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Lanciare l'idea di purificare l'acqua con palline di vetro

26/03/2009

  • Acqua,
  • Riciclaggio
  • Regno Unito
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La Cranfield University è tra le prime a utilizzare palline di vetro nel trattamento dell'acqua – un'idea che può condurre a un considerevole risparmio energetico nel trattamento dell'acqua potabile, delle acque reflue e di quelle destinate all'uso industriale.

Il dipartimento dei sistemi sostenibili della sopraccitata università britannica sta testando una nuova tecnologia a bassa emissione di carbonio, brevettata dall'inventore Barrie Woodbridge. Tale tecnologia prevede, durante il processo di coagulazione, l'utilizzo di palline di vetro a bassa densità e di speciale manifattura per formare una particella galleggiante che può essere facilmente eliminata dall'acqua.

Questo progetto triennale, finanziato dalla Water Utilities, organizzazione britannica che rappresenta le società che gestiscono l'erogazione di acqua nel paese, è finalizzato allo sviluppo di una metodologia per il risparmio energetico che potrebbe essere facilmente applicata negli impianti esistenti, inizialmente per il trattamento delle acque freatiche e di superficie. Le palline di vetro sono uguali a quelle attualmente utilizzate nei procedimenti industriali e di tipo ingegneristico per creare strutture solide di peso ridotto.

Se da un lato l'applicazione principale del sistema proposto sarà probabilmente il trattamento delle acque freatiche e di superficie nella produzione di acqua potabile, gli sviluppatori ritengono che il sistema potrebbe essere adattato per l'utilizzo anche nel trattamento delle acque reflue.

I metodi tradizionali di trattamento delle acque richiedono un elevato impiego di energia, in particolare a causa dei numerosi processi che devono essere applicati. Questi, a loro volta, determinano lo sviluppo di una particella solida che cresce finché non deve essere rimossa mediante sedimentazione o galleggiamento.

Il nuovo sistema, invece, incorporerà le palline di vetro nell'agglomerato di particelle solide che si forma durante il processo di purificazione, noto come fiocco. Tale idea rivoluzionaria costituisce una proposta attraente per l'industria delle acque in quanto consente un risparmio energetico significativo e potrebbe altresì trovare impiego nei sistemi di trattamento esistenti senza implicare ristrutturazioni importanti a livello di impianti.

Attualmente, le particelle vengono rimosse con micro-bolle create da un sistema di compressione/saturazione. Aderendo all'aggregato della flocculazione, le bolle galleggiano sulla superficie dell'acqua consentendo la rimozione delle particelle solide.

"La nostra idea si basa sull'eliminazione del sistema di generazione di bolle, da sostituire con l'integrazione delle sfere galleggianti nel fiocco", spiega il dott. Peter Jarvis, del Centre for Water Science (Centro per la scienza delle acque) di Cranfield. Eliminando la necessità di ricorrere a un sistema di saturazione, il metodo delle sfere di vetro può comportare un risparmio energetico significativo nei processi di purificazione delle acque.

In termini pratici, le palline di vetro saranno aggiunte alla fase di coagulazione del trattamento. L'adozione di questo metodo potrebbe portare a un potenziale risparmio energetico nella regione pari, complessivamente, all'80 - 90%. Inoltre, dato che le palline di vetro vengono riciclate nel fiocco alla fine del processo, l'intero sistema diviene più sostenibile.

A oggi i ricercatori hanno condotto test su scala ridotta utilizzando le palline. È loro intenzione continuare a collaudare l'idea e condurre una dimostrazione su vasta scala prima che il progetto si concluda. Si tratta di un obiettivo ambizioso poiché si tratterebbe della prima operazione su vasta scala a utilizzare il sistema delle palline di vetro.

Per ulteriori informazioni

  • Cranfield Centre for Water Science: http://www.cranfield.ac.uk/sas/water/ English