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La distorsione del mercato internazionale ostacola le nuove tecnologie

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Le tecnologie abilitanti fondamentali (KET) sono un elemento essenziale dell’industria del 21°secolo. Inglobando settori all'avanguardia come quello delle nanotecnologie e delle biotecnologie industriali, le tecnologie abilitanti fondamentali valorizzano i prodotti industriali tradizionali e offrono un enorme potenziale economico. Poiché i Paesi terzi stanno investendo enormemente nelle KET – adottando talvolta misure che alterano il mercato internazionale - la Commissione europea sta prendendo provvedimenti per garantire all’Europa una certa competitività in questo settore.

Il termine 'industria' evoca spesso immagini fuori misura - grandi lastre di acciaio o catene di montaggio che sfornano automobili. Anche se questi prodotti rivestono senza dubbio un ruolo importante nel settore, esiste un segmento minore dell'industria europea, in rapida crescita, molto più piccolo, ma altrettanto importante: le tecnologie abilitanti fondamentali (KET).

Le KET, che includono le nanotecnologie, le biotecnologie industriali, la fotonica, i materiali avanzati, la micro/nano elettronica e i sistemi avanzati di produzione, rappresentano i mattoni dell’industria del 21°secolo. Esse permettono di produrre acciaio più resistente e più durevole, auto leggere e sicure, e una pletora di altri prodotti, dai medicinali ai biocarburanti per i dispositivi mobili più efficaci e sostenibili.

L'Europa non è la sola a comprendere l'importanza delle KET. Molti Paesi terzi, in particolare gli Stati Uniti e i Paesi asiatici, hanno adottato politiche specifiche volte ad attrarre investimenti esteri nelle KET. Negli Stati Uniti, ad esempio, la National Nanotechnology Initiative ha contribuito con circa 14 miliardi di euro di investimenti cumulativi dal 2001 ad oggi. Nel frattempo, in Cina, le biotecnologie, i materiali avanzati e le tecnologie avanzate di fabbricazione sono tutte aree strategiche presenti nel 12°piano quinquennale del Paese, che aiuta a stabilire la direzione strategica della politica cinese.

Questi sforzi possono talvolta causare la distorsione del mercato internazionale delle industrie legate alle KET spinte da incentivi che sono spesso difficili da eguagliare. Ci sono stati persino casi in cui aziende con sede nell'UE hanno investito nei Paesi extracomunitari dove gli incentivi per le KET erano particolarmente convenienti.

Ciò risulta particolarmente problematico in quanto le KET sono una componente chiave degli obiettivi fissati da Europa 2020 sullo sviluppo dell’industria, che dovrebbe rappresentare il 20% del Pil dell'Unione entro il 2020. Le tecnologie abilitanti fondamentali faranno sempre più parte integrante del settore industriale da qui al 2020, e perdere la gara per l'instaurazione di un ambiente favorevole alle KET rappresenterebbe un duro colpo per l’Unione europea.

I piani per le KET in Europa

Il mercato globale delle tecnologie abilitanti fondamentali è stato stimato a 646 miliardi di euro nel 2008 e si prevede di raggiungere più di 1 miliardo entro il 2015. Anche se questo mercato è enorme, lo è anche l'investimento necessario per creare le KET: le aziende che sperano di creare tecnologie abilitanti fondamentali necessitano in effetti di investimenti iniziali e incentivi notevoli, paradossalmente proprio il tipo di investimenti e di incentivi attualmente offerti dai Paesi terzi.

Riconoscendo l'importanza delle KET, e riconoscendo la distorsione del mercato che si verifica in tutto il mondo, l'Unione europea ha sia gli strumenti che la volontà per rendere l'Europa il fulcro delle KET.

L'Unione europea dispone già di un insieme coerente di regole comuni che coprono sia gli aiuti statali che il commercio internazionale. Queste regole aiutano a prevenire la concorrenza interna tra gli Stati membri e a conferire all'UE maggior peso sulla scena internazionale. Mettendo a punto e adattando in modo opportuno questi strumenti normativi, l'UE può combattere le distorsioni del mercato internazionale.

Senza dubbio, la CE sta lavorando attivamente per fare in modo che questo accada. Nel 2012, per esempio, la Commissione ha iniziato a modernizzare le regole sugli aiuti statali, che sono in fase di revisione per far aumentare la competitività globale dell'Europa. Inoltre, l'UE sta negoziando diversi accordi commerciali, sia a livello bilaterale che multilaterale, che dovrebbero garantire un ambiente commerciale favorevole e condizioni di parità per le KET in piena conformità con le norme dell'OMC.

In termini di investimento finanziario, verrà istituito un supporto dedicato per le linee pilota e progetti dimostrativi al fine di facilitare l’industrializzazione e la commercializzazione. Le KET sono state definite come una delle aree di investimento prioritarie per le quali possono essere utilizzati i fondi strutturali per finanziare progetti maturi. Infine, un protocollo d'intesa tra la Comunità europea e la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha già prodotto enormi risultati: l'ammontare dei prestiti della BEI per progetti KET nella prima metà del 2013 è pari a circa 2,6 miliardi di euro - poco meno della somma totale del 2012.

La distorsione del mercato delle KET è un problema reale. Tuttavia, come dimostrato da queste misure, la CE sta cercando soluzioni per assicurare all'Unione europea competitività nel settore a livello internazionale tramite l'istituzione di industrie a livello locale.

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Maggiori informazioni sono disponibili on-line all'indirizzo

http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/ict/key_technologies/

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