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Opportunità per il tessile e l’abbigliamento euromediterranei

© Frank Gärtner

Le parti interessate provenienti dagli Stati membri dell’UE e dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale si sono incontrate a Milano per discutere di come promuovere la competitività delle imprese attraverso una più stretta collaborazione.

L’importanza dell’industria tessile e dell’abbigliamento per entrambe le sponde del Mediterraneo è indubbia. Stando ai dati forniti da Euratex, l’Organizzazione europea del settore tessile e dell’abbigliamento, nel 2010 il fatturato del comparto nell’UE ha superato i 172 miliardi di euro, con oltre 34 miliardi di euro di esportazioni verso Paesi terzi. Le quasi 150 000 imprese operanti nel settore, inoltre, occupano circa 1,9 milioni di persone.

Per i Paesi del Mediterraneo, l’importanza del settore tessile e dell’abbigliamento è ancora più evidente. I tessili rappresentano, infatti, il principale prodotto di esportazione per Tunisia, Marocco e Giordania, mentre in Egitto e in Siria sono secondi solo ai prodotti petroliferi. In Turchia, Tunisia, Marocco, Egitto, Siria e Giordania, il tessile e l'abbigliamento rappresentano tra il 30 e il 50 per cento dell’occupazione nel settore industriale.

In questo contesto circa 75 partecipanti si sono riuniti nella sede della Camera di commercio di Milano per una conferenza annuale che consente alle parti interessate dell'industria tessile e dell'abbigliamento di rafforzare la cooperazione attraverso lo scambio di informazioni e di buone prassi. La conferenza di quest’anno, dal titolo “Challenges and Opportunities for the Textiles and Clothing Sector in the Euro-Mediterranean Region” (“Sfide e opportunità per il settore tessile e dell’abbigliamento nella regione euromediterranea”) ha visto la partecipazione di imprese, associazioni del commercio, università, ministeri nazionali, agenzie pubbliche e organizzazioni europee, tra cui la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Fondazione europea per la formazione professionale e l’Agence Française de Développement.

I vantaggi offerti ai Paesi del Mediterraneo meridionale da un partenariato euromediterraneo nell’industria tessile e dell’abbigliamento sono unanimemente riconosciuti. Rappresentando il 50 per cento delle esportazioni di prodotti finiti, infatti, negli ultimi vent’anni il comparto è stato il principale protagonista degli scambi tra questi Paesi e l’UE. Al contempo, le imprese europee possono trarre vantaggio dalla catena del valore del tessile e dell’abbigliamento. La posizione geografica rappresenta, infatti, un fattore positivo per le imprese dell’UE, dal momento che le aziende sull'altra sponda del Mediterraneo sono in grado di evadere gli ordini più rapidamente rispetto ai loro concorrenti in Asia. Il miglioramento della situazione economica nel bacino del Mediterraneo meridionale, inoltre, dovrebbe agevolare la nascita e il consolidamento della democrazia nei Paesi della regione.

Come affrontare le sfide per le PMI

Per quanto i vantaggi offerti dalla collaborazione siano indiscussi, non mancano comunque le sfide, soprattutto per le piccole e medie imprese (PMI) di entrambe le sponde del Mediterraneo che si trovano a dover competere con i concorrenti asiatici.

Il comparto, inoltre, deve sapere rispondere a sfide come l’innovazione, in modo da potersi adeguare ai cambiamenti globali nella domanda dei consumatori. Per farlo, sono fondamentali le competenze professionali e imprenditoriali. Un’autentica politica di sviluppo bilaterale, intesa a realizzare una piena integrazione del mercato, dovrebbe assicurare benefici a entrambe le sponde del Mediterraneo.

Molti partecipanti alla conferenza provenienti dai Paesi del Mediterraneo, tra cui Waleed El Nozahy, presidente esecutivo dell’Unità tecnica dell’Accordo di Agadir, hanno invocato un approccio comune. Secondo Waleed El Nozahy, nei quattro Paesi firmatari dell’accordo (Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania) molti imprenditori non hanno ancora la mentalità giusta per avviare una collaborazione. Una delle sfide principali, ha spiegato, consiste nel far capire alle PMI che una simile collaborazione aiuterà a tenere lontana la concorrenza delle imprese asiatiche. Ha aggiunto che per promuovere la collaborazione, però, i Paesi firmatari dell’accordo hanno bisogno di un coinvolgimento convinto da parte dell'UE, dal momento che la cooperazione intraregionale non è di per sé sufficiente.

Francesco Marchi, direttore generale di Euratex, la voce dell’industria tessile e dell’abbigliamento europea, ha dichiarato: “È vero, i Paesi del Mediterraneo dovrebbero essere una regione di produzione. Noi possiamo dare una mano, ma deve esserci reciprocità. La cooperazione deve andare a vantaggio di tutti i Paesi”.

Ai delegati sono state poi presentate le reti che offrono sostegno alle imprese. Al termine della presentazione, Jean-Francois Aguinaga, capo dell’Unità per le Industrie tessili, dell’abbigliamento e forestali presso la Commissione europea, ha osservato: “Ciò che conta è che le porte siano aperte e che continui il dialogo. Il nostro compito è informare su come avvalersi di queste reti, altrimenti le PMI non saranno in grado di orientarsi". Aguinaga ha sottolineato, infine, l’importanza di fare un bilancio delle iniziative intraprese, per verificare se hanno contribuito alla creazione o alla conservazione di posti di lavoro e all’aumento del fatturato.

Come finanziare le opportunità di collaborazione

Nei due giorni di lavoro, il 12 e il 13 marzo 2012, la conferenza di Milano ha affrontato anche molti altri temi, riflettendo, tra l’altro, su come finanziare lo sviluppo dell’industria tessile e dell’abbigliamento. La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) sta già provvedendo in tal senso, sostenendo progetti che sono spesso considerati troppo rischiosi dalle banche commerciali. Tradizionalmente, la BERS aiuta le imprese del settore nell’Europa orientale, regione per cui era stata inizialmente istituita, mentre ora sempre più spesso interviene a sostegno delle imprese del Mediterraneo, ha spiegato Charlotte Ruhe, direttore del dipartimento per il sostegno alle piccole imprese presso la stessa BERS. Charlotte Ruhe ha aggiunto che le PMI che hanno beneficiato dei finanziamenti della BERS hanno registrato un aumento del fatturato, della produttività e dell’occupazione.

L’Agence Française de Développement (AFD), agenzia internazionale francese per lo sviluppo, ha presentato due degli strumenti della sua “cassetta degli attrezzi” per creare valore aggiunto e posti di lavoro di qualità nei Paesi del Mediterraneo meridionale. Dal lato della domanda, il programma per il rafforzamento delle capacità commerciali favorisce la creazione di distretti (cluster) locali. Dal lato dell’offerta, invece, ARIZ, uno strumento per la ripartizione del rischio pensato per agevolare l’accesso al credito in Africa, riduce il rischio sostenuto dalle banche nell’erogare prestiti alle PMI. Questi strumenti sono facilmente accessibili attraverso le rappresentanze dell’AFD in loco.

La conferenza, infine, ha messo in rilievo numerose altre opportunità di collaborazione, dalla ricerca e l’innovazione allo sviluppo di capacità e competenze (cfr. riquadro).

Le reti mettono in contatto le imprese del tessile

Una delle reti che hanno partecipato alla conferenza di Milano è l’Enterprise Europe Network, rappresentata da Serdal Temel, a capo del gruppo settoriale per il tessile e dell’abbigliamento. La rete, finanziata dalla Commissione europea attraverso il Programma quadro per la competitività e l’innovazione, conta 600 organizzazioni il cui compito è aiutare le imprese di 50 Paesi a collaborare. L’anno scorso, il partner della rete a Smirne, in Turchia, ha promosso 31 partenariati tra imprese con sede in Turchia e nell'UE, per un valore di 7,2 milioni di euro: circa il 10 per cento del totale riguarda l'industria tessile e dell'abbigliamento.

I progetti in grado di avvicinare le due sponde del Mediterraneo non mancano. EU-MED Gateway, per esempio, è una piattaforma che agevola l'avvio di partenariati strategici tra imprese attive nel settore della tecnologia per il tessile e per l’abbigliamento. Le imprese e le associazioni possono registrarsi gratuitamente e avere così accesso a una serie di contatti e informazioni su tessili tecnici, norme di prova, diritti di proprietà intellettuale e molti altri temi. Al momento, EU-MED Gateway sta valutando come migliorare i servizi offerti sfruttando le funzionalità del Web 2.0, in modo da promuovere ulteriormente i partenariati transfrontalieri, ha affermato Anilkumar Dave, capo dell’Unità per l’innovazione e il trasferimento di tecnologie presso Treviso Tecnologia.

TexTechMed, anch’esso presente alla conferenza di Milano, ha portato a termine con successo un  progetto della durata di un anno volto a riunire i diversi attori del settore del tessile tecnico, vale a dire quei prodotti tessili ad alto valore aggiunto destinati a usi particolari (indumenti protettivi, per l'industria automobilistica, per l'aeronautica, ecc.). Il consorzio ha ora presentato domanda di finanziamento per un altro progetto biennale incentrato sulla formazione. L’obiettivo di TexTechMed, infatti, è ampliare il mercato del tessile tecnico nel Mediterraneo attraverso la formazione e la creazione di reti, organizzando, tra l’altro, delle iniziative di matchmaking per mettere in contatto le parti interessate. I membri fondatori del consorzio TexTechMed provengono da Tunisia, Marocco, Francia e Belgio.

Per contattarci

Unità per le Industrie tessili, dell’abbigliamento e forestali
Direzione generale per le Imprese e l’industria

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