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Ridurre la burocrazia per stimolare la crescita

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Lo scorso ottobre a Bruxelles, il Vice Presidente della Commissione europea Antonio Tajani è intervenuto in una conferenza sulla necessità per la pubblica amministrazione di diventare più business-friendly.

Per prosperare, le imprese necessitano di servizi pubblici efficienti e produttivi. In un panorama di ristagno degli investimenti e debole accesso ai finanziamenti, le aziende europee non possono permettersi di occuparsi di montagne di scartoffie burocratiche. La Commissione europea sta cercando il modo di semplificare i processi amministrativi e normativi consentendo alle aziende di concentrarsi su questioni più importanti per il proprio business.

Le procedure burocratiche che richiedono molto tempo ed energie sono il nemico di qualsiasi azienda. È per questo che un’amministrazione pubblica “intelligente” è fondamentale per la competitività industriale e la crescita economica.

Le aziende si trovano troppo spesso ad affrontare lunghe procedure fiscali che si traducono, ad esempio, in un’eccessiva quantità di tempo speso per la compilazione delle dichiarazioni fiscali. In Lussemburgo, Irlanda, Estonia e Finlandia, ci vogliono meno di 100 ore per adempiere alle regole di dichiarazione dei redditi, mentre in Repubblica Ceca e Bulgaria, ce ne vogliono più di 400. Nel complesso, un’azienda europea spende in media 193 ore annue in procedure di conformità fiscale.

Oltre alle tasse, le procedure per le start up contribuiscono ad ostacolare la crescita. Il Consiglio Competitività del maggio 2011 ha stabilito che gli Stati membri dovrebbero permettere alle nuove imprese di esser create in tre giorni ad un costo massimo di 100 €. Anche se sono stati compiuti dei progressi, questo obiettivo non è mai stato raggiunto: in Belgio, Portogallo, Paesi Bassi e Ungheria, ci vogliono meno di cinque giorni per avviare la propria azienda, mentre a Malta, in Polonia, Spagna e Austria ce ne vogliono più di 20. In media, ci vogliono 5,4 giorni a un costo di 372€.

Naturalmente le aziende dovrebbero rispettare le leggi locali, nazionali ed europee. Tuttavia, in risposta al 74% degli europei che ritiene che l'UE generi troppa burocrazia, la Commissione sta facendo uno sforzo al fine di snellire la legislazione e migliorare - o abrogare - alcune leggi comunitarie.

La Direzione generale per le Imprese e l'industria ha organizzato una conferenza per la pubblica amministrazione nel mese di ottobre 2013, al fine di mettere in evidenza le migliori pratiche e individuare le procedure burocratiche particolarmente opprimenti. Alla conferenza, il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e i Vice Presidenti Antonio Tajani e Maroš Šefčovič hanno evidenziato il ruolo chiave delle amministrazioni pubbliche nell'attuazione di politiche che favoriscano la crescita, invitando i governi a rendere le amministrazioni in tutta Europa più business-friendly.

Inoltre, la Commissione ha avviato il Regulatory Fitness and Performance Programme (REFIT), che contribuirà ad identificare i punti di forza e di debolezza nei processi di regolamentazione negli Stati membri e a catalizzare il cambiamento in tutta l'UE. La Commissione sta inoltre incoraggiando gli Stati membri a prendere in considerazione le piccole e medie imprese (PMI), che sono particolarmente vulnerabili alla burocrazia, al fine di massimizzare l'impatto delle procedure di semplificazione. Attualmente, solo una manciata di Stati membri ha incluso un esame delle PMI nelle proprie analisi delle opzioni normative e del processo decisionale.

L'impegno della Commissione europea sulla riduzione della burocrazia ha già dato risultati tangibili, tra cui la Direttiva Quadro sulle Acque, il Codice frontiere Schengen, la direttiva sui diritti dei consumatori, e molti altri. In totale, la Commissione ha approvato 660 iniziative volte a semplificare la regolamentazione e favorire la crescita, con una conseguente riduzione del 26% del carico amministrativo.

Anche se questo è senza dubbio un passo che va nella giusta direzione, Antonio Tajani pensa che l'UE può fare di meglio. “Abbiamo raggiunto l'obiettivo stabilito dallo Small Business Act per ridurre il peso della burocrazia del 25%, con un risparmio stimato - in particolare per le PMI – a 30,8 miliardi di euro” ha detto a ottobre. “Ma vogliamo andare oltre. Per questa ragione abbiamo già proposto misure di semplificazione che riguardano il 33% delle procedure burocratiche, per un risparmio complessivo annuo di oltre 41 miliardi di euro”.

Esempi di buone pratiche

Anche se l'Unione europea deve continuare ad avanzare in modo collettivo, alcuni Stati membri hanno dimostrato di avere più lungimiranza e flessibilità e hanno iniziato a prendere misure per frenare la burocrazia.

Il Regno Unito, per esempio, ha introdotto la regola “one-in, two-out” nel gennaio 2013. Progettata per ridurre il numero di pratiche burocratiche imposte alle imprese, il regolamento prevede che tutte le nuove procedure amministrative quantificabili siano compensate con la rimozione o la modifica di un regolamento esistente - i cambiamenti si traducono quindi in risparmi che rappresentano il doppio rispetto ai nuovi costi.

Il Portogallo, a sua volta, sta lanciando un programma per affrontare le lunghe procedure per le licenze industriali. Le nuove procedure classificheranno le industrie in tre gruppi in base al rischio a cui espongono i cittadini e l'ambiente. Quelle nelle categorie di rischio basso e medio - che comprendono oltre il 90% del totale delle industrie – saranno soggette a licenze meno rigide, mentre saranno accelerate le procedure per le industrie della categoria di rischio più elevato.

Infine, nel tentativo di semplificare il pagamento delle tasse, dazi e servizi, la Lettonia ha introdotto nel 2012 un ufficio di pagamento elettronico chiamato 'eKase' (eCash), che ha reso le procedure amministrative più facili per gli imprenditori. In questo modo, i requisiti semplificati riducono il tempo necessario per il pagamento delle imposte di quasi il 10%.

Per contattarci

Maggiori informazioni sono disponibili on-line all'indirizzo

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/president/news/archives/2013/10/20131002_2_en.htm

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