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Aspetti economici della politica di sviluppo dell’UE

L’Unione europea è il principale donatore di aiuti allo sviluppo a livello mondiale e si è impegnata ad accrescere ulteriormente il proprio contributo. Tuttavia, gli aiuti da soli non sono sufficienti a ridurre la povertà in modo durevole. È necessario mettere in atto delle politiche in grado di porre rimedio alle carenze esistenti a livello di governance, commercio e posizione geografica e sfruttare appieno le opportunità offerte dalla globalizzazione.

Come principale donatore di aiuti pubblici allo sviluppo a livello mondiale, l’UE ha anche assunto la direzione del dibattito sul finanziamento dello sviluppo. L’Unione europea si è impegnata a stanziare a tal fine una quota del proprio reddito nazionale lordo pari allo 0,7% entro il 2015. Ogni anno la Commissione presenta in primavera una relazione sulla responsabilità, che analizza l'attuazione degli impegni assunti dall'UE nel quadro del consenso di Monterrey e della dichiarazione di Doha riguardo ai finanziamenti per lo sviluppo. Dal 2011 la relazione comprende anche delle informazioni sull'attuazione degli impegni dell'UE riguardo ai finanziamenti "ad attivazione rapida" per il clima.

Sviluppo e cooperazione EuropAid

Fonti di finanziamento innovative

L'UE e i suoi Stati membri sono leader mondiali della finanza innovativa in settori quali i cambiamenti climatici, lo sviluppo e il settore finanziario. La Commissione ha puntualmente guidato il dibattito all'interno dell'UE con i suoi studi sulle potenzialità delle fonti di finanziamento innovative.

Alleggerimento del debito

L’Unione europea e gli Stati membri prendono parte all’iniziativa di alleggerimento del debito a favore dei paesi poveri fortemente indebitati, i cosiddetti HIPC. Obiettivo principale di tale iniziativa è quello di portare a livelli sostenibili l’onere del debito di questi paesi, a condizione che realizzino risultati soddisfacenti a livello politico, così da garantire che le iniziative tese all’adeguamento e alla riforma non vengano messe a repentaglio dal perdurare di un elevato indebitamento e da un forte onere del servizio del debito. Sebbene l’iniziativa per i paesi poveri fortemente indebitati sia terminata nel 2006, i paesi ammissibili prima di tale data possono ancora beneficiarne. L'Unione europea ha contribuito all'iniziativa con 1,6 miliardi di euro. Gli Stati membri hanno inoltre offerto il loro contributo all’iniziativa multilaterale di alleggerimento del debito, che annulla integralmente il debito dei paesi HIPC ammissibili nei confronti della Banca mondiale, dell’FMI e della Banca africana di sviluppo.

Globalizzazione e sviluppo

I paesi in via di sviluppo hanno partecipato alla globalizzazione in varia misura. L’Asia e l’America latina hanno aumentato considerevolmente la loro quota di scambi e di flussi di capitale a partire dal 1980, mentre si è ridotta quella dell’Africa sub-sahariana. Sono state abbattute le barriere tariffarie nei paesi in via di sviluppo, mentre quelle non tariffarie sono tuttora elevate. Gli afflussi di investimenti esteri diretti si concentrano ancora su un esiguo numero di grandi mercati emergenti, segnatamente in Asia orientale e nell’America latina. Le rimesse e gli aiuti allo sviluppo costituiscono fonti importanti di finanziamento esterno per molti paesi in via di sviluppo, mentre sono diminuite le uscite determinate dal servizio del debito. L'aumento dei flussi sud-sud rappresenta un'altra nuova tendenza.

Sostenere l’efficacia degli scambi

In base alla letteratura empirica, la globalizzazione si accompagnerebbe tendenzialmente ad una crescita più elevata. Tuttavia, il commercio costituirebbe una condizione necessaria ma non sufficiente ad assicurare la crescita e lo sviluppo. Le politiche economiche e sociali, le istituzioni e la posizione geografica, oltre agli investimenti pubblici e privati, sono importanti fattori supplementari in grado di determinare la capacità dei paesi di beneficiare appieno delle opportunità commerciali. Per questo motivo, è estremamente importante, per l’Unione europea, assicurarsi che i paesi che ricevono i suoi aiuti presentino piani di sviluppo di elevata qualità e migliorino le proprie istituzioni e i sistemi di governance. Gli esperti dei diversi servizi della Commissione e delle delegazioni collaborano alla definizione e all’attuazione delle strategie nazionali e regionali per l’erogazione degli aiuti UE, nel rispetto del principio della titolarità dei paesi.

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