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La Commissione europea contro le pratiche sleali nella filiera alimentare Pubblicato il: 15/07/2014, Ultimo aggiornamento: 22/07/2014

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Il vicepresidente della Commissione, responsabile per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier, ha dichiarato: "In quanto consumatori, tutti noi facciamo acquisti presso i nostri dettaglianti locali ma la catena di approvvigionamento alimentare ha un’evidente dimensione di mercato unico europeo. In questo contesto è necessario disporre di condizioni eque e pari tra le PMI fornitrici e i dettaglianti di prodotti alimentari, da un lato, e i produttori multinazionali e la grande distribuzione, dall’altro, ed è proprio quello che le pratiche commerciali sleali mettono a repentaglio. Il settore ha già compiuto sforzi importanti e preziosi per affrontare comportamenti sleali e dovrebbe continuare a farlo. Gli Stati membri dovrebbero garantire di disporre di quadri normativi efficaci e coerenti per consolidare e integrare le iniziative di autoregolamentazione."

La Commissione europea ha adottato una comunicazione che invita gli Stati membri a cercare il modo di migliorare la protezione dei piccoli produttori e dettaglianti di prodotti alimentari contro le pratiche sleali dei loro partner commerciali spesso molto più forti.

Prima che un prodotto alimentare arrivi fino al consumatore, molti operatori del mercato (produttori, trasformatori, dettaglianti, ecc.) intervengono nella filiera per aggiungere qualità e valore. A causa di sviluppi come una maggiore concentrazione del mercato, vi sono livelli di potere negoziale molto diversi nelle relazioni tra i diversi attori della catena di approvvigionamento. Anche se le differenze nel potere contrattuale sono comuni e legittime nelle relazioni commerciali, questi squilibri possono a volte tradursi in pratiche commerciali sleali,

Comunicato stampa e memo English (en)

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Il vicepresidente della Commissione, responsabile per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier, ha dichiarato: "In quanto consumatori, tutti noi facciamo acquisti presso i nostri dettaglianti locali ma la catena di approvvigionamento alimentare ha un’evidente dimensione di mercato unico europeo. In questo contesto è necessario disporre di condizioni eque e pari tra le PMI fornitrici e i dettaglianti di prodotti alimentari, da un lato, e i produttori multinazionali e la grande distribuzione, dall’altro, ed è proprio quello che le pratiche commerciali sleali mettono a repentaglio. Il settore ha già compiuto sforzi importanti e preziosi per affrontare comportamenti sleali e dovrebbe continuare a farlo. Gli Stati membri dovrebbero garantire di disporre di quadri normativi efficaci e coerenti per consolidare e integrare le iniziative di autoregolamentazione."