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Costi dell’energia: la regolamentazione minaccia l’industria europea dell'alluminio

Tutti i diritti riservati © GettyImages

Nelle giuste condizioni, l’industria europea dell'alluminio può svilupparsi pienamente. Allo stato attuale, tuttavia, alcuni fattori quali l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica e le normative gravose minacciano gli stabilimenti europei. La Commissione europea sta quindi valutando come affrontare queste sfide e garantire un futuro migliore alla produzione di alluminio in Europa.

Benchè dall'inizio della crisi finanziaria la domanda d’alluminio sia tornata alla normalità, una manciata di fattori continua ad ostacolare la competitività industriale del settore dell'alluminio in Europa. Dal 2003 ad oggi, 11 delle 26 principali fonderie di alluminio dell'UE hanno chiuso, e non ne è stata aperta nessuna di nuova.

Come parte dei suoi sforzi per sostenere la produzione di alluminio, la Commissione europea ha chiesto al Centro per gli Studi Politici Europei (CEPS) di analizzare l'industria dell'alluminio in Europain tutti i suoi aspetti, dalle previsioni sulla futura domanda fino all'impatto delle normative comunitarie.

Per gli 11 principali stabilimenti di alluminio intervistati per il rapporto CEPSpdf Scegli le traduzioni del link precedente  (che insieme hanno prodotto il 60% dell’alluminio dell'UE nel 2012) il costo dell’energia elettrica era stata una delle principali preoccupazioni. Questo aspetto è particolarmente problematico dal momento che fino al 40% dei costi di produzione dell'alluminio sono legati ai prezzi dell'energia elettrica, che sono più alti in Europa che nelle regioni concorrenti, in particolare in Medio Oriente e in Russia.

Questo aspetto, unito al peso e l'incertezza delle norme UE e nazionali, ha causato il bisogno d’importare una quantità crescente di alluminio dell’UE, minacciando le imprese europee che devono competere con i produttori di paesi meno rispettosi del clima. Altri settori ad alta intensità energetica, come la produzione di zinco e rame, si trovano ad affrontare problemi simili.

La Commissione, tuttavia, sta lavorando per porre rimedio a questi problemi.

“I prezzi dell'elettricità per uso industriale dell'UE sono stimati essere il doppio di quelli degli Stati Uniti e della Russia, e il 20% più alti di quelli della Cina, e ciò contribuisce ad aggravare il declino industriale del continente”, dichiara il Vice Presidente della Commissione europea Antonio Tajani. “Aiutare l'industria a superare queste sfide è parte della nostra strategia di rinascimento industriale”.

L'impatto dei prezzi elevati dell'energia

Lo studio CEPS conclude che l'8% dei costi totali di produzione dell’alluminio sono stati causati dalla legislazione UE, in particolare dalle politiche energetiche e dal sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) dell'Unione Europea.

L'ETS rappresenta un elemento necessario per la protezione del clima, ma ha comunque aumentato l'onere sull'industria dell'alluminio in Europa. Anche se non è stato incluso nelle prime fasi dell’ETS (2005-2013), il settore dell'alluminio ha sofferto dei suoi effetti indiretti, poiché i produttori di energia elettrica scaricano il costo delle loro emissioni sui loro clienti. A partire dal 2014, i produttori di alluminio dovranno pagare per determinate emissioni, mentre in altri paesi tali norme non esistono.

Questo fa sì che  l’industria europea dell'alluminio si trovi a lottare con minori margini di profitto in un clima di costi crescenti. Oltre all’impatto diretto sull’industria dell’alluminio dell'UE, i prezzi elevati dell'energia scoraggiano anche gli investimenti nel settore, rendendo così più probabile la chiusura degli impianti esistenti.

Mantenere l’industria forte

Nel tentativo di ridurre i costi energetici, l'UE incoraggia attivamente il riciclaggio attraverso la legislazione e i programmi di ricerca. Uno studio sponsorizzato dall’UE sui rifiuti, o «materie prime secondarie», suggerisce che l'utilizzo dei rifiuti per la produzione di alluminio potrebbe fare da catalizzatore per la crescita e la competitività – oltre che per il raggiungimento degli obiettivi ambientali dell'UE.

“Nonostante gli ostacoli incontrati dai produttori di alluminio europei” spiega Tajani, “il rapporto CEPS dimostra che è possibile produrre alluminio in modo competitivo in Europa. Ma senza politiche nazionali e comunitarie lungimiranti che affrontino questi problemi, sempre più produttori saranno a rischio di chiusura”.

Per contattarci

Maggiori informazioni sono disponibili on-line all'indirizzo

http://ec.europa.eu/cip/files/cosme/cosme_factsheet_en.pdfpdf Scegli le traduzioni del link precedente 

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