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Il Vice Presidente Tajani promuove la lotta alla contraffazione insieme al Presidente del Senato Grasso

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Lunedì, il Vice Presidente della Commissione Europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, Antonio Tajani, sarà a Roma per partecipare a un evento sulla contraffazione, organizzato dalla Commissione europea, dalla Guardia di Finanza, e dal Senato della Repubblica.

All'evento partecipano il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Vice Presidente di Confindustria, Lisa Ferrarini, il Comandante Generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Giuseppe Peleggi. L'evento si inserisce nel contesto di una campagna di informazione sulla Lotta alla contraffazione e rilancio della crescita. Il volume mondiale degli scambi di merci contraffatte è di 200 miliardi di euro ogni anno con impatto negativo sull'economia.

Tajani ha dichiarato: "I prodotti contraffatti rappresentano un freno alla competitività economica e alla crescita Europea facendo perdere ogni anno centinaia di migliaia di posti di lavoro. Le merci contraffate rappresentano inoltre una seria minaccia alla sicurezza e alla salute del cittadino. Nell'attuale contesto di crisi economica con alti livelli di disoccupazione, è importante impegnarsi in una lotta senza quartiere alla contraffazione usando tutti gli strumenti a nostra disposizione."

Background
Nonostante l'acquisto di un prodotto contraffatto possa sembrare un atto innocente, finalizzato semplicemente al risparmio del singolo consumatore, esso rappresenta un ostacolo alla crescita economica oltre che un incentivo indiretto alla criminalità organizzata, che trova nella contraffazione una delle sue principali fonti di finanziamento.

Le Nazioni Unite stimano il volume annuale degli scambi di merci contraffatte in 200 miliardi di euro, una cifra paragonabile, per dimensioni, a quella del narcotraffico.

La campagna EUStopfakes, lanciata dal Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e dal Commissario Michel Barnier, punta ad alzare il livello di guardia di tutti gli Stati Membri, sensibilizzando l'opinione pubblica sui pericoli del falso, sulla sofferenza di chi è coinvolto nella catena dello sfruttamento - dalla fabbrica al venditore ambulante - e sui danni a lungo termine che la distruzione di attività legittime e la perdita di entrate pubbliche hanno sulla prosperità dell'economia.

1. La contraffazione danneggia l'economia
Il diffondersi di prodotti contraffatti rappresenta un grosso ostacolo alla crescita economica. Queste merci, che imitano marchi affermati e autentici, costando una frazione del prezzo reale, danneggiano fortemente questi ultimi, con forti ricadute negative anche in termini occupazionali. Le piccole e medie imprese da cui l'economia europea dipende fortemente per la creazione di nuovi posti di lavoro, sono particolarmente vulnerabili, avendo a disposizione meno strumenti per contrastare il fenomeno.

La contraffazione tocca una moltitudine di settori: farmaci, moda, cibo, pezzi di ricambio per automobili, elettrodomestici, cosmetici e anche i giocattoli. L'industria della moda è tra le più colpite. I prodotti di moda falsificati rappresentano il 60% dei casi di contraffazione registrati dalle dogane dell'UE, e l’effetto domino è immenso.

Questo settore sostiene quasi 850.000 imprese, la maggior parte delle quali sono PMI, e pesa per il 3% del Pil dell'Unione europea. Tra progettazione, produzione, logistica e vendita al dettaglio, l'industria della moda offre lavoro a più di 5 milioni di persone, rappresentando un comparto importante dell'intero contesto industriale europeo.

Dal 2004 a oggi il settore tessile ha registrato una perdita di circa un milione di posti di lavoro. Allo stesso tempo, il fenomeno della contraffazione, contribuisce ad alimentare il lavoro in nero, sottopagato e per niente tutelato.

Considerevole è anche il danno all'erario. Ogni anno, solo nei Paesi del G20, ben 60 miliardi di euro sono sottratti alle dichiarazioni IVA dal traffico di merci contraffatte.

Nel lungo periodo, uno dei maggiori danni all'economia europea è sicuramente il disincentivo che la contraffazione costituisce per gli imprenditori onesti, scoraggiati dal portare avanti investimenti, soprattutto in ricerca e innovazione, in un contesto in cui la proprietà industriale non viene tutelata. Un mercato sempre più invaso da merci fotocopia, realizzate a prezzi irrisori, senza il minimo rispetto degli standard qualitativi e di sicurezza, risulta molto poco concorrenziale per i prodotti originali.

2. Una vigilanza più coordinata
Nel 2012, con il rafforzamento della normativa doganale europea, sono stati requisiti circa 40 milioni di articoli contraffatti alle frontiere dell'Unione europea, per un valore complessivo di circa 1 miliardo di euro. I pacchi postali e i pacchi trasportati dai corrieri hanno rappresentato circa il 70% degli interventi doganali del 2012, con il 23% dei sequestri del traffico postale costituito da farmaci.

La lotta al fenomeno della contraffazione necessita di un approccio congiunto a livello europeo. É fondamentale, infatti, che tutti gli Stati Ue si impegnino equamente. Purtroppo esistono ancora oggi disparità molto forti tra un Paese e l'altro, sia in termini di quantità che di qualità dei controlli e dei successivi interventi.

Il 92% dei controlli complessivi in Europa sono condotti in appena 10 Stati Ue. Lo squilibrio dipende tanto dalle diverse proporzioni demografiche dei singoli Paesi, quanto, da una diversa sensibilità al fenomeno. Il coordinamento a livello europeo non dovrà puntare solo ad un equilibrio in termini numerici quanto ad un'uniformità anche dal punto di vista qualitativo. I test di sicurezza effettuati in uno Stato membro, dovrebbero poter essere automaticamente utilizzati anche in altri Paesi Ue, senza contare la necessità di sviluppare metodologie di controllo specifiche per i beni ad alto contenuto tecnologico. 

L'Osservatorio europeo sulla contraffazione e la pirateria, istituito per garantire i diritti della proprietà intellettuale, ha finalità di controllo e di coordinamento e affianca gli strumenti di contrasto adottati dai singoli Stati membri.

Gli obblighi di etichettatura, comprendenti l'indicazione d'origine (Made In), rappresenterebbero un ulteriore valido strumento di controllo in tutela delle merci originali, con effetto deterrente per quelle contraffatte. Inoltre, considerata la provenienza estera di gran parte dei prodotti sequestrati alle frontiere europee, diventa imprescindibile la necessità di porre il tema della contraffazione al centro del dibattito con i partner internazionali dell'UE, Cina in primis.

EU Stop Fakes campagna

Guarda il video Stop fakes

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