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Produttore mondiale di birra si impegna a favore dello sviluppo sostenibile

27/01/2010

  • Interviste a esperti
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SABMiller è uno dei maggiori produttori di birra a livello mondiale, con una presenza in sei continenti e 75 paesi. L'azienda ha assunto un forte impegno a favore dello sviluppo sostenibile, come spiega Andy Wales.

In qualità di responsabile dello sviluppo sostenibile, Wales ha il compito di comprendere in che modo problemi mondiali come l'acqua, i diritti umani e il cambiamento climatico si ripercuotano sulla sua attività, per aiutare gli alti dirigenti a capire questi aspetti prioritari e a integrali nella pianificazione aziendale, oltre a creare posizioni di leadership globale in merito a questioni specifiche.

Quale ruolo svolgerà secondo lei l'industria nell'adattamento climatico?

Alcune grandi aziende di larghe vedute si stanno rendendo conto che il cambiamento climatico avrà ripercussioni a lungo termine sull'industria degli alimenti e delle bevande. Ciò emergerà in modo evidente con riferimento alla qualità e alla scarsità dell'acqua, oltre che alle pressioni sulla destinazione dei suoli, con una contrapposizione, per esempio, tra biocombustibili e colture alimentari. È nel nostro interesse capire come e quando tutto ciò accadrà e impedire che diventi un problema per il nostro settore, i nostri clienti o le nostre comunità. Abbiamo un atteggiamento attivo e creiamo partenariati per affrontare le diverse sfide. Inoltre, cerchiamo di essere quanto più efficienti possibili con risorse scarse.

Perché SABMiller crede così fermamente nello sviluppo sostenibile?

Le aziende sono il cuore pulsante delle comunità. Se gestiamo il nostro core business in modo responsabile, possiamo creare ricchezza e occupazione e la nostra catena di valore ha effetti notevoli. Per esempio, in Uganda, dove diamo lavoro direttamente soltanto a circa 500 persone, l'impatto occupazionale nella nostra intera catena di valore è di circa 100 a 1, ovvero circa 50.000 persone. Pertanto, per noi, sviluppo sostenibile significa crescere nel modo giusto, proteggendoci allo stesso tempo dai rischi che potrebbero nuocere al nostro core business.

Quali sono le principali priorità della sua azienda in termini di sviluppo sostenibile?

Abbiamo dieci priorità di sviluppo sostenibile, che spaziano dalle questioni ambientali, come l'acqua, il cambiamento climatico e i rifiuti di imballaggio, passando per gli acquisti e la catena di approvvigionamento, fino a problemi sociali come l'AIDS, i diritti umani, gli investimenti sociali di impresa e il bere in maniera responsabile. Crediamo nella comunicazione aperta e nel benchmarking: infatti pubblichiamo i risultati ottenuti da tutte le nostre aziende con riferimento a tali priorità sul nostro innovativo portale Web, che include la matrice di valutazione della sostenibilità (Sustainability Assessment Matrix - SAM).

Quali risultati sono già stati raggiunti?

Negli ultimi quattro anni abbiamo migliorato l'efficienza energetica e ridotto le emissioni per unità di birra del 15%: il nostro obiettivo è dimezzare entro il 2020 le emissioni per litro di birra rispetto al livello di riferimento del 2008. È certamente una sfida difficile, ma in linea con quanto abbiamo già ottenuto. Nell'ultimo decennio, siamo passati da un consumo molto elevato di acqua (in alcune aziende fino a 10 litri d'acqua per litro di birra) ai circa 4,5 litri odierni e il nostro obiettivo è raggiungere i 3,5 litri entro il 2015, in media, in tutto il mondo. Oltre all'efficienza delle risorse, abbiamo svolto un notevole lavoro a monte, cercando di proteggere i bacini idrici da cui noi e i nostri fornitori agricoli dipendiamo. Abbiamo programmi attivi con ONG, quali il WWF o Nature Conservancy, in Sudafrica, Colombia, Stati Uniti, El Salvador e Honduras.

L'efficienza delle risorse ha richiesto nuove tecnologie?

Metà del lavoro si fa applicando buone prassi o nuove tecnologie ai nuovi investimenti e l'altra metà facendo riflettere le persone, giorno dopo giorno, su come migliorare l'impatto del lavoro che svolgono. Quando investiamo in nuove fabbriche di birra o nella riconversione del capitale, ci assicuriamo sempre di agire pensando con lungimiranza. Considerato che una fabbrica di birra sarà operativa per 20 o 30 anni, dobbiamo pensare a come sarà l'ambiente in cui opererà tra 15 o 20 anni e dobbiamo adottare un progetto sufficientemente flessibile da poter essere aggiornato per adattarsi al cambiamento. Quando si definisce un obiettivo chiaro e si coinvolgono anche gli operai, si ottengono risultati significativi.

Può menzionare eco-innovazioni specifiche di cui SABMiller è artefice?

L'anno scorso abbiamo introdotto le bottiglie "leggere" nel Regno Unito, nell'ambito di una ridefinizione degli imballaggi. Abbiano anche adottato un nuovo rivestimento per le bottiglie di vetro allo scopo di ridurre il peso, in Colombia. In tutto il mondo, circa il 50% del nostro volume riguarda il vetro a rendere; le bottiglie sono utilizzate circa 20 volte in media, ma siamo riusciti a raddoppiare tale valore in Colombia grazie alla riduzione del peso e al miglioramento del rivestimento, in collaborazione con il fornitore.

Ritiene che le azioni della sua società diano un esempio in termini di buone prassi alle altre organizzazioni?

Abbiamo scelto tre filoni, ovvero il consumo responsabile di alcol, l'acqua e la creazione di posti di lavoro nei paesi in via di sviluppo, dove riteniamo di poter dare il buon esempio, sempre in collaborazione con altre organizzazioni. Riteniamo che anche in altri settori, come quello del cambiamento climatico o degli imballaggi, stiamo facendo bene. Nell'ambito del cambiamento climatico non produciamo irragionevoli quantità di emissioni, dato che ammontano a circa 2,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti all'anno Pensiamo pertanto di aver ottenuto buoni risultati, ma non tanto da essere una guida per il settore a livello globale.

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