall’Unione europea attraverso la direttiva sui limiti nazionali di emissioni, 2001/81/CE) si è rivelato uno strumento efficace a livello globale per ridurre alcuni degli agenti inquinanti più nocivi.

Partenariati in cantiere

Nonostante gli obiettivi globali siano fissati a livello internazionale o nazionale, spetta alle città il compito di compiere dei passi verso l’ecoinnovazione e adottare misure che consentano di raggiungere questi obiettivi. L’Unione europea ha istituito il Partenariato europeo per l’innovazione (PEI) delle città e comunità intelligenti, con lo scopo di fornire assistenza e illustrare l’applicazione di tecnologie energetiche, di trasporto e di informazione e comunicazione nelle aree urbane.

Henriette Van-Eijl, funzionario della DG Mobilità e trasporti della Commissione europea, ha affermato che il PEI per le città intelligenti non si limiterà semplicemente a illustrare i progetti. Le città, infatti, potranno beneficiare di questa piattaforma per condividere le esperienze in materia di azioni ecoinnovative e sperimentare i vantaggi della condivisione di dati aperti. Il PEI, inoltre, si adopererà per trovare il modo in cui portare su scala industriale le migliori soluzioni. Il piano strategico di attuazione del PEI sarà adottato nel mese di ottobre 2013 e messo in atto a partire dal 2014.

Comportamenti sostenibili

Una delle tematiche più trattate nel corso del Forum è stato il cambiamento nei comportamenti, elemento integrante dell’ecoinnovazione, che non si ferma solo all’innovazione tecnologica. In molti casi, è possibile persuadere i cittadini ad assumere abitudini di trasporto più ecologiche, a seconda del modo in cui le idee vengono loro prospettate. Simon Goddard, di Gehl Architects, il quale è stato impegnato in progetti di pianificazione strategica per le città, ha affermato che i politici si concentrano sugli obiettivi, come ad esempio la riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico di una determinata percentuale, mentre i cittadini sono interessati più da vicino dalla qualità della vita, di cui l’aria pulita costituisce parte integrante.

Goddard ha aggiunto che le aree urbane possono diventare più sostenibili ponendo l’accento sulla qualità della vita e investendo sulle decisioni di pianificazione. Questo è l’obiettivo su cui i politici dovrebbero concentrarsi, i miglioramenti nella qualità dell’aria verranno da sé. «I cittadini sono interessati a una vita attiva, alla qualità della stessa, alle attività di ricreazione e all’economia.» Le città possono diventare sempre più sane offrendo più spazi verdi e aree pedonali, nonché limitando la circolazione del traffico. Se si riesce a ottenere una migliore qualità di vita, «nessuno davvero si accorgerà dell’assenza di autoveicoli», ha aggiunto Goddard.

La città di Nantes, in Francia, ha tradotto questi principi in azioni concrete. Jean-François-Retière, vicepresidente di Nantes Métropole e responsabile del traffico pendolare e dei trasporti, ha illustrato i sei obiettivi principali della strategia urbana della sua città: attrattività, ottimizzazione delle spese, cambiamento nei comportamenti, vantaggi ambientali, mobilità per tutti e maggiori collegamenti tra la pianificazione urbana e la mobilità. Grazie alla promozione di una rete di trasporti diversificata e al contempo coordinata, la quale non vieta l’utilizzo delle automobili, bensì pone l’accento sulle altre opzioni a disposizione, la città di Nantes è riuscita a ridurre le proprie emissioni di gas serra e a incrementare l’utilizzo della bicicletta e dei mezzi di trasporto pubblici.

Punti chiave di accordo comune

Durante il forum è stata presentata un’ampia varietà di idee ecoinnovative specifiche per la sostenibilità urbana e per un’aria più pulita, a partire dal tipo giusto di alberi da piantare per evitare emissioni biogeniche di composti organici volatili che reagiscono con gli ossidi di azoto formando ozono troposferico, all’elettromobilità e al ricorso agli appalti pubblici per promuovere la sostenibilità. Heather Allen, direttore del programma per il trasporto sostenibile presso il Transport Research Laboratory, ha spiegato, ad esempio, che un autobus costa quanto una Ferrari. Ciononostante, i costruttori di veicoli «considerano il mercato degli autobus solo una piccola fetta del loro mercato», quindi investono relativamente poco nella progettazione e nello sviluppo. Un approccio più creativo negli appalti potrebbe contribuire a cambiare la situazione.

Nel corso del forum sono stati discussi altri tipi di approcci e soluzioni, compresi i vantaggi derivanti dall’introduzione della gratuità dei trasporti pubblici (sull’esempio di Tallinn, in Estonia, che è recentemente divenuta la prima capitale europea ad attuare tale iniziativa) e dalle restrizioni sulla circolazione dei veicoli nei centri cittadini, al fine di promuovere un cambiamento nelle abitudini di trasporto. Paolo Gandolfi, vicesindaco di Reggio Emilia, dove l’introduzione del pagamento di un pedaggio per entrare in città con l’autovettura è stata accompagnata da un’espansione delle piste ciclabili, ha affermato che la creazione di una rete di contatti e lo scambio di idee tra le città può rappresentare uno strumento efficace per convincere i cittadini circa la fattibilità delle nuove idee. Gandolfi ha aggiunto che le amministrazioni sono chiamate ad offrire ai cittadini una «visione d’insieme», mostrando loro che le nuove idee non sono dissennate, ma che, al contrario, sono state realizzate altrove.

La conferenza si è conclusa con un ampio consenso su una serie di punti da tenere in considerazione nella pianificazione sostenibile delle aree urbane:

  • Il raggiungimento della sostenibilità e di una migliore qualità dell’aria dovrebbero essere presentati come il raggiungimento di una migliore qualità di vita, un obiettivo che incontra il consenso di tutti i cittadini.
  • Le proposte relative alla sostenibilità devono essere espresse in maniera chiara, in quanto i cittadini vogliono sapere qual è il punto di partenza e quali benefici ne trarranno. Le dimostrazioni dei progetti e i paragoni con le altre città risulteranno di grande aiuto in tal senso.
  • I cittadini dovrebbero essere coinvolti e le loro idee dovrebbero essere ascoltate nella costante ricerca di una migliore qualità di vita. Timo Makela, direttore presso la DG Ambiente, Affari internazionali, LIFE ed Ecoinnovazione, nel suo discorso conclusivo ha sottolineato che «le consultazioni di facciata» sono inutili.
  • Ci stiamo dirigendo sempre di più verso una maggiore apertura dei dati e i cittadini devono trarne il massimo vantaggio. Mettendo a disposizione i dati relativi al traffico, ad esempio, è stato possibile sviluppare applicazioni in grado di diminuire gli ingorghi in alcune città. Tuttavia, a tal fine, è necessario pianificare le fasi tecnologiche. Le città, quindi, devono preparare piani direttori e provvedere a formare adeguatamente i funzionari dell’amministrazione.
  • Gli appalti pubblici rappresentano uno strumento dall’elevato potenziale ancora ampiamente da sfruttare. L’innovazione nei modelli di finanziamento può contribuire alla creazione di nuovi approcci agli appalti pubblici. Ad esempio, il cofinanziamento di un progetto potrebbe favorirne il completamento. In circostanze appropriate, l’utilizzo dei fondi pubblici per rendere gratuiti i mezzi pubblici può comportare vantaggi a livello generale.
  • Le città necessitano di una visione da esprimere attraverso un piano per la mobilità urbana sostenibile (SUMP, Sustainable Urban Mobility Plans). In questo modo si può ottenere maggiore coerenza nella pianificazione, i diversi dipartimenti possono collaborare meglio ed è possibile coinvolgere altri enti, come le università. Il SUMP può anche aiutare le imprese a comprendere gli obiettivi della città e potrebbe riuscire a convincere le aziende a dislocare le proprie attività in una città che prende sul serio la questione della sostenibilità.

Per ulteriori informazioni

  • Le presentazioni del 14° Forum europeo sull’ecoinnovazione possono essere consultate all’indirizzo http://ec.europa.eu/environment/ecoinnovation2013/1st_forum/presentations.html English