23/01/13 Politica industriale
Evitare gli ostacoli al commercio globale

Mentre tutti i paesi hanno il diritto di adottare normative tecniche per raggiungere scopi legittimi (ad esempio, per garantire la salute pubblica o proteggere l’ambiente e i consumatori), l’accordo TBT (Technical Barriers to Trade, Ostacoli tecnici agli scambi) aiuta a prevenire misure protezionistiche e sleali. Amministrato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), l’accordo TBT avvisa le imprese europee in merito a nuove regolamentazioni potenziali e incoraggia l’armonizzazione e il riconoscimento reciproco. Le imprese europee possono contribuire al lavoro della Commissione europea su come evitare gli ostacoli tecnici al commercio. La collaborazione che ne risulta favorisce sia le grandi sia le piccole imprese.
Nel tentativo di evitare gli ostacoli tecnici agli scambi con i paesi non UE, l’accordo TBT prevede un sistema di notifica per le imprese europee. Il database UE-TBT, gestito dalla Commissione Europea, informa gli operatori economici attraverso avvisi via posta elettronica sulle nuove regole tecniche e sulle procedure di valutazione della conformità, previste dagli altri paesi, prima che le stesse vengano adottate.
Di conseguenza, l’accordo TBT semplifica la preparazione della conformità delle condizioni di accesso al mercato e offre alle aziende la possibilità di contribuire alla definizione di tali condizioni. In effetti, grazie al fatto che i membri dell'OMC possono discutere le proposte con il paese notificante, vi è ampia possibilità di modificare il contenuto del provvedimento notificato, o anche di richiederne la revoca.
La procedura di notifica
Le normative commerciali pertinenti devono essere presentate nella fase di progetto, che consente ai membri dell’OMC di valutare il potenziale impatto del provvedimento. È in questa fase che il database TBT dell’UE, gestito dalla Commissione europea, risulta particolarmente prezioso: comunica alle imprese europee qualsiasi nuova proposta nel loro settore.Con la semplice iscrizione a una mailing list, gli utenti vengono automaticamente avvisati in merito a ogni nuova proposta in un determinato settore.
Sessanta giorni per l’intervento
Dal momento della circolazione del provvedimento proposto, inizia il cosiddetto “periodo per i commenti”. Il Comitato TBT ha raccomandato di consentire un minimo di 60 giorni, durante i quali il processo di adozione viene congelato e si possono inviare osservazioni scritte sulla misura proposta. Successivamente, i commenti sono inviati direttamente dall’Enquiry Point del TBT dell’UE al membro dell’OMC che ha proposto il provvedimento. Se qualcuno ritiene che il provvedimento proposto sia in contrasto con i principi dell’accordo TBT, è invitato a contattare il team TBT della Commissione Europea (vedi indirizzo riportato di seguito).
Le aziende possono contattare il team TBT via e-mail, indicando il nome della loro azienda e la notifica problematica, nonché il motivo per cui ritengono che potrebbe creare ostacoli alle loro esportazioni. In alternativa alla posta elettronica, possono compilare un modulo on-line per riassumere la problematica in questione.
Idealmente, l’Enquiry Point del TBT dell’UE dovrebbe ricevere i commenti tre settimane prima del termine ultimo fissato dal membro notificante dell’OMC nel modulo di notifica.
Testo definitivo dei commenti
La Commissione, sulla base delle reazioni delle imprese, degli Stati membri dell’UE e dei propri dipartimenti, prepara il testo definitivo dei commenti, che viene poi inviato all’Enquiry Point del membro notificante dell’OMC, a nome dell’Unione europea. Questi interventi mirano principalmente a prevenire l’adozione di provvedimenti che potrebbero creare ostacoli inutili agli scambi, o che vadano contro gli interessi delle imprese dell’UE. La Commissione può anche cercare di ritardare l’attuazione dei provvedimenti, in modo da consentire agli esportatori dell’UE di adattarsi e di esaurire le scorte.
Il membro notificante discuterà le osservazioni dell’UE e ne terrà conto. Di conseguenza, tali commenti possono dare adito a discussioni bilaterali e multilaterali all’interno del Comitato TBT, comportando la modifica, il rinvio o addirittura la revoca di un provvedimento. In altri casi, un dialogo produttivo tra i membri dell’OMC può comportare utili chiarimenti o uno scambio di vedute sugli approcci normativi.
Identificazione di possibili ostacoli tecnici agli scambi
I paesi che adottano nuove normative tecniche o nuove procedure di valutazione della conformità sono tenuti a notificare i partner dell’OMC.
Le normative tecniche stabiliscono le caratteristiche del prodotto e i metodi di produzione. Le normative tecniche sono obbligatorie (al contrario delle norme volontarie), per esempio i requisiti di dimensione, composizione, imballaggio ed etichettatura del prodotto.
Le procedure di valutazione della conformità sono le procedure utilizzate per determinare il rispetto dei requisiti delle normative tecniche o degli standard pertinenti. Ciò comprende le procedure per il campionamento, l’ispezione, la verifica e la garanzia di conformità.
Frigoriferi
Un esempio concreto di questo processo ha coinvolto le nuove normative sui frigoriferi. Dopo il caricamento da parte di un membro extracomunitario dell’OMC della proposta di modifiche normative sul database TBT dell’UE, gli operatori economici hanno inviato commenti all’Enquiry Point; questi commenti sono stati inviati quindi al paese notificante. Dopo aver ricevuto le osservazioni, le autorità del paese notificante hanno spiegato il modo in cui le avrebbero tenute in considerazione. Così, i produttori di frigoriferi dell’UE hanno saputo in una fase molto iniziale se fosse necessario adeguare la loro produzione per soddisfare tali requisiti.
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Le imprese del settore delle costruzioni desiderose di espandere le proprie attività in un altro Stato membro dell’UE devono essere consapevoli delle sfide cui potrebbero andare incontro. Si possono presentare differenze di requisiti in materia di occupazione, ambiente e sicurezza, proprio come per i materiali ed i prodotti da costruzione. La Commissione europea ha avviato numerose iniziative per aiutare le aziende a superare tali difficoltà, fornendo alle imprese del settore delle costruzioni le informazioni necessarie per ottenere risultati positivi in altri paesi dell’UE.
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A pochi mesi di distanza dalla presentazione del progetto della Commissione Europea per aumentare il contributo dell’industria al PIL dell’UE dal 16% al 20% entro il 2020, una conferenza sulla Politica Industriale che si terrà a Bruxelles il 6 giugno si concentrerà sui progressi finora raggiunti e su tutte quelle strategie che potrebbero portare benefici immediati per far ripartire la crescita industriale.
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Per quasi 30 anni, le merci hanno circolato liberamente in Europa, sulla base della semplice condizione che i produttori potessero garantire che i propri prodotti (i.e. asciugacapelli, giocattoli, smartphone, TV, lavatrici, ecc.) fossero sicuri. Uno dei modi per raggiungere tal obiettivo è avere prodotti testati e certificati secondo ‘requisiti fondamentali’ della legislazione applicabile, da parte degli enti riconosciuti nella banca dati chiamata NANDO. Queste organizzazioni offrono servizi di valutazione della conformità sia all’interno sia all’esterno dell’Unione Europea e pertanto proteggono cittadini e aziende europee.
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Un recente rapporto evidenzia che l’iniziativa della Commissione Europea del 2009, finalizzata a uniformare i caricabatterie per telefoni cellulari, sta dando risultati. Grazie all’accordo, che è stato raggiunto con i produttori di caricabatterie per telefoni cellulari, tramite un Memorandum of Understanding (MoU), la maggior parte dei nuovi dispositivi immessi sul mercato attualmente supporta un caricabatterie compatibile, basato su tecnologia Micro-USB. Purtroppo, il MoU è scaduto al termine del 2012. In un’intervista a Enterprise & Industry Magazine, il Vice-Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani ha discusso circa l’importanza di uniformare i caricabatterie elettronici e quali sono i passi che la Commissione intende intraprendere per ottenere dei risultati.
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Siccome i giocattoli sono destinati ai bambini, è importante disporre di norme supplementari per garantirne la sicurezza. Per questo motivo i Paesi Bassi, uno dei principali punti di ingresso dei giocattoli nell’UE, in collaborazione con la Cina, una delle principali fonti di importazione di giocattoli per’Unione Europea , ha sottoscritto un piano d’azione denominato, “Cooperazione in materia di sicurezza dei giocattoli”. La collaborazione risultante favorirà la sicurezza dei giocattoli e, in maniera più ampia, la sicurezza dei bambini.
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La Piattaforma di informazione sugli standard cinesi ed europei (CESIP) fornisce alle aziende cinesi ed europee preziose informazioni bilingue su qualsiasi aspetto, dalle normative tecniche ai requisiti di accesso al mercato. Lanciata nello scorso mese di ottobre, la CESIP offre informazioni dettagliate su migliaia di standard e costituisce uno strumento per accrescere in modo progressivo la collaborazione e favorire la crescita economica.
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Gli standard europei sono parte integrante del mercato interno: eliminano la confusione e l'inefficienza causate dalla presenza di normative nazionali divergenti e permettono agli Stati membri di competere a parità di condizioni. Per rafforzare gli standard europei, la Commissione Europea accoglie favorevolmente eventuali idee e opinioni provenienti dalle aziende di piccole e medie dimensioni.
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L'industria automobilistica rappresenta un'importante forza trainante per l'economia europea, ma sta attualmente affrontando numerose sfide urgenti. Le raccomandazioni fatte dal Gruppo di alto livello CARS 21 dovrebbero aiutare il settore a perseguire il progetto di un futuro sostenibile in grado di garantire crescita economica e posti di lavoro. Questa visione strategica, che copre l'orizzonte temporale sino al 2020, prevede l'introduzione di carburanti e veicoli alternativi e meno inquinanti, come pure lo sviluppo di tecnologie più sofisticate per la sicurezza stradale e un più facile accesso ai mercati terzi.
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La Commissione europea sta sviluppando dei sistemi per ridisegnare in modo radicale l'industria europea, in modo da stimolare la crescita sostenibile e creare occupazione. Nell'ambito di questo impegno ha lanciato una consultazione pubblica chiedendo alle parti interessate il loro contributo per il riesame intermedio della comunicazione sulla politica industriale. Il riesame si concentrerà sullo sviluppo di un numero limitato di nuove iniziative in grado di produrre risultati sostanziali nel breve-medio termine.
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Una conferenza di due giorni ha riunito a Bruxelles importanti rappresentanti del settore e responsabili politici per discutere delle sfide e delle opportunità che l’innovazione presenta per l’assistenza sanitaria. L’accesso alle informazioni sui brevetti e lo sviluppo delle capacità a livello locale si sono rivelati due dei temi più interessanti tra quelli discussi durante la sessione intitolata “Migliorare l’accesso ai medicinali in Africa: la soluzione è in Africa o altrove?”.
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Le parti interessate provenienti dagli Stati membri dell’UE e dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale si sono incontrate a Milano per discutere di come promuovere la competitività delle imprese attraverso una più stretta collaborazione.
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Soltanto il testo degli articoli può essere ripubblicato a condizione che ne sia citata la fonte: Magazine Imprese & Industria (http://ec.europa.eu/enterprise/magazine/index_it.htm), © Unione europea, 2008 - 2012