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Il piano d’azione per l’ecoinnovazione offre nuove opportunità alle aziende

23/01/2012

  • Interviste a esperti

La Commissione europea ha varato un piano d’azione per l’ecoinnovazione (EcoAP) per ampliare l’interesse dell’UE in materia e coprire, oltre alle tecnologie verdi, tutti gli altri aspetti dell’ecoinnovazione.

L’EcoAP prevede azioni complementari alle iniziative faro «Unione dell’innovazione» e «Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse» della strategia Europa 2020 dell’Unione europea, proponendo misure incentrate sugli ostacoli e sugli stimoli specifici dell’ecoinnovazione. L’obiettivo del piano consiste nell'elaborare soluzioni efficaci alle problematiche ambientali, incrementando l’efficienza nell'impiego delle risorse a livello europeo e riuscendo, al contempo, a offrire nuove opportunità alle aziende. Il commissario Janez Poto─Źnik spiega il concetto e gli elementi chiave dell’EcoAP.

Perché l’ecoinnovazione è tanto importante per l’Europa?

Le aziende europee devono riuscire ad adattarsi alle pressioni esercitate dai prezzi elevati delle risorse e dalla scarsità dei materiali. Molte delle nostre imprese dovranno diventare più competitive, migliorando la propria efficienza energetica e delle risorse. Nello specifico, l’ecoinnovazione è in grado di offrire loro diverse nuove opportunità e di ridurre il rischio di inquinamento ambientale. Si tratta di un settore in rapida crescita: le ecoindustrie europee hanno già superato per dimensioni l’industria europea dell’automobile e sono spesso leader nel mondo.

Per riuscire a vincere la sfida della sostenibilità, l’ecoinnovazione deve permeare tutti i settori dell’economia, dall’edilizia all’industria chimica. Se saremo in grado di fornire le soluzioni che tutti auspichiamo, i benefici in termini di competitività saranno enormi.

Quali nuove azioni specifiche proponete?

È bene iniziare con una revisione delle normative comunitarie in materia di ambiente, perché possano dare maggior impulso all’ecoinnovazione. Abbiamo già fatto registrare dei progressi, e con questo mi riferisco alla creazione di nuovi mercati per le sostanze chimiche maggiormente ecocompatibili come conseguenza del regolamento REACH, per cui le sostanze estremamente problematiche vengono gradualmente eliminate e sostituite con alternative meno pericolose.

Storicamente, i problemi si verificano con la commerciabilità e la ricerca di finanziamenti. Stiamo tentando di risolverli grazie a un programma pilota relativo a un sistema di verifica indipendente delle nuove tecnologie ambientali (Environmental Technologies Verification, ETV). L’obiettivo è aiutare i produttori a dimostrare che quanto affermano in merito al proprio rendimento è da considerarsi affidabile, il che, a sua volta, consentirà agli acquirenti di tecnologia di identificare le innovazioni che fanno al caso loro. Questo approccio si è rivelato un successo in molti paesi, tra cui gli Stati Uniti e la Corea del Sud, dove ha dato nuovo impulso alla diffusione sul mercato e agli investimenti in ecoinnovazione.

Stiamo inoltre pianificando una serie di misure volte a mobilitare capitali di rischio e assistenza supplementari per le piccole e medie imprese (PMI). Verranno elaborati programmi per rafforzare le capacità e il know-how in materia di ecoinnovazione e per favorire la creazione di partenariati pubblico-privato. Ci impegneremo anche nella creazione di collegamenti fra le imprese europee e quelle dei mercati principali e delle economie emergenti.

Quali strumenti finanziari verranno messi in opera per sostenere il piano d’azione? E cosa si può dire riguardo all’ecoinnovazione nell’ambito dell’iniziativa Orizzonte 2020?

I finanziamenti per l’ecoinnovazione continueranno a essere erogati nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2007-2013 dell'UE, ad esempio tramite il Programma quadro per la competitività e l’innovazione (CIP) e il programma LIFE. Per quanto concerne il prossimo ciclo finanziario (2014-2020), l’ecoinnovazione verrà sostenuta da due specifici programmi di Orizzonte 2020, ovvero «Affrontare le sfide sociali» e «Creare una leadership industriale e rafforzare la competitività». Dal 2014, la Commissione mira a rafforzare le diverse tipologie di assistenza e sostegno a favore dell’ecoinnovazione.

In che modo UE e Stati membri collaboreranno per conseguire gli obiettivi del nuovo piano?

Gli Stati membri avranno un ruolo fondamentale nell’attuazione del nuovo piano d’azione, perché le politiche a sostegno dell’ecoinnovazione vengono messe in atto a livello nazionale, ad esempio tramite gli appalti pubblici. In questo senso possiamo dirci a buon punto, perché le tabelle di marcia nazionali ETAP ci informano già ampiamente in merito agli approcci scelti dagli Stati membri in materia di ecoinnovazione. Ora dobbiamo coordinare le azioni a livello comunitario e nazionale per assicurarci che si sostengano a vicenda e garantire che le imprese di tutti gli Stati membri possano ottenere benefici dall’ecoinnovazione.

 

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