Azioni dell’UE a livello globale
L'Unione europea da sola non potrebbe vincere la battaglia contro il cambiamento climatico, dato che le sue emissioni corrispondono attualmente al 14% del totale globale. Il cambiamento climatico è una minaccia a livello mondiale, che richiede il contributo di tutte le nazioni del mondo: in linea con il principio dell'ONU delle “responsabilità comuni ma differenziate e delle rispettive capacità”, le nazioni più ricche devono essere in prima linea, ma questa è una sfida che non potrà essere vinta senza il contributo dei paesi in via di sviluppo, le cui emissioni, secondo le previsioni, supereranno quelle dei paesi industrializzati attorno al 2020.
Nel maggio 2006, sono stati avviati sotto l'egida dell'ONU nuovi colloqui globali sul proseguimento della lotta al cambiamento climatico. L’Unione europea auspica che alla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, prevista per dicembre 2007, venga dato il la ai negoziati formali sul nuovo accordo sul cambiamento climatico. L’accordo dovrebbe essere volto ad assicurare l’arresto del cambiamento climatico prima che superi di oltre 2°C la temperatura media globale dei livelli preindustriali. Oltrepassando questa soglia, infatti, il cambiamento climatico potrebbe scatenare su scala planetaria fenomeni irreversibili e molto probabilmente catastrofici.
Per rispettare il limite dei 2°C occorrerà fermare l'aumento delle emissioni di gas ad effetto serra entro il 2020, per poi ridurle progressivamente del 50% (rispetto ai livello del 1990) entro il 2050. Come primo passo, l’UE ha proposto che i paesi industrializzati si impegnino a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 30% (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2020. Anche i paesi in via di sviluppo dovrebbero iniziare a dare il proprio contributo, rallentando la crescita del livello di emissioni. Questi obiettivi, per quanto ambiziosi, sono raggiungibili sia dal punto di vista tecnologico sia da quello economico.
L'UE è inoltre impegnata sul piano internazionale per aiutare i paesi partner ad affrontare il cambiamento climatico. Nel 2005 sono stati sottoscritti numerosi partenariati pionieristici sul cambiamento climatico, in particolare con la Cina e l'India, che prevedono l'identificazione di soluzioni pratiche per la promozione dell’efficienza energetica e dell'uso di energie rinnovabili. Nel quadro del partenariato con la Cina, la Commissione e il Regno Unito sovvenzionano la prima fase dei lavori per la realizzazione nel paese asiatico di un impianto a carbone a emissioni quasi zero. Ciò è possibile grazie a una tecnologia che permette la cattura e lo stoccaggio della CO2 emessa dalla combustione del carbone o di altri combustibili fossili: l’anidride carbonica viene catturata e immagazzinata in formazioni geologiche sotterranee che ne impediscono il rilascio nell'atmosfera.
Insieme al Marocco, la Commissione presiede la Coalizione di Johannesburg per l’energia rinnovabile (JREC), che riunisce gli sforzi di 90 paesi nella promozione dell'energia rinnovabile. Nel 2006, la Commissione ha inoltre inaugurato il Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili (GEEREF), volto a stimolare l’afflusso di capitali privati in progetti riguardanti l’energia sostenibile promossi nei paesi in via di sviluppo e nelle economie in fase di transizione.
I governi europei hanno inoltre stanziato più di 2,7 miliardi di euro per investimenti in progetti di riduzione delle emissioni nel quadro del Protocollo di Kyoto, principalmente nei paesi in via di sviluppo (attraverso l’MSP, il meccanismo di sviluppo pulito), ma anche in altri paesi industrializzati che devono rispettare gli obiettivi di Kyoto (mediante progetti di attuazione congiunta o Joint Implementation, JI). I progetti produrranno crediti di emissione che aiuteranno gli Stati membri dell'UE a raggiungere i loro obiettivi entro il 2012 in modo economicamente efficiente e allo stesso tempo daranno la possibilità di trasferire tecnologie avanzate nei paesi ospiti, sostenendoli nel loro cammino verso lo sviluppo sostenibile. Anche il programma di scambio delle quote di emissione per le imprese europee permette alle aziende interessate di utilizzare crediti MSP e JI. Secondo i dati disponibili, sono in preparazione oltre 2.400 progetti MSP.

