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Ritardi nei pagamenti: la Commissione chiede all'Italia e alla Slovacchia chiarimenti nel merito Pubblicato il: 18/06/2014, Ultimo aggiornamento: 20/06/2014

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La Commissione ha deciso di chiedere all’Italia e alla Slovacchia chiarimenti sull'applicazione e sull'attuazione in tali paesi della direttiva dell’UE sui ritardi di pagamento.

In entrambi i casi, la richiesta di informazioni assume la forma di una lettera di costituzione in mora nell’ambito delle procedure di infrazione dell’UE.

Stando alle informazioni di cui dispone la Commissione, la direttiva non è attuata correttamente nell'ordinamento italiano. In seguito alle denunce pervenute alla Commissione, si è appreso che l'amministrazione pubblica italiana paga i corrispettivi per i servizi prestati o per le merci fornite in media dopo 170 giorni e nel settore dei lavori pubblici dopo 210 giorni. Inoltre, alcuni enti pubblici italiani utilizzano contratti che applicano interessi legali di mora chiaramente inferiori all'interesse imposto dalla direttiva, che è pari al tasso di riferimento della Banca Centrale Europea maggiorato di almeno otto punti percentuali. La Commissione è stata inoltre informata della prassi di alcuni enti pubblici italiani che consiste nel posticipare l'emissione delle relazioni sullo stato di avanzamento dei lavori (SAL) al fine di ritardare i dovuti pagamenti alle imprese del settore dei lavori pubblici.

Comunicato stampa