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Campagna europea contro i prodotti contraffatti

Tutti i diritti riservati © European Commission
Antonio Tajani ispeziona dei prodotti contraffatti sequestrati dai funzionari doganali italiani

Destinati a defraudare e ingannare, i prodotti contraffatti rappresentano una minaccia per i cittadini europei e l'economia europea. La qualità scadente delle contraffazioni suscita grandi preoccupazioni in materia di salute e di sicurezza, senza parlare del loro modello fraudolento di business , che mette in pericolo migliaia di posti di lavoro. In un'intervista condotta da I&I Magazine, Antonio Tajani, Vice Presidente della Commissione europea, ci parla della campagna anti-contraffazione condotta dalla CE e del perchè i prodotti falsificati devono esser combattuti.


I&I
: Da dove nasce questo impegno così forte contro la contraffazione?

Tajani: Il diffondersi di prodotti contraffatti rappresenta un grosso ostacolo alla crescita economica. Queste merci, che imitano le marche legittime e costano una frazione del prezzo reale, stanno danneggiando i marchi autentici e causando l’aumento della disoccupazione. Le Nazioni Unite hanno stimato che il volume annuale degli scambi di merci contraffatte in tutto il mondo vale più di 200 miliardi di euro, una cifra paragonabile al commercio illegale di droga. Le piccole e medie imprese (PMI), da cui l'economia europea dipende fortemente per la creazione di nuovi posti di lavoro, sono particolarmente vulnerabili perché hanno meno potere e mezzi per evitare la contraffazione. Per tutti questi motivi, la Commissione europea ha lanciato la campagna 'No alla contraffazione', creata per promuovere la collaborazione tra le diverse autorità nazionali ed europee nella lotta contro i prodotti falsificati.

I&I: Quali sono i prodotti più contraffatti?

Tajani: La contraffazione tocca una moltitudine di settori: i farmaci, la moda, il cibo, pezzi di ricambio per automobili, elettrodomestici, cosmetici e anche i giocattoli dei nostri figli, per citarne solo alcuni. Non esistono soluzioni semplici, ed è per questo che 'No alla contraffazione' è da considerarsi come uno sforzo paneuropeo che trascende i confini nazionali e settoriali.

I&I:  Quali settori sono più particolarmente esposti al rischio contraffazione?

Tajani: L'industria della moda è tra le più vulnerabili. I prodotti di moda falsificati rappresentano il 60% dei casi di contraffazione registrati dalle dogane dell'UE, e l’effetto domino è immenso. L'industria della moda sostiene quasi 850.000 imprese, la maggior parte delle quali sono PMI, e pesa per il 3% del Pil dell'Unione europea. Tra progettazione, produzione, logistica e vendita al dettaglio, l'industria della moda offre lavoro a più di 5 milioni di persone. In quanto leader mondiale della moda, l'Europa ha tanto da perdere a causa della contraffazione.

I&I: In che modo i prodotti contraffatti rappresentano un rischio per la salute e la sicurezza?

Tajani: Per quanto sembrino un buon affare, i prodotti contraffatti possono rapidamente diventare inutilizzabili o difettosi. Spesso sono realizzati senza il dovuto riguardo per gli standard di sicurezza e salute europei, per questo motivo non ci si può fidare. Il 28,6% del totale degli articoli sequestrati nel 2011, (rispetto al 14,5% del 2010) era costituito da prodotti potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori. Un esempio particolarmente pericoloso è il ritrovamento sul mercato di pezzi di ricambio di automobili falsificati, che mettono a rischio la sicurezza non solo di coloro che li hanno acquistati, ma di tutti gli autisti che si trovano a guidare sulla stessa strada in cui circolano veicoli assemblati con pezzi di ricambio scadenti.

I&I: Che impatto ha la contraffazione sui posti di lavoro?

Tajani: Le aziende che producono articoli originali sono anche quelle che fanno investimenti in ricerca e innovazione. I prodotti contraffatti, che copiano quindi gli originali, causano un calo delle vendite e dei profitti e ciò si traduce sul lungo termine con la perdita di posti di lavoro. Inoltre, i falsari non pagano le tasse né i dazi, limitando così le entrate dello Stato e lasciando il conto da pagare ai contribuenti europei.

I&I: In che modo le merci contraffatte scoraggiano l'innovazione?

Tajani: L'economia europea è cresciuta decennio dopo decennio sulla base di un principio virtuoso, ovvero: coloro che inventano o creano qualcosa hanno diritto alla tutela giuridica dei loro diritti di proprietà intellettuale. Gli individui e le aziende investono il loro tempo e denaro nello sviluppo di nuovi prodotti solo se si assicura loro una protezione adeguata. La lotta contro le merci contraffatte è quindi fondamentale per l'economia dell'UE e rappresenta un fattore chiave per il successo nella ricerca, l'innovazione e la creazione d’occupazione.

I&I: Chi può aiutare a combattere la contraffazione?

Tajani: Le autorità nazionali svolgono un ruolo fondamentale nel prevenire l'ingresso di merci contraffatte nell'UE. La Commissione europea sta lavorando con ciascuna di loro su una serie di azioni volte a rafforzare la loro capacità di combattere il traffico di merci falsificate. Nel febbraio 2013, la Commissione ha proposto di rafforzare ulteriormente la sorveglianza del mercato attraverso un piano pluriennale e un unico strumento legislativo che rafforzerà i controlli sui prodotti nei mercati interni, consentendo alle autorità di ritirare immediatamente dal mercato i prodotti giudicati non conformi e pericolosi. Questa norma sarà direttamente applicabile e obbligatoria per tutti gli Stati membri.

Per contattarci

Maggiori informazioni sono disponibili on-line all'indirizzo:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/tajani/stop-fakes/index_it.htm

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