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Il Fondo sociale europeo in Italia nel periodo 2007-2013

Grazie a misure e partenariati finanziati dall'FSE e intesi a incrementare le flessibilità dei lavoratori e la competitività delle aziende, l’Italia sta adottando un approccio a lungo termine alla crescita e all’occupazione e sta pertanto costruendo un mercato del lavoro per il futuro, concentrandosi sull'integrazione dei sistemi di istruzione e formazione con il mondo del lavoro e assicurando un aiuto supplementare ai gruppi e alle regioni più vulnerabili.

La situazione socio-economica e occupazionale in Italia

Nonostante un periodo di crescita ridotta del PIL precedente al 2005, l’occupazione in Italia è aumentata di oltre il 5% nell’ultimo decennio, raggiungendo il 58,4% nel 2006. Il risultato è riconducibile sia a un incremento delle attività nelle regioni del Centro-Nord sia a un decremento generale della disoccupazione a livello nazionale, passata da oltre l’11% nel 1995 a meno del 7% nel 2006, al di sotto della media comunitaria. Tuttavia, i livelli occupazionali complessivi sono ancora lontani dalla media UE e dagli obiettivi di Lisbona, soprattutto se prendiamo in esame le donne (con un tasso del 46,3% nel 2006) e le persone di età compresa tra i 55 e i 64 anni (con un tasso del 32,5% nel 2006).

Il paese mostra un aumento della segmentazione del mercato del lavoro, con sempre più persone impiegate in posizioni atipiche, caratterizzate da condizioni sfavorevoli, contratti temporanei e assenza di adattabilità e mobilità. Le disparità regionali sono tra le più aspre a livello comunitario: i livelli di occupazione e attività restano infatti bloccati in una situazione di stallo al Sud, soprattutto fra le donne e i lavoratori non più giovani, e si coniugano a un’ascesa del sommerso. È particolarmente preoccupante il fatto che i tassi di disoccupazione in queste aree siano in parte imputabili a un incremento delle persone, soprattutto donne, che perdono le speranze e smettono di cercare lavoro.

Rispetto alle medie UE, l’Italia mostra inoltre livelli ridotti di partecipazione alla formazione (il 6,1% nel 2006) e tassi elevati, sebbene in declino, di abbandono scolastico (il 20,8%). Anche qui si registra un divario profondo tra le regioni settentrionali e quelle meridionali in termini di qualità dell’istruzione e della formazione.

Le priorità dell'FSE in Italia

Nel periodo 2007-2013, l'Italia attuerà 24 programmi operativi (PO), comprendenti 19 PO regionali, 2 PO distinti per le province autonome di Trento e Bolzano e 3 PO che abbracciano tutte le regioni rientranti nell'obiettivo Competitività regionale e occupazione (PO “Azioni di sistema”) e nell’obiettivo Convergenza (PO "Competenze per lo sviluppo” e "Governance e azioni di sistema”).

Questi programmi aiuteranno le aziende e i lavoratori italiani a prepararsi alle trasformazioni del mercato puntando sulla produttività, sulla flessibilità e sulla competitività. Un maggior numero di programmi di formazione e certificazione, associati a iniziative finalizzate a ridurre l’abbandono scolastico, assicurerà la sostenibilità dei progressi compiuti. Il tutto sarà sostenuto da una maggiore innovazione e da partenariati tra università, aziende ed enti pubblici.

Il principio dell’uguaglianza di genere è fortemente sottolineato in tali programmi, che comprendono interventi specifici mirati a favorire la partecipazione della donna nel mercato del lavoro. La rete si sta allargando per assicurare un aiuto supplementare agli immigrati e ad altri gruppi vulnerabili: dalla consulenza mirata alla lotta a discriminazione e sfruttamento sul posto di lavoro (oltre che alla piaga del lavoro insicuro e sommerso). Inoltre, ci si impegnerà a incrementare la coerenza delle politiche economiche e occupazionali e a incentivare la mobilità regionale e professionale. Da ultimo, il monitoraggio e la valutazione regolari spianeranno la strada a una maggiore trasparenza e armonizzazione dei progetti.

I finanziamenti dell'FSE sono incanalati in cinque aree prioritarie: Adattabilità, Occupabilità, Inclusione sociale, Capitale umano, Transnazionalità e interregionalità. Le regioni di convergenza beneficiano di assistenza supplementare nell'ambito di una priorità separata intitolata Capacità istituzionale.

Priorità 1: Adattabilità

Migliorare la competitività preparando al cambiamento, incentivando le nuove attività e sostenendo le PMI nel mercato globale

Sviluppare sistemi di formazione continua, migliorando al contempo la qualità e l’organizzazione del lavoro

Incoraggiare la mobilità geografica e professionale

Priorità 2: Occupabilità

Combinare la flessibilità e la sicurezza del mercato del lavoro, concentrandosi sullo sviluppo locale e sul sostegno mirato a gruppi quali gli immigrati

Promuovere l’accesso sostenibile delle donne al mercato del lavoro

Migliorare i servizi per l’occupazione e favorire i partenariati nazionali e locali tra attori pubblici e privati

Ridurre il lavoro sommerso tramite specifiche misure

Priorità 3: Inclusione sociale

Rimuovere gli ostacoli che impediscono ai gruppi vulnerabili di trovare e mantenere un impiego, fornendo “percorsi personalizzati" al lavoro

Aiutare i più svantaggiati a ottenere un impiego combattendo contro la discriminazione sul posto di lavoro, anche basandosi su progetti precedenti finalizzati alla promozione delle pari opportunità (ad esempio, Equal)

Priorità 4: Capitale umano

Concentrarsi sulla qualità, sulla gestione e sull’integrazione dei sistemi di istruzione e formazione e del sistema occupazionale

Approntare programmi di certificazione e valutazione per gli enti di formazione in modo da assicurare un'istruzione e una formazione migliori

Migliorare l’istruzione superiore puntando su reti tra università, centri di ricerca e aziende, ovvero rispondendo ai bisogni dell'economia della conoscenza

Ridurre l’abbandono scolastico tramite specifiche misure (nell’ambito dell’obiettivo Convergenza)

Priorità 5: Transnazionalità e interregionalità

Scambi di buone pratiche nel campo dell’occupazione

Agevolare progetti congiunti transnazionali e interregionali

Priorità 6: Capacità istituzionale (solo per le regioni di convergenza)

Potenziare le amministrazioni locali: assicurare servizi pubblici migliori formando i funzionari e migliorando il coordinamento fra i vari enti

Regioni ammissibili 2007-2013

Il livello dei finanziamenti dell'FSE varia da una regione a un'altra a seconda della loro ricchezza relativa.

Con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell'UE-25, Sicilia, Calabria, Puglia e Campania sono ammissibili nell’ambito dell’obiettivo Convergenza.

La Basilicata è una regione “phasing-out" con un PIL pro capite superiore al 75% della media UE, ma inferiore al 75% della media dell’UE-15.

La Sardegna è una regione “phasing-in” con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell’UE-15 nel periodo 2000-2006, ma superiore nel periodo 2007-2013.

Tutte le altre regione hanno un PIL pro capite superiore al 75% della media dell’UE-25 e sono ammissibili nell’ambito dell‘obiettivo Competitività regionale e occupazione.


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Mappa dell'ItaliaGrafico degli obiettivi

Piano finanziario, 2007-2013 (euro)

Asse prioritario

Finanziamento comunitario

Controparte nazionale

Totale finanziamento

Adattabilità

1 048 651 706

1 362 982 073

2 411 633 779

Occupabilità

2 374 855 825

2 824 945 992

5 199 801 817

Inclusione sociale

597 207 021

757 960 349

1 355 167 370

Capitale umano

2 321 712 515

2 705 914 191

5 027 626 706

Transnazionalità e interregionalità

177 934 587

232 917 421

410 852 008

Capacità istituzionale (solo per le regioni di convergenza)

180 543 273

207 334 640

387 877 913

Assistenza tecnica

237 102 969

290 920 515

528 023 484

Totale

6 938 007 896

8 382 975 181

15 320 983 077

Esempi di progetti sostenuti dall'FSE tra il 2000 e il 2006

  • Promoting an active working life for the over 45s
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  • Starting a new life after serving time
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  • Empowerment by improving computer literacy
    de
    enfr PDF icon
  • Training experts in intellectual property for innovation
    deenfr PDF icon
  • Bridging the gap between industry and research
    deenfr PDF icon

L'FSE in cifre

Contatti

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale - Direzione generale per le politiche per l’orientamento e la formazione
Via Fornovo, 8 – pal. C
I-00192 Roma
Tel.: +39 (0)6 367 54 802-931
Fax: +39 (0)6 322 2358
www.lavoro.gov.it

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