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La Città del sole: illuminare le città sostenibili

31/05/2010

  • Interviste a esperti
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L’architetto Ashok Bhalotra ha sviluppato il concetto di una città realmente sostenibile. Grazie alla sua perseveranza, questa idea si è concretizzata nella forma della Città del sole di Heerhugowaard.

Ashok Bhalotra è il CEO di KuiperCompagnons, società olandese specializzata in architettura e pianificazione urbanistica. È l’iniziatore del progetto Città del sole a Heerhugowaard, nei Paesi Bassi, la più grande area residenziale al mondo con bilancio di CO2 neutro. Il progetto è iniziato nel 1993 ed è stato completato nel 2006. Edificata su un lotto vacante, la Città del sole genera 10 MW di energia da fonti eoliche e solari e utilizza sistemi naturali di filtrazione dell’acqua.

Da dove nasce l’idea della Città del sole?

Quando ero studente a Parigi, negli anni Sessanta, ho progettato un’università concettuale nella mia città natale, Delhi, per un concorso. Nel trattare, in particolare, il problema dell’autosufficienza, ho progettato un sistema di raccolta delle acque piovane per conservare sotto terra l’acqua dei monsoni. Il progetto mi ha aperto gli occhi sull’importanza di disegnare ambienti urbani autosufficienti e sostenibili. Sotto molti punti di vista, ha definito la mia visione di architetto.

Attraverso la Città del sole, lei intendeva stimolare le persone ad adottare piccoli accorgimenti per contribuire al risparmio energetico. Come si incoraggiano le persone a fare questi cambiamenti?

Credo sia importante che la gente consideri le misure a favore di una maggiore efficienza energetica come qualcosa di auspicabile. Se le misure a favore della sostenibilità vengono considerate come qualcosa di cui andare fieri, la gente si impegnerà maggiormente per adottarle nella propria comunità. Lo stesso vale per gli spazi pubblici sostenibili: se la gente ha un certo senso di orgoglio civico, farà di più per proteggere il proprio ambiente locale.

È stato difficile trovare sostegno politico o finanziario per il progetto?

La chiave per trovare il sostegno è stata la perseveranza e la volontà di gettare ponti tra i costruttori, i politici e gli abitanti di Heerhugowaard. Con molta energia e dimostrando coerenza nella presentazione delle nostre idee per una città sostenibile, siamo stati in grado di convincere altre persone a sostenerci. Abbiamo ottenuto sostegno finanziario non solo da parte del governo olandese, ma anche dalla provincia dell’Olanda del nord e dall’Unione europea. In particolare, la provincia e l’UE hanno fornito sempre finanziamenti consistenti e sono stati, sotto molti punti di vista, una sorta di «madre» e «padre» di questo progetto. Il finanziamento europeo per il progetto è stato erogato nell’ambito del Quinto programma quadro della Commissione.

Un elemento essenziale del progetto è la sua rete idrica. Quali ecoinnovazioni sono state utilizzate in tale sistema?

Il nostro sistema di filtrazione biologica naturale dell’acqua, basato sulla raccolta delle acque piovane e sulla filtrazione degli acquitrini ha portato a un miglioramento sostanziale della qualità dell’acqua nella zona. Oltre all’immagazzinamento di grandi quantità di acqua in sistemi di superficie e in profondità, siamo stati in grado di soddisfare i requisiti della normativa olandese per le acque balneabili.

Quali concetti o ecoinnovazioni specifici, secondo lei, potrebbero essere applicati ad altre città?

Vi sono numerose soluzioni ad alto e basso contenuto tecnologico che si potrebbero adottare altrove. Abbiamo iniziato a prendere le idee sviluppate nella Città del sole per impiegarle in altri posti. Ad esempio, stiamo coordinando alcuni progetti a Rajasthan, in India, e a Shenzhen, in Cina, avvalendoci delle stesse tecniche di purificazione delle acque e delle tecnologie solari ed eoliche. Ritengo sia importante non solo condividere le buone idee, ma anche ricercare costantemente idee innovative. Per esempio, la società edile Dutchrainmaker ha proposto una turbina eolica capace di raccogliere il vapore acqueo presente nell’aria e di utilizzarlo come acqua potabile o per l’irrigazione. È importante condividere tali conoscenze. Per quanto riguarda la planimetria, la Città del sole è stata volutamente orientata verso il sole, con un orientamento nord-sud che ottimizza il potenziale dell’energia fotovoltaica. Se si pensa alla sostenibilità già nella fase di pianificazione, è possibile migliorare l’efficienza di una città.

È importante mostrare che questi concetti funzionano. A Heerhugowaard, circa 1.500 nuove abitazioni sono dotate di pannelli solari e pompe di calore. Inoltre, vi sono attualmente tre turbine eoliche. Insieme, questi elementi consentono di ottenere 10 MW di energia trasformata in elettricità, una quantità sufficiente per soddisfare il fabbisogno di 4.000 abitazioni in città. Mostrando ad altri che le città sostenibili sono ambienti positivi per le generazioni future, possiamo incoraggiare l’adozione di misure analoghe altrove.

La Città del sole, Heerhugowaard

  • Copre una superficie di circa 118 ettari, compresi i 49 ettari quadrati di un’isola situata in un polder, al centro di un lago di 60 ettari.
  • Una città perfettamente funzionante, con tutte le strutture necessarie.
  • Sono state costruite 2.950 case.
  • I pannelli solari situati negli edifici della città forniscono 3,75 MW.
  • A Park van Luna, sono presenti 177 ettari di aree ricreative, compresi 75 ettari di acque balneabili.

Maggiori informazioni:

Wijkpanel – Stad van de Zon:
http://www.wijkpanelstadvandezon.nl English

Heerhugowaard – Stad van kansen:
http://www.heerhugowaard.nl English

SunCities project:
http://www.suncities.eu/ español