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Tajani: Un caricabatterie unico per piccoli dispositivi elettronici

25/04/2013 Mercato unico
Tutti i diritti riservati © Nadezda Cruzova/Shutterstock

Un recente rapporto evidenzia che l’iniziativa della Commissione Europea del 2009, finalizzata a uniformare i caricabatterie per telefoni cellulari, sta dando risultati. Grazie all’accordo, che è stato raggiunto con i produttori di caricabatterie per telefoni cellulari, tramite un Memorandum of Understanding (MoU), la maggior parte dei nuovi dispositivi immessi sul mercato attualmente supporta un caricabatterie compatibile, basato su tecnologia Micro-USB. Purtroppo, il MoU è scaduto al termine del 2012. In un’intervista a Enterprise & Industry Magazine, il Vice-Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani ha discusso circa l’importanza di uniformare i caricabatterie elettronici e quali sono i passi che la Commissione intende intraprendere per ottenere dei risultati.

E&I Magazine: Qual è la situazione per quanto riguarda i caricabatterie per telefoni cellulari?

Tajani: Esistono così tanti piccoli dispositivi elettronici, come macchine digitali, tablet, dispositivi GPS e riproduttori musicali e una miriade di diversi caricabatterie”, ha affermato Tajani. “Il caricabatterie comune standard per telefoni cellulari è sono un inizio. Sono certo che la maggior parte dei cittadini europei accoglierebbe di buon grado un caricabatterie unico per tutti i piccoli dispositivi elettronici. Ci risparmieremmo milioni di tonnellate di rifiuti elettronici e avremmo bisogno di meno materie prime – offrendo, allo stesso tempo, comfort e convenienza ai consumatori.

Questo progetto ha portato benefici ai cittadini. Una recente relazione di avanzamento, fornita dai firmatari del MoU, ha rivelato che sono stati rispettati gli obblighi, in base al MoU. Circa il 90% dei nuovi dispositivi immessi sul mercato, alla fine del 2012, supporta la capacità di caricamento comune.

Considerato che l’attuale MoU è scaduto al termine del 2012, non vorremmo vedere un ritorno ai caricabatterie incompatibili che abbiamo avuto quattro, cinque anni fa. Pertanto, la Commissione ha chiesto ai firmatari del MoU di estendere l’accordo per un altro anno, ben prima della data di scadenza.

Onestamente, non ho molto gradito la notizia che la maggior parte dei firmatari non era d’accordo rispetto a tale estensione. Sono deluso. siamo spesso accusati di creare leggi non necessarie ma, in questo caso, mi pare indubbio che i cittadini europei apprezzerebbero di gran lunga la compatibilità di dispositivi e caricabatterie.

Un accordo volontario tra i produttori sarebbe sempre la soluzione ideale ma, se non esiste una soluzione, chiederò ai miei collaboratori di preparare una bozza d'iniziativa legislativa che ne assicuri la compatibilità. Ho già chiesto loro di valutare l’impatto di diverse opzioni di follow-up, incluso a livello legislativo.

E&I Magazine: Quali sono le difficoltà e gli aspetti che dovrebbero essere migliorati?

Tajani: Le aziende fanno notare che stanno ancora esplorando soluzioni tecniche per il caricamento, inclusi caricabatterie wireless, che rispondono alle nuove necessità. Sostengono anche che le attuali specifiche del MoU non sarebbero compatibili con gli smartphone di potenza maggiore.

Considero tutto ciò molto seriamente, ma ci sono anche decine di milioni di clienti che sarebbero felici di preoccuparsi meno dei loro caricabatterie, se potessero semplicemente chiedere in prestito ad un amico o ad un collega un caricabatterie di una marca diversa, qualora i loro smartphone si scaricassero in una qualsiasi spiacevole situazione.

E&I Magazine: A lungo termine, crede nel valore di un sistema obbligatorio uniformato nell’Unione Europea?

Tajani: Invitiamo l’industria a fare proposte per tecnologie di caricamento uniche, concordare insieme di immetterle sul mercato e informare regolarmente la Commissione sugli sviluppi del mercato e della tecnologia. Siamo determinati a creare uno standard di caricamento unico. Preferisco sempre accordi volontari e terrei in considerazione la legislazione solo come ultima istanza. Sono ottimista sul fatto che possiamo scegliere la strada più semplice ed evitare nuove leggi.

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