07/05/12 Politica industriale
L'innovazione nell’assistenza sanitaria e l'accesso ai medicinali

Una conferenza di due giorni ha riunito a Bruxelles importanti rappresentanti del settore e responsabili politici per discutere delle sfide e delle opportunità che l’innovazione presenta per l’assistenza sanitaria. L’accesso alle informazioni sui brevetti e lo sviluppo delle capacità a livello locale si sono rivelati due dei temi più interessanti tra quelli discussi durante la sessione intitolata “Migliorare l’accesso ai medicinali in Africa: la soluzione è in Africa o altrove?”.
La conferenza sull’‘Innovazione nell’assistenza sanitaria senza frontiere’ è stata organizzata dalla Commissione europea in stretta collaborazione con le principali associazioni europee dell’industria e dei pazienti. Una delle sessioni, moderata da Nathalie Moll, segretario generale di EuropaBio, e da Clive Ondari, coordinatore del Dipartimento per i medicinali essenziali presso l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), è stata dedicata alla presentazione di soluzioni innovative che consentono di migliorare l'accesso ai medicinali in Africa.
Il Medicines Patent Pool, una comunità di brevetti per il trattamento dei pazienti sieropositivi, è diventato operativo alla fine del 2010. I brevetti, una volta registrati presso il Medicines Patent Pool, possono poi essere concessi in licenza alle industrie farmaceutiche. Come ha spiegato Sandeep Juneja, direttore commerciale e sviluppo per Medicines Patent Pool, l'iniziativa “consente ai produttori di farmaci generici di ricorrere a un’unica comunità per ottenere le licenze” e “offre un accesso tempestivo alla proprietà intellettuale, la certezza del diritto e la possibilità di rivolgersi a uno sportello unico”. Sandeep Juneja ha aggiunto, poi, che la Commissione europea potrebbe contribuire all’iniziativa esortando i titolari dei brevetti a entrare a far parte della comunità.
Nel quadro dell’iniziativa 'Responsabilità delle imprese nel settore farmaceutico', la Commissione europea ha istituito una piattaforma per l’accesso ai medicinali nei Paesi in via di sviluppo, che si concentra in particolare sull'Africa (cfr. riquadro). Uno dei gruppi di lavoro creati dalla piattaforma riunisce tutti i principali attori del settore per riflettere su come agevolare l’accesso alle informazioni sui brevetti, una delle sfide fondamentali per migliorare l'accesso ai farmaci nei Paesi in via di sviluppo.
Facilitare l’accesso a medicinali di qualità
La sessione dedicata al miglioramento dell’accesso ai medicinali in Africa ha spaziato attraverso vari temi, dal consolidamento del contesto normativo allo sviluppo della capacità produttiva locale nei Paesi africani. Nei loro interventi, diversi oratori hanno messo in rilievo l’importanza di definire un approccio olistico al problema.
“L’accesso ai medicinali è una questione complessa che richiede un intervento su diversi fronti”, ha affermato Juergen Reinhardt, alto funzionario dello sviluppo industriale presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO), aggiungendo che “quanto fatto finora non è sufficiente, è frammentario, poco coordinato, disorganico e spesso di breve respiro”.
Reinhardt ha osservato, inoltre, che “gli esperti sono sempre più concordi nel riconoscere il ruolo positivo svolto dalla produzione farmaceutica locale a livello sia sanitario sia economico-industriale”.
“È opportuno, pertanto, allinearsi al quadro esistente per la produzione farmaceutica locale”, ha affermato lo stesso Reinhardt, proponendo di riallacciare le iniziative volte a potenziare le capacità a quegli approcci che possono contare su una base ampia e che i Paesi africani stanno già gestendo autonomamente. Reinhardt ha osservato, infine, che, per accelerare la sua attuazione, il piano di produzione farmaceutica per l’Africa (PMPA) lanciato dall’Unione africana ha bisogno di partner e che “la Commissione potrebbe trovare spazio per svolgere un ruolo in tale contesto”.
Evan Lee, vice presidente di Global Health Programmes and Access presso Eli Lilly, ha ricordato i principali successi ottenuti dal partenariato concluso dalla compagnia farmaceutica con il Sudafrica per la lotta alla tubercolosi multi-resistente (MDR-TB):
- per i pazienti, un accesso facilitato a farmaci sicuri e di elevata qualità, prodotti localmente nei Paesi ad alta incidenza di MDR-TB;
- per i produttori locali, un effetto positivo in termini di aumento della capacità produttiva e tecnica, di qualificazione del personale (grazie all’esperienza e al tutorato del personale di Eli Lilly) e di potenziali ricavi (i profitti derivanti dalle vendite consentiranno di reinvestire costantemente nel personale e negli stabilimenti locali).
Evan Lee ha spiegato, poi, che l'iniziativa sostiene la politica industriale condotta dal Paese con l’intento di mantenere e sviluppare le competenze fondamentali e le tecnologie specifiche sul suo territorio, riduce la dipendenza dai prodotti importati e offre opportunità di esportazione al settore farmaceutico, rispondendo, allo stesso tempo, ad un bisogno fondamentale in termini di salute pubblica.
Martin Oteba, rappresentante del ministero della Salute dell’Uganda, ha presentato, infine, Procela, un progetto di consorzio che, riunendo l’autorità nazionale responsabile dei medicinali, due università ugandesi e una piattaforma internazionale di ONG, intende migliorare la valutazione e il controllo della qualità. Secondo Oteba, Procela potrebbe fungere da canale per la condivisione delle innovazioni, in particolare con la Commissione europea. “Il Paese sta cercando di capire dove siano le lacune e come colmarle”, ha spiegato.
La responsabilità delle imprese nel settore farmaceutico
La piattaforma per l’accesso ai medicinali in Africa, operativa dal 2011, è stata pensata per riunire le risorse e le capacità di attori fondamentali come l’Unione Africana, le organizzazioni pubbliche del settore sanitario e non, l’industria farmaceutica europea e africana, le ONG e le organizzazioni dei pazienti, per agevolare l’accesso ai medicinali nei Paesi in via di sviluppo.
La parti interessate collaborano in due gruppi di lavoro:
- Il gruppo di progetto sulle informazioni sui brevetti lavora alla creazione di un sistema di facile utilizzo cui accedere liberamente per reperire senza difficoltà le informazioni sui brevetti dei medicinali.
- Il secondo gruppo si concentra sullo sviluppo delle capacità a livello locale nei Paesi africani, studiando iniziative concrete che possano promuovere lo sviluppo delle capacità per quanto riguarda i canali di distribuzione, la produzione locale e la sperimentazione clinica.
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Le economie del mondo che crescono più rapidamente non sono in Europa. Per questo motivo la Commissione europea si impegna a favorire la penetrazione delle imprese europee in tutto il mondo. La Commissione ha inviato rappresentanti e delegazioni commerciali nei mercati emergenti in Africa, America Latina e Asia. Le conoscenze acquisite aiuteranno le PMI dell'UE a investire sulla crescita esterna e ciò, a sua volta, stimolerà la crescita in Europa.
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Mentre tutti i paesi hanno il diritto di adottare normative tecniche per raggiungere scopi legittimi (ad esempio, per garantire la salute pubblica o proteggere l’ambiente e i consumatori), l’accordo TBT (Technical Barriers to Trade, Ostacoli tecnici agli scambi) aiuta a prevenire misure protezionistiche e sleali. Amministrato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), l’accordo TBT avvisa le imprese europee in merito a nuove regolamentazioni potenziali e incoraggia l’armonizzazione e il riconoscimento reciproco. Le imprese europee possono contribuire al lavoro della Commissione europea su come evitare gli ostacoli tecnici al commercio. La collaborazione che ne risulta favorisce sia le grandi sia le piccole imprese.
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Siccome i giocattoli sono destinati ai bambini, è importante disporre di norme supplementari per garantirne la sicurezza. Per questo motivo i Paesi Bassi, uno dei principali punti di ingresso dei giocattoli nell’UE, in collaborazione con la Cina, una delle principali fonti di importazione di giocattoli per’Unione Europea , ha sottoscritto un piano d’azione denominato, “Cooperazione in materia di sicurezza dei giocattoli”. La collaborazione risultante favorirà la sicurezza dei giocattoli e, in maniera più ampia, la sicurezza dei bambini.
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Ora più che mai l’Europa ha bisogno che la sua economia reale sostenga la nostra ripresa economica in corso. In questo contesto, le azioni dell’UE saranno concepite in modo da invertire l’attuale tendenza verso il basso e promuovere la reindustrializzazione europea. Attualmente, l’industria rappresenta circa il 16% del PIL dell’Unione Europea. Pertanto, la Commissione Europea ha fissato come obiettivo che la percentuale del PIL rappresentata dall’industria raggiunga il 20% circa entro il 2020.
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La Piattaforma di informazione sugli standard cinesi ed europei (CESIP) fornisce alle aziende cinesi ed europee preziose informazioni bilingue su qualsiasi aspetto, dalle normative tecniche ai requisiti di accesso al mercato. Lanciata nello scorso mese di ottobre, la CESIP offre informazioni dettagliate su migliaia di standard e costituisce uno strumento per accrescere in modo progressivo la collaborazione e favorire la crescita economica.
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Gli standard europei sono parte integrante del mercato interno: eliminano la confusione e l'inefficienza causate dalla presenza di normative nazionali divergenti e permettono agli Stati membri di competere a parità di condizioni. Per rafforzare gli standard europei, la Commissione Europea accoglie favorevolmente eventuali idee e opinioni provenienti dalle aziende di piccole e medie dimensioni.
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L'industria automobilistica rappresenta un'importante forza trainante per l'economia europea, ma sta attualmente affrontando numerose sfide urgenti. Le raccomandazioni fatte dal Gruppo di alto livello CARS 21 dovrebbero aiutare il settore a perseguire il progetto di un futuro sostenibile in grado di garantire crescita economica e posti di lavoro. Questa visione strategica, che copre l'orizzonte temporale sino al 2020, prevede l'introduzione di carburanti e veicoli alternativi e meno inquinanti, come pure lo sviluppo di tecnologie più sofisticate per la sicurezza stradale e un più facile accesso ai mercati terzi.
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La Commissione europea sta sviluppando dei sistemi per ridisegnare in modo radicale l'industria europea, in modo da stimolare la crescita sostenibile e creare occupazione. Nell'ambito di questo impegno ha lanciato una consultazione pubblica chiedendo alle parti interessate il loro contributo per il riesame intermedio della comunicazione sulla politica industriale. Il riesame si concentrerà sullo sviluppo di un numero limitato di nuove iniziative in grado di produrre risultati sostanziali nel breve-medio termine.
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Le parti interessate provenienti dagli Stati membri dell’UE e dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale si sono incontrate a Milano per discutere di come promuovere la competitività delle imprese attraverso una più stretta collaborazione.
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Le materie prime sono al centro dell'attenzione, poiché il loro approvvigionamento sostenibile è in grado di offrire un contributo cruciale in numerosi ambiti, che vanno dallo sviluppo alla competitività industriale. Buona gestione, investimenti & infrastrutture, conoscenze & competenze geologiche sono i tre principali argomenti affrontati durante la conferenza di alto livello sul partenariato Africa-UE per le materie prime.
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Il 21 ottobre 2011, giorno del lancio dei primi due satelliti Galileo previsti per la fase di validazione in orbita (IOV), ha segnato una data memorabile per il sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) dell’Unione europea; il progetto continua a progredire centrando obiettivi importanti. Mentre l’Agenzia del GNSS europeo (GSA) sta per trasferire la sua sede a Praga, i nuovi contratti per satelliti e vettori firmati alla presenza del vicepresidente Tajani garantiscono che Galileo sarà in grado di fornire i propri servizi a partire dal 2014, come previsto. I benefici potenziali per l’industria europea e l’economia nel suo complesso sono significativi.
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Il lancio dei primi due satelliti operativi di Galileo, avvenuto il 21 ottobre 2011, conferma l’approdo dell’Europa sulla scena della navigazione satellitare globale. Non è soltanto una questione di prestigio, ma di crescita e posti di lavoro, due priorità essenziali alla luce dell'attuale clima economico. Le tecnologie per la navigazione satellitare, infatti, rivestono un ruolo sempre crescente nell’economia globale e nelle vite dei cittadini. Galileo, dunque, offre vantaggi sia per i cittadini che per le imprese europee in ogni settore dell'economia.
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