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Cooperazione transatlantica UE/USA: aiutare le PMI a diventare internazionali

Tutti i diritti riservati © pagadesign/iStockphoto/fotolia

Aiutare le piccole e medie imprese (PMI) a penetrare nei mercati dall’altra parte dell’Atlantico è stato il tema centrale del quarto Workshop UE-USA sulle PMI, tenutosi a Washington, DC, il 3 e 4 dicembre 2012. Nel corso dell'evento, due reti di sostegno alle imprese – l’Enterprise Europe Network della CE e l’International Trade Administration statunitense – hanno sottoscritto un memorandum d’intesa sulla promozione della cooperazione. Le aree specifiche di collaborazione comprendono la promozione di eventi e di attività di partnership commerciale per le piccole e medie imprese, la partecipazione a seminari settoriali o tematici e lo scambio di informazioni sulle opportunità di networking per le PMI.

“Dobbiamo collaborare per comprendere come aiutare le PMI a sfruttare appieno il potenziale economico del mercato globale”, ha dichiarato Daniel Calleja Crespo, Direttore Generale, DG Imprese e industria. “Un’azienda internazionale cresce più velocemente, fa aumentare più rapidamente i posti di lavoro e paga stipendi più alti rispetto alle PMI non esportatrici”.

Il workshop UE-USA è un approfondimento degli obiettivi descritti nella lettera di intenti, sottoscritta a maggio 2012, dal vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani e dal Sostituto Segretario del Commercio degli Stati Uniti, Rebecca Blank.

Scambio di opinioni UE/USA per una politica moderna a favore delle PMI

Il workshop ha affrontato diversi temi, ecco alcuni punti salienti:

  1. Utilizzo di crowd funding per migliorare l’accesso ai finanziamenti: il finanziamento di nuovi investimenti è un problema comune per le PMI, sia negli USA, sia nell’UE.In questo contesto, è stata dedicata particolare attenzione al “crowd funding”, in cui gli investitori si impegnano in uno sforzo collettivo per collegare e condividere le proprie risorse su Internet. Il crowd funding è sempre più utilizzato per il finanziamento di società start-up, lo sviluppo di invenzioni e la ricerca scientifica.
    Sono stati effettuati colloqui iniziali, al fine di condividere le opinioni sulle modalità di regolamentazione del mercato del crowd funding e su come tale finanziamento potrebbe influenzare i cosiddetti “business angels” e il capitale di rischio formale.
  2. Miglioramento delle informazioni sugli standard di prodotto: entrambe le parti stanno valutando la possibilità di uno sportello unificato in Rete, che informi le PMI sulle norme in materia di accesso al mercato. Questa strategia ha avuto successo con il portale web degli standard UE-Cina, il CESIP (China-Europe Standardization Information Platform). È stato inoltre discusso il rafforzamento della cooperazione in materia di diritti di proprietà intellettuale (DPI).
  3. Promuovere l’imprenditorialità per convincere un maggior numero di europei e americani a diventare imprenditori: i dibattiti hanno evidenziato i programmi esistenti rivolti alle PMI per giovani e donne. Gli Stati Uniti hanno fornito una panoramica dello Start Young Program e informazioni di base sullo Women Business Center Program, che sostiene oltre 50 imprenditrici.
  4. Determinazione del ruolo e della mappatura dei cluster: sono state affrontate politiche che promuovono le PMI, fornendo loro un’infrastruttura comune in cluster (TIC, ricerca, finanziamenti e DPI). Un esempio in materia, che ha già avuto grande successo è la European Cluster Alliance.

Scala dei contatti transatlantici per il commercio e gli investimenti UE/USA

Le PMI rappresentano oltre il 90 per cento del numero totale di imprese, sia nell’Unione Europea, sia negli Stati Uniti. In effetti, i contributi delle PMI all’innovazione, al fatturato e all’occupazione sono incredibili. Ad esempio, negli ultimi 15 anni, due terzi dei nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti sono stati generati da piccole e medie imprese. Ecco altri dati importanti:

  • In beni e servizi: Unione europea e Stati Uniti sono reciprocamente i più importanti partner commerciali, con oltre 650 miliardi di euro l’anno in scambi commerciali, ossia 1,8 miliardi di euro al giorno.
  • Le esportazioni dell'UE verso gli Stati Uniti sono tre volte superiori rispetto a quelle verso la Cina e sette volte maggiori di quelle verso il Giappone.
  • 15 milioni di posti di lavoro sono legati all’economia transatlantica.
  • Il totale degli investimenti statunitensi nell’Unione Europea è tre volte superiore a quello in tutta l’Asia, mentre gli investimenti dell’UE negli USA sono otto volte superiori a quelli in India e Cina insieme.