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La Svezia si impegna a potenziare l'ecoinnovazione

26/10/2009

  • Interviste a esperti
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Il governo svedese si impegna a potenziare l'ecoinnovazione, affermano Elisabet Falemo, sottosegretario all'Ambiente, e Ola Alterå, sottosegretario alle Imprese, all'Energia e alle Comunicazioni.

Il governo considera la creazione e l'impiego di tecnologie ambientali efficienti uno strumento imprescindibile per la riduzione dell'impatto ambientale derivante dal consumo e dai processi produttivi e, al contempo, li ritiene mezzi favorevoli alla promozione della competitività e della crescita industriale. É importante accrescere la domanda di ecoinnovazioni e potenziarne l'offerta, nonché favorire la collaborazione tra industria, settore pubblico e settore R&S.

Quali iniziative ha adottato il governo per promuovere l'ecoinnovazione in Svezia?

Uno strumento politico rilevatosi efficace e vantaggioso sotto il profilo economico per la promozione di un cambiamento radicale nell'uso dei carburanti e dell'ecoinnovazione è stata la cosiddetta «carbon tax», introdotta in Svezia nel 1991 a integrazione del sistema delle tasse sull'energia già in essere. Gli effetti più immediati sono stati la riduzione delle emissioni di CO2 e l'aumento dell'impiego della biomassa per gli impianti di cogenerazione del paese.

Per il biennio 2008-2010 è stata avviata una serie di iniziative governative volte a favorire l'ecoinnovazione. Per i principali investimenti associati alle tecnologie per l'ambiente e all'energia, come l'introduzione sul mercato di nuove tecnologie energeticamente efficienti e l'avvio di progetti pilota e dimostrativi legati alla seconda generazione di biocarburanti, sono stati destinati fondi per 1 miliardo di corone svedesi (circa 100 milioni di euro).

Il governo ha inoltre designato una delegazione per le città sostenibili incaricata di amministrare 340 milioni di corone svedesi (34 milioni di euro) per lo sviluppo di città, comunità urbane e aree residenziali sostenibili, con l'obiettivo di incentivare progetti di sviluppo urbano esemplari fondati sull'integrazione di urbanistica e tecnologie ambientali applicate.

È stato inoltre istituito un programma per lo Sviluppo economico basato sull'ambiente che mira a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese (PMI). Il programma, che mette a disposizione fondi per l'ammontare di 35 milioni di corone svedesi (3,5 milioni di euro), sostiene principalmente la fase di commercializzazione.

Nel 2008 il governo ha presentato un disegno di legge intitolato «Stimolare la ricerca e l'innovazione» con il quale sono stati destinati altri 5 miliardi di corone svedesi (500 milioni di euro) agli investimenti pubblici nella ricerca e nelle innovazioni da essa derivanti con l'obiettivo di promuovere le ecoinnovazioni in alcuni ambiti, quali ad esempio, il settore dell'energia e l'uso sostenibile delle risorse naturali e dell'ambiente marino.

La Svezia ha inoltre sottoscritto numerosi memorandum d'intesa con altri paesi, come Stati Uniti, Brasile e Cina al fine di promuovere la collaborazione per lo sviluppo di tecnologie ambientali.

Quali sono i principali risultati ottenuti mediante la roadmap nazionale svedese in merito al piano d'azione per le tecnologie ambientali (ETAP)?

Nel 2008, Swentec, il Consiglio svedese per la tecnologia ambientale, è stato incaricato dal governo di sviluppare una struttura globale per rafforzare le tecnologie ambientali nazionali. La roadmap nazionale svedese per l'ETAP si è rivelata uno strumento utile per potenziare la visibilità degli sforzi profusi dalla Svezia a favore dell'ecoinnovazione e delle tecnologie ambientali nel quadro delle attività ETAP.

Che ruolo riveste l'ETAP nella transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo ambientale, che è poi la tematica oggetto delle riunioni ministeriali informali su energia, ambiente e competitività sotto la Presidenza svedese? Quale altro tipo di sostegno politico è necessario affinché in Europa ecoinnovazione ed ecoefficienza diventino realtà?

In occasione della seduta comune per i ministri dell'Ambiente e dell'Energia dell'Unione europea, tenutasi durante la riunione ministeriale informale di Åre nel luglio di quest'anno, si è parlato di «Attuare un'economia ecologicamente efficiente». Il passaggio a un'economia ecologicamente efficiente potrebbe dare slancio alla competitività a lungo termine dell'Unione europea e creare una quantità significativa di opportunità economiche sia nei settori tradizionali che nei settori più «verdi» e ridurre il nostro impatto sul clima. Le attività proposte nel quadro dell'ETAP contribuiscono in modo sostanziale a questo passaggio.

È necessario che tutte le parti interessate, non da ultimo il settore pubblico, agiscano con risolutezza. L'efficienza energetica, l'energia alternativa e l'infrastruttura di trasporto, così come gli acquisti «verdi» da parte della pubblica amministrazione (GPP) sono alcuni esempi delle azioni che andranno a costituire le fondamenta per una crescita globale sostenibile. Inoltre il ricorso a strumenti economici, quali apposite misure fiscali e scambi di quote di emissioni, riveste un ruolo fondamentale poiché garantisce il raggiungimento degli obiettivi in modo economicamente vantaggioso.

Infine, un approccio politico integrato e transsettoriale è essenziale per sfruttare al meglio le sinergie tra le diverse misure adottate a livello politico. Pertanto è importante agire in modo trasversale tra le sfere di competenza di ministeri, istituzioni ed enti locali.

Le imprese ecologiche dell'Unione europea sono molto competitive. Come si possono inserire nei mercati globali e quali iniziative può adottare l'Unione europea per garantirne l'espansione?

La soluzione risiede, in larga misura, nel riuscire a rendere l'economia europea ecologicamente efficiente. Il potenziamento della competitività e della crescita deve avvenire attraverso un approvvigionamento energetico sostenibile, un uso efficiente delle risorse e il raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali. Tuttavia, la promozione di tecnologie nuove e più efficienti, per quanto positiva, non è sufficiente. È necessario un impegno maggiore per accelerare l'attuazione e l'applicazione di tecnologie di ultima generazione.

La prossima strategia dell'Unione europea sulla crescita e l'occupazione, che succederà alla Strategia di Lisbona per il dopo 2010, dovrà essere maggiormente incentrata sulle principali sfide del futuro, come il passaggio a un'economia ecologicamente efficiente, il potenziamento della competitività globale dell'Unione europea, l'individuazione di iniziative atte a contrastare l'invecchiamento della popolazione e il ripristino di finanze pubbliche sostenibili. Siamo convinti che la strategia debba contemplare in modo chiaro ricerca, innovazione, sviluppo e adozione di nuovi prodotti e servizi che possono contribuire alla formazione di un'economia ecologicamente efficiente.

Il raggiungimento di un accordo internazionale sul cambiamento climatico a Copenaghen, il prossimo dicembre, rappresenta un passo importante per l'instaurazione di condizioni di mercato a lungo termine in grado di accelerare questa transizione e per consentire al settore economico di trarre vantaggio dai prodotti e dai servizi ecoefficienti.

Maggiori informazioni:

Sottosegretario all'Ambiente: http://www.regeringen.se/sb/d/2066 English

Sottosegretario alle Imprese, all'Energia e alle Comunicazioni: http://www.regeringen.se/sb/d/2067 English

Delegazione per le città sostenibili: http://www.hallbarastader.gov.se/Bazment/hallbarastader/sv/in-english.aspx svenska

Swentec, il Consiglio svedese per la tecnologia ambientale: http://swentec.se/ Deutsch

Roadmap nazionale svedese in merito al piano d'azione per le tecnologie ambientali (ETAP): http://ec.europa.eu/environment/ecoap/pdfs/roadmaps/sweden_en.pdf pdf - 306 KB [306 KB] English (en)