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Accesso ai finanziamenti per le PMI: l’UE presenta a Roma un programma di agevolazioni

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La disponibilità di crediti per le imprese non finanziarie nella zona dell'euro ha raggiunto il suo picco negativo dall'inizio della stretta creditizia, come risulta dalle ultime cifre della Banca centrale europea

Le piccole e medie imprese, da cui l'UE si attende la creazione dell'85% dei  nuovi posti di lavoro nel settore privato, sono colpite in modo particolarmente duro da questa contrazione e saranno impossibilitate ad investire o ampliare le proprie attività fin quando le condizioni creditizie rimarranno così difficili. La Commissione europea si sta dunque attivando per scavalcare rapidamente la strettoia imposta dai mercati sul finanziamento alle PMI:  dal 2014 al 2020 verranno erogati annualmente 3,5 miliardi di EUR di finanziamenti supplementari per le PMI, facendo leva sul nuovo Programma per la competitività delle imprese e delle PMI (COSME).

Per il successo di COSME è essenziale un partenariato reale tra le istituzioni dell'UE e le organizzazioni finanziarie che concedono alle PMI un accesso al credito. Il vicepresidente Antonio Tajani, Commissario europeo responsabile per le imprese e l'industria, inaugurerà oggi a Roma una serie di eventi, le "Giornate UE per l'accesso ai finanziamenti" – per spiegare in che modo funzioneranno i nuovi strumenti finanziari di COSME e per incoraggiare operatori finanziari di comprovato valore a diventare intermediari di COSME. Le "Giornate UE per l'accesso ai finanziamenti"  saranno organizzate in tutte le capitali dell'UE dall'autunno 2013 alla fine 2014. Il prossimo evento si terrà a Vilnius, Lituania, il 5 novembre 2013.

Tra gli oratori di punta partecipanti alla "Giornata UE per l'accesso ai finanziamenti" che si tiene oggi a Roma vi sono Flavio Zanonato, ministro italiano dello sviluppo economico, Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale della Banca d'Italia; Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Associazione bancaria italiana; Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria e Richard Pelly, CEO del Fondo europeo per gli investimenti.

L'evento  presenterà inoltre le attività imperniate sulle PMI portate avanti dalla Banca europea per gli investimenti nonché altri programmi UE a sostegno delle PMI.

Per saperne di più sulle "Giornate UE per l'accesso ai finanziamenti" consultate il sito: http://ec.europa.eu/enterprise/policies/finance/index_it.htm

Cos'è il nuovo programma COSME? Cosa offrirà alle PMI?

Come ha illustrato il vicepresidente Tajani, il Programma per la competitività delle imprese e delle PMI (COSME), che sarà attivo tra il 2014 e il 2020, è in assoluto il primo programma della Commissione europea esclusivamente consacrato al sostegno alle PMI. COSME è innanzitutto uno strumento per migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, promuoverne l'internazionalizzazione e appianare il loro accesso ai mercati.

COSME porterà avanti per l'essenziale le attività dimostratesi efficaci dell'attuale Programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP), ma si prefigge di meglio rispondere alle esigenze delle PMI rivolgendosi alle categorie di piccole imprese più vulnerabili che sono attualmente sottoservite dal mercato.

Il 60% del bilancio stimato di COSME, pari a 2,3 miliardi di EUR, sarà consacrato a strumenti finanziari, per la messa a disposizione di garanzie e di venture capital al fine di incoraggiare i flussi creditizi e gli investimenti nel settore delle PMI. COSME costituirà un meccanismo di garanzia per i prestiti alle PMI fino a un importo di 150 000 EUR, con un'attenzione particolare per le PMI che altrimenti avrebbero difficoltà a ottenere finanziamenti. Lo strumento di capitale proprio messo a punto da COSME stimolerà la disponibilità di venture capital soprattutto nelle fasi di espansione e di crescita delle PMI.

Il sostegno di COSME perverrà alle PMI per il tramite di intermediari finanziari rispettabili presenti nei paesi – come le banche, le società di leasing, le società di mutua garanzia o i fondi di capitale di rischio – per assicurare che il credito sia quanto più accessibile possibile. Per tener conto della diversità del mercato finanziario delle PMI in Europa COSME consentirà agli intermediari finanziari di creare prodotti individuali più adatti alle esigenze delle PMI nel loro mercato particolare.

Il bilancio di COSME servirà inoltre a portare avanti molti degli efficaci programmi già in corso, tra cui il cofinanziamento della rete Enterprise Europe con i suoi più di 600 uffici nell'UE e oltre. COSME sosterrà inoltre l'internazionalizzazione delle PMI, il programma Erasmus per giovani imprenditori, l'educazione all'imprenditorialità, gli help desk sui diritti di proprietà intellettuale e la riduzione degli oneri amministrativi.

Quali sono i risultati che ci si attendono da COSME?
L'impatto del programma sarà enorme. Gli strumenti finanziari supportati da COSME porteranno probabilmente a un aumento annuo di 3,5 miliardi di EUR di prestiti addizionali per le imprese dell'UE o di investimenti nelle stesse. Annualmente COSME dovrebbe contribuire a un aumento del PIL dell'UE pari a 1,1 miliardi di EUR e aiutare 40 000 aziende a creare o mantenere 30 000 posti di lavoro e avviare 1 200 nuovi prodotti, servizi o processi d'impresa.

La tipica PMI destinataria degli aiuti: meno di 10 dipendenti, 65 000 EUR di credito garantito

Nell'ambito del precedente programma della Commissione europea a sostegno della competitività (CIP) le garanzie sui prestiti erano usate per stimolare i prestiti agli imprenditori o alle piccole imprese che di norma non avrebbero avuto sufficienti garanzie collaterali per ottenerlo. Il 90% delle 220 000 PMI di tutt'Europa che fino alla fine del 2012 hanno beneficiato degli interventi del CIP aveva 10 dipendenti o anche meno: si tratta per l'appunto della categoria che trova maggiori difficoltà a ottenere un prestito.

Ma grazie al CIP il prestito garantito medio che queste piccole imprese hanno ricevuto è stato di 65 000 EUR. Entro la fine di dicembre 2012 gli strumenti finanziari del CIP avevano mobilitato più di 13 miliardi di EUR di prestiti e più di 2,3 miliardi di venture capital. Risultati analoghi saranno raggiunti anche nell'ambito di COSME, in forma leggermente più mitigata per il fatto che COSME si occuperà in particolare delle PMI che senza il suo sostegno avrebbero difficoltà ad accedere a finanziamenti esterni.

L'accesso ai finanziamenti è estremamente difficile per le PMI

Dalle indagini realizzate emerge che le PMI dell'UE dipendono in ampia misura dai prestiti bancari per il loro finanziamento esterno e che esse dispongono di pochissime alternative: il 30% delle imprese ricorre a prestiti bancari e il 40% a linee creditizie bancarie o a scoperti di conto. Per il 63% delle PMI i prestiti bancari sono anche la soluzione di finanziamento esterno privilegiata per centrare gli obbiettivi di crescita dell'azienda.

Con la crisi economica le banche sono molto meno inclini ad assumersi rischi, pretendono margini più elevati a copertura del rischio e offrono condizioni più rigorose. La difficoltà nell'accesso ai crediti è tra le principali preoccupazioni (15%) delle PMI: secondo l'ultima indagine della Commissione europea circa un terzo delle PMI non ha ottenuto i finanziamenti previsti. I più recenti dati della Banca centrale europea (BCE) indicano che l'attività di prestito complessiva al settore privato non finanziario rimane debole.

Perché abbiamo bisogno di un programma specifico per sostenere i finanziamenti alle PMI?

Nonostante la loro importanza per l'economia le PMI si trovano ad affrontare sfide particolari in materia di accesso ai finanziamenti soprattutto a causa di asimmetrie nell'informazione. Mentre le PMI sono capaci di articolare chiaramente l'interesse commerciale legato alla creazione e all'espansione delle loro attività gli organismi mutuanti tendono ad essere inadeguatamente attrezzati per valutare i rischi legati ai modelli commerciali delle PMI e spesso prendono decisioni soltanto sulla base delle cifre che figurano in bilancio. Ma molte PMI non hanno bilanci sufficientemente solidi per soddisfare i criteri dei prestatori, soprattutto se il valore della PMI risiede nella proprietà intellettuale, in una solida clientela o in altri asset che non possono essere adeguatamente rappresentati da una rendicontazione finanziaria.

Le conseguenze della crisi debitoria hanno anche colpito in modo proporzionato i prestiti alle PMI. Rispetto alle più grandi imprese le PMI si sono sempre trovate ad affrontare problemi strutturali per quanto concerne l'accesso ai finanziamenti. Ma queste problematiche sono state esacerbate dalla crisi finanziaria. Nell'ultimo biennio, come risulta dalle statistiche della BCE, quasi un terzo delle PMI che hanno chiesto prestiti bancari se li sono visti rifiutare o hanno ottenuto meno di quanto chiedevano.

Gli intermediari finanziari rappresentano un'ancora di salvezza essenziale
L'UE fa leva sia sulla legislazione sia sul limitato bilancio UE  per contrastare l'attuale, predominante riluttanza a investire nelle PMI e a concedere loro prestiti. Si seguono due approcci generali, il primo consistente nel sostenere l'erogazione di prestiti alle PMI, migliorando così il loro accesso al credito, e il secondo volto a stimolare gli investimenti nelle PMI, ad esempio attraverso coinvestimenti con i fondi di venture capital.

L'accesso all'assistenza creditizia avviene per il tramite di intermediari finanziari selezionati. Tra essi vi sono le banche, i locatori, le società di garanzia reciproca, gli erogatori di microfinanziamenti e i fondi di venture capital. L'UE garantisce parte dei rischi che essi si assumono e, l'esperienza insegna, la partecipazione ai programmi UE per l'accesso ai finanziamenti fa sì che essi forniscano alle PMI un volume di prestiti maggiore di quanto avrebbero concesso altrimenti. Questo approccio produce inoltre un notevole effetto di leva: il programma CIP ha riscontrato che ogni euro speso dall'UE per garanzie agli intermediari finanziari che concedono prestiti alle PMI si è tradotto in 30 euro resi disponibili per l'impresa beneficiaria.

Al di là di questo effetto moltiplicatore, il ricorso agli intermediari finanziari presenta anche altri vantaggi: un impatto politico, poiché gli intermediari finanziari che partecipano al meccanismo s'impegnano ad applicare condizioni atte ad incentivare vigorosamente i crediti alle PMI e contribuiscono quindi alla realizzazione delle politiche UE, ma anche l'accesso al know-how istituzionale nella forma dell'esperienza accumulata dagli intermediari finanziari.

In quali altri modi il finanziamento delle PMI è sostenuto dall'UE?

COSME sarà integrato da finanziamenti per le imprese impostate sulla ricerca e l'innovazione nell'ambito del programma Orizzonte 2020.
Diverse misure saranno inoltre attuale dal Gruppo BEI (la Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti) come anche nel quadro dei Fondi strutturali e di investimento europei o  del Programma per l'occupazione e l'innovazione sociale e saranno correlate a specifici obiettivi strategici.

L'accordo Basilea 3 assicurerà anche in futuro i prestiti bancari alle PMI
La Commissione europea ha inoltre proposto provvedimenti legislativi volti a migliorare l'efficienza dei mercati finanziari. è stato raggiunto l'accordo definitivo sul riesame della direttiva sui requisiti patrimoniali, Basilea 3 (MEMO/13/338).

Il nuovo quadro renderà le banche più solide. Al fine di garantire un adeguato flusso di credito alle PMI nel difficile contesto economico attuale, le nuove regole introdurranno una riduzione dei requisiti patrimoniali per le esposizioni delle banche verso le PMI mediante l'applicazione di un fattore di sostegno dello 0,76. Ciò fornirà agli enti creditizi un incentivo adeguato ad aumentare la disponibilità di credito per le PMI.

Una migliore integrazione del mercato del venture capital

La proposta relativa ai "Fondi europei per il venture capital"(REGULATION (EU) No 345/2013), sulla quale il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto una posizione comune nell'aprile 2013, faciliterà la raccolta di capitali transfrontalieri e creerà un vero mercato interno dei fondi per il venture capital. Essa consentirà agli investitori di venture capital di operare in modo più efficiente nell'UE. Con l'aiuto di un passaporto europeo i gestori dei fondi potranno commercializzare i loro fondi in tutta l'UE. Vedi anche: MEMO/13/209

Migliorare l'accesso delle PMI ai mercati dei capitali

La Commissione europea sta inoltre cercando di sviluppare un quadro per un finanziamento a lungo termine per le PMI migliore, più efficiente e più diversificato che contribuisca ad attrarre maggiori investimenti privati. Una delle soluzioni è migliorare l'accesso delle PMI ai mercati dei capitali: gli investitori potrebbero essere incoraggiati a investire di più nelle PMI mediante una maggiore visibilità dei mercati delle PMI e da una maggiore evidenza delle PMI e mid-cap quotate.

Due nuove proposte per attrarre gli investitori mediante una maggiore visibilità dei mercati delle PMI e delle PMI quotate:

• Una proposta di direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID), volta a sostenere lo sviluppo di mercati azionari specializzati in PMI.
• Una proposta di modifica della direttiva sulla trasparenza al fine di migliorare le informazioni relative alle PMI quotate.

Le iniziative UE realizzate finora per accrescere i prestiti alle PMI

A tutto il 31 dicembre 2012 il Programma quadro per la competitività e l'innovazione dell'UE ha mobilitato più di 15 miliardi di EUR per finanziare le PMI.

• Con un bilancio di 1,1 miliardi di EUR il programma CIP ha già contribuito a mobilitare più di 16 miliardi di EUR per le PMI in tutta l'Europa.
• Grazie al suo meccanismo di garanzia per le PMI (SMEG) il CIP ha già aiutato più di 220 000 PMI ad accedere a prestiti per più di 13 miliardi di EUR.
• Attraverso lo strumento a favore delle PMI innovative a forte crescita (GIF) gli investimenti con finanziamento CIP in fondi di capitale di rischio hanno già supportato gli investimenti in più di 300 PMI a forte crescita con un importo superiore a 2,3 miliardi di EUR.

Il Programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP, 2007-2013)
Il programma CIP (2007-2013) aiuta le PMI a trovare i finanziamenti di cui hanno bisogno per operare, svilupparsi o crescere nei loro diversi stadi di sviluppo.

CIP mira a rendere più semplici i finanziamenti per le PMI tramite lo sviluppo del loro più importante canale di finanziamento esterno: un prestito bancario. Ciò è di fondamentale importanza per la stragrande maggioranza delle PMI. Il programma prevede anche misure mirate per le particolari esigenze delle PMI ad elevato potenziale di crescita, per le quali gli investimenti azionari possono essere più adatti come fonte di finanziamento.

Gli strumenti finanziari del CIP sono gestiti dal Fondo europeo per gli investimenti tramite intermediari finanziari nazionali e regionali (ad es. banche e fondi per il venture capital) negli Stati membri dell'Unione europea.
L'architettura del programma incoraggia le istituzioni finanziarie a fornire a condizioni favorevoli finanziamenti supplementari alle PMI.

Garanzie su prestiti. Sono disponibili per le PMI prestiti garantiti dall'UE:

• le imprese piccole e giovani hanno maggiori probabilità di ottenere dal prestatore (intermediario finanziario) solo una parte del finanziamento richiesto e, in molti casi, la loro richiesta può venire respinta del tutto. In questo caso interviene il sostegno sotto forma di prestiti garantiti dall'UE;
• sono offerte alle banche garanzie per dare alle PMI accesso al credito bancario a condizioni di favore;
• nell'ambito del meccanismo di garanzia per le PMI (SMEG) un ente prestatore può beneficiare della garanzia dell'UE qualora intenda erogare prestiti alle PMI. Con la garanzia dell'UE le banche possono concedere prestiti a categorie di clienti più rischiose (giovani imprese, imprenditori senza antecedenti in materia di prestiti o senza garanzie sufficienti, ecc.) o semplicemente erogare alle PMI prestiti più consistenti.

Un migliore accesso ai finanziamenti azionari:

• le imprese fortemente innovative di piccole dimensioni comportano una tipologia di rischio che viene raramente accettata dai fornitori di finanziamento tradizionali e hanno pertanto bisogno di un sostegno su misura diverso dal credito bancario;
• la metà delle risorse CIP destinate all'accesso delle PMI ai finanziamenti sono investite dal Fondo europeo per gli investimenti in fondi per il venture capital che, a loro volta, investono nelle start-up e nelle PMI ad alto potenziale di crescita;
• il meccanismo a favore delle PMI innovative e a forte crescita (GIF), fornisce un apporto di capitale — di norma dell'ordine di milioni di euro — alle PMI innovative nelle diverse fasi del loro sviluppo.

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